Progettazione e Architettura

Dalle ceneri di Bagnoli nasce Corporea, il museo hi-tech dedicato al corpo umano firmato Pica Ciamarra

Mariagrazia Barletta

Esattamente quattro anni dopo l'incendio doloso che distrusse il cantiere della Città della Scienza viene completata la struttura del museo Corporea. Delrio: «È un pezzo di speranza importantissima per Bagnoli»

A Napoli, nell'ex area industriale di Bagnoli-Coroglio, nasce un museo-incubatore di imprese biomedicali unico nel suo genere. Il 4 marzo, a tre anni esatti dall'incendio che ha distrutto il suo Science centre, Città della Scienza ha festeggiato la consegna di Corporea, il museo virtuale dedicato al corpo umano e alla salute.

Il taglio del nastro ha segnato l'avvio di uno spazio interattivo interamente dedicato alla salute, alle scienze e tecnologie biomedicali e alla prevenzione, dove i visitatori sperimenteranno in maniera diretta i fenomeni da conoscere. In undici capitoli, il museo racconterà il corpo umano, dalla cellula al Dna, dal sistema cardiaco a quello sensoriale, fino ad esplorare il cervello. Un viaggio tra i diversi sistemi che compongono l'organismo, alla comprensione delle relative connessioni.

Alla giornata, organizzata come una festa aperta ai cittadini, erano presenti il ministro delle Infrastrutture Graziano Delrio, il presidente della Regione, Vincenzo De Luca e il sindaco Luigi De Magistris. Il sindaco ha esortato alla collaborazione tra istituzioni, sulla scia di quanto avvenuto in occasione della ricostruzione di Città della Scienza, a partire dall'Accordo di programma quadro siglato ad agosto 2014. «Credo che Bagnoli possa essere il crocevia di scelte di rilancio di questa regione», ha detto De Luca. Puntare sulla ricerca, sul settore aerospaziale e sull'agroalimentare, aiutare le eccellenze, come Città della Scienza, a diventare poli d'avanguardia per rendere queste attività competitive a livello internazionale, è una delle chiavi per il rilancio del territorio insieme al turismo, ha affermato il governatore della Campania. «Credo che Città della Scienza sia un'esperienza da osservare nella sua peculiarità e che sia da imitare» ha detto Delrio, auspicando che chi non si è ancora mosso possa riconoscere nel caso di successo di Città della Scienza un incentivo ad agire e ad intraprendere avventure simili.

Il presidente e fondatore di Città della Scienza, Vittorio Silvestrini ha ricordato il lavoro svolto per sviluppare i contenuti del museo, al quale hanno partecipato «30 luminali delle scienze». «Dire che il progetto dei contenuti è opera mia, è una bugia, l'hanno fatto queste risorse», afferma Silvestrini, che paragona i contenuti del museo al software e l'architettura all'hardware del sistema. Non c'è una parte che prevale, entrambe sono importanti e insieme costituiscono la forza del museo. E, se l'hardware è ormai pronto, per il software bisognerà attendere a novembre. È questa la data prevista per la conclusione dell'allestimento museale, per la realizzazione del quale sono state indette delle gare a metà gennaio. A dicembre l'apertura del museo al pubblico.

Nella nuova struttura museale - che sorge all'interno del polo dell'innovazione di Città della Scienza, gestito dalla Fondazione Idis - una grande cupola ospita il dome con 120 posti a sedere, con doppia funzione, di planetario digitale e di luogo per show didattici spettacolari, realizzati con tecnologie di proiezione 3D. Ad essere inaugurata è solo l'architettura, progettata dallo studio Pica Ciamarra Associati. Mancano infatti gli allestimenti, per i quali sono state indette due gare a gennaio, una riservata agli spazi espositivi e l'altra al dome-planetario. Interazione e coinvolgimento del pubblico in un percorso che lo veda protagonista e un allestimento che tenga conto delle diverse abilità fisiche e sensoriali e delle varie tipologie di utenza, è quanto bisognerà aspettarsi all'apertura di Corporea, prevista per il pubblico a dicembre 2016. L'obiettivo atteso è di oltre 200mila visitatori all'anno e di circa 180mila spettatori all'anno per gli show del dome-planetario.

