Progettazione e Architettura

Quattro architetti italiani in corsa per il Wienerberger Brick Award 2016

Mariagrazia Barletta

Nella shortlist lo Shakesperian Theatre di Renato Rizzi, la residenza per bambini sieropositivi di Made in Earth, il vecchio fienile di campagna trasformato da Bricolo Falsarella Associati e la villa degli anni '20 ristrutturata da Lorenzo Guzzini

Sono quattro i progetti italiani finalisti al Wienerberger Brick Award 2016, il premio biennale di architettura che dal 2004 dà riconoscimento alle realizzazioni più innovative che utilizzano il laterizio come materiale da costruzione. Entrano nella shortlist lo Shakesperian Theatre Gdansk a Danzica, in Polonia, progettato dall'architetto Renato Rizzi e una residenza per bambini sieropositivi in India, ideata dalla onlus napoletana Made in Earth. Ed ancora il recupero a fini abitativi di un vecchio fienile di campagna all'interno della settecentesca Villa Saccomanni a Sommacampagna, in provincia di Verona, firmato dallo studio Bricolo Falsarella Associati. Infine il progetto «House G» dell'architetto Lorenzo Guzzini, che ha previsto la ristrutturazione di una villa abbandonata dal 1920, situata nel cuore di Como. A promuovere il premio è l'azienda Wienerberger, leader in Europa nella produzione di laterizi e di tegole in cotto.

In lizza anche nomi ben noti del panorama internazionale, tra i quali Frank Gehry con il Dr Chau Chak Wing Building, un edificio per il campus universitario della University of Technology di Sydney, progettato con lo studio australiano Daryl Jackson Robin Dyke architects. Ed inoltre i tedeschi di Sauerbruch Hutton con una residenza a Monaco, Tony Fretton Architects con le nuove abitazioni realizzate a Den Helder, in Olanda e Jean Nouvel, che, con Mdw Architecture, ha firmato il nuovo quartier generale della polizia a Charleroi, in Belgio. Inoltre gli irlandesi di O'Donnell + Tuomey con lo «student centre» londinese Saw Swee Hock.

I quattro progetti italiani, scelti tra 600 proposte provenienti da 55 diversi Paesi, fanno parte della rosa di 50 finalisti che si contenderanno il premio finale. I vincitori saranno proclamati a Vienna il prossimo 19 maggio. Il premio comprende 5 categorie: residenziale, opere pubbliche, riconversione, riqualificazione urbana e integrazione sostenibile, ciascuna avrà un suo vincitore e tra questi sarà selezionato il progetto che si aggiudicherà il «Grand Prize», vale a dire il premio assoluto.

La prima scrematura dei progetti, presentati direttamente on line dagli stessi architetti, è stata effettuata da una giuria composta da giornalisti e critici di architettura. Ora i 50 esempi rappresentativi di un uso sapiente e innovativo del laterizio, passano al vaglio di progettisti di fama internazionale, quali: Johan Anrys (51N4E, Belgio), Matija Bevk (Bevk Perovic Arhitekti, Slovenia), Alfred Munkenbeck (Munkenbeck + Partners, UK) e Laura Andreini dello Studio Archea Associati.

Il Teatro elisabettiano a Danzica di Renato Rizzi è frutto di un concorso internazionale di progettazione lanciato nel 2004 dalla Fondazione Theatrum Gedanense, la stessa che organizza lo Shakespeare Festival di Danzica. Inaugurato nel 2014, è il primo teatro al mondo con tetto apribile. A caratterizzare il progetto sono le nervature murarie, che mostrano il ritmo