Progettazione e Architettura

Cni: a picco gli investimenti in ingegneria, nel 2015 il punto più basso degli importi a base d'asta

Giuseppe Latour

Il presidente del Centro studi, Luigi Ronsivalle: «La caduta registrata dal nostro report dimostra che in Italia la crescita economica c'è più a parole che nei fatti»

A picco gli investimenti per le opere di ingegneria nel 2015. Dopo un 2014 che aveva alimentato qualche speranza di ripresa, i dati elaborati dal Centro studi del Consiglio nazionale degli ingegneri parlano di una netta inversione di tendenza in negativo: nell'ultimo anno è stato toccato il punto più basso di sempre in termini di importi posti a base d'asta per interventi sulle opere pubbliche. Per l'esattezza, poco più di cinque miliardi di euro quando solo sei anni prima venivano superati i 23 miliardi.

Numeri che il presidente del Centro studi, Luigi Ronsivalle commenta così: «La caduta registrata dal nostro report dimostra che in Italia la crescita economica c'è più a parole che nei fatti. Continuiamo, oltretutto, ad assistere a fenomeni ormai endemici come le opere incompiute o la violazione delle regole base per la presentazione dei bandi. A questo proposito, credo sia arrivato il momento di fare una riflessione approfondita sui motivi che portano al mancato rispetto del decreto parametri. Serve un'azione più decisa e incisiva».

Se ci si limita ad analizzare i soli importi destinati ai servizi di ingegneria (esclusi gli importi per l'esecuzione dei lavori), si registra una flessione del 18%: 365 milioni di euro contro i 445 dell'anno precedente. La flessione risente pesantemente del crollo delle gare con esecuzione (circa 3 miliardi di euro in meno per quanto concerne gli importi posti a base d'asta per questa tipologia di gare). Se si considerano, invece, i soli bandi senza esecuzione, il calo degli importi destinati ai servizi di ingegneria si attesta intorno al 6 per cento. Se guardiamo alla ripartizione territoriale, la Campania si conferma ancora una volta regione leader per gli importi destinati a questi servizi con quasi 52 milioni di euro, seguita dalla Sardegna con circa 41 milioni e mezzo.

«I dati del 2015 – spiega Michele La Penna, Consigliere Tesoriere del Cni - confermano la fase recessiva nel settore dei servizi di ingegneria e architettura e più in generale nel settore delle costruzioni. Dal 2009 ad oggi si sono persi circa i due terzi del mercato. L'indagine dimostra l'uso ordinario dell'appalto Integrato nella realizzazione delle opere pubbliche e la chiusura rispetto ai giovani professionisti e alle strutture professionali di piccole e medie dimensioni».

La determina Anac n. 4/2015, in materia di servizi di progettazione, non è stata correttamente applicata. L'analisi, infatti, mette in evidenza come le possibilità di aggiudicazione delle gare da parte dei liberi professionisti siano particolarmente limitate, anche nei soli bandi di gara senza esecuzione. In quest'ultimo caso, sebbene i liberi professionisti si siano aggiudicati il 70,2% delle gare, hanno ottenuto soltanto il 34% degli importi. Insomma, le possibilità per i professionisti si concentrano, per la quasi totalità, nelle gare di piccola entità.

Ultime notazioni arrivano sul rispetto delle regole nella pubblicazione di bandi. Le gare continuano ad essere aggiudicate con ribassi che in alcuni casi raggiungono valori esagerati. Il primo posto spetta alla Sicilia, dove nel 2015 un bando è stato aggiudicato con un ribasso pari al 95%. Mediamente, le gare senza esecuzione vengono aggiudicate con un ribasso del 35%. Per quanto riguarda l'aderenza dei bandi ai parametri contenuti nel Dm 143/2013, in materia di calcolo degli importi da porre a base di gara, nel 2015 meno della metà (48,6%) è risultato perfettamente in regola.


© RIPRODUZIONE RISERVATA