Nel 2007 la prima pietra e poi un cammino lento. Il cantiere si ferma nel 2010 «per mancanza di fondi», si legge in un comunicato pochi giorni dopo il rogo, quando Città della Scienza tracciava le tappe della ricostruzione e puntava sulla ripartenza del cantiere di Corporea, avvenuta il 12 marzo 2013. Poi a luglio scorso il trasferimento della titolarità del progetto da Campania Innovazione SpA (socio unico la Regione) a Fondazione Idis e l'accelerata finale. Cinquemila i metri quadri totali, realizzati dall'impresa Paco costruzione.
L'edificio è plasmato in funzione del contesto e, diversamente dalle altre architetture realizzate dallo studio Pica Ciamarra Associati a Città della Scienza, nasce da un intervento di nuova costruzione. A caratterizzarlo, dal lato strada, una sagoma digradante che apre la visuale sia verso il Parco Virgiliano, polmone verde della città, che in direzione del Monte Coroglio. E poi una facciata sinuosa, scandita da una sequenza continua di brise-soleil verticali in cotto.

Sul lato opposto, una grande facciata inclinata e vetrata inquadra la cavea per spettacoli all'aperto. L'arretramento dei volumi, man mano che si va verso i piani alti, lascia spazio ad un gioco di terrazze panoramiche, dove la veduta verso il mare e l'isola di Nisida è filtrata da "giardini verticali": un tema molto caro allo studio Pica Ciamarra, che lo ha impiegato sin dai primi anni Novanta. Lo studio partenopeo applica al museo virtuale del corpo umano anche un altro espediente, sperimentato in altre occasioni e precisamente nella biblioteca dell'Università di Salerno e nella sede della Facoltà di Medicina e Chirurgia, in costruzione a Caserta. Il concetto consiste nel posizionare l'ingresso principale ad un livello intermedio, così, entrando, il visitatore si trova in una posizione baricentrica rispetto all'edificio e, muovendosi, può godere subito della comprensione della totalità degli spazi.

Dei 5mila metri quadri complessivi, solo 2mila sono dedicati all'esposizione interattiva e multimediale, che occuperà tre livelli. Il quarto livello ospiterà un incubatore della salute per Pmi e startup dei settori del biomedicale e dell'e-health. Le imprese faranno parte del Business innovation centre di Città della Scienza e potranno usufruire delle facilities a loro disposizione, come il FabLab esistente. Infine al quinto livello un'area polifunzionale affacciata sul golfo di Pozzuoli, con spazi per eventi temporanei, convegni e altri incontri e in connessione con il centro congressi, che è alle spalle del museo.
Altra funzione prevista è legata alla promozione di stili di vita salutari. In sinergia con le politiche del ministero della Salute, saranno organizzati incontri e aperti sportelli informativi, innescando un dialogo con i cittadini sui temi della salute e della prevenzione delle malattie.

Quello che doveva essere l'ultimo tassello della storia architettonica della cittadella dell'innovazione di Napoli, diventa invece simbolo della ripartenza. Il prossimo passo è la rinascita dello Science centre secondo il progetto vincitore del concorso conclusosi lo scorso luglio e vinto da un giovane team di architetti. La proposta è opera del raggruppamento composto da Stige & Partners, Icaro, Dinamicamente Architetti, Nicola Marchetti, Alfredo Postiglione, Salvatore De Lucia, Valerio Ciotola e Andrea Guazzieri. Ispirato agli esempi di archeologia industriale, il progetto propone un doppio volume compatto, con tetto a due falde e una ragionata sequenza di piazze, per fare del luogo anche uno spazio di aggregazione, di incontro e di scambio.

I vincitori hanno elaborato il progetto definitivo, consegnato il 23 dicembre alla Regione Campania, che, in virtù dell'Accordo di programma quadro sottoscritto ad agosto del 2014, ha indetto una conferenza di servizi; poi il progetto dovrà essere trasmesso al Consiglio comunale per la ratifica. Stando al calendario stabilito dall'Apq, entro aprile deve essere indetta la gara per l'affidamento dei lavori e a luglio è prevista l'apertura del cantiere. Obiettivo finale: completare lo Science centre entro il 4 marzo 2018. Una volta terminato, il polo scientifico e tecnologico di Città della Scienza rappresenterà uno dei più significativi attrattori tecnico-scientifici non solo del Sud, ma a livello nazionale. Unica macchia nera: l'isolamento in cui si trova. Risulta un'eccellenza, un'oasi urbana, ma immersa nel deserto dell'area della bonifica di Bagnoli e mal collegata al resto della città. Anche l'arrivo di una fermata della metropolitana è per ora nient'altro che un proposito fermato sulla carta.


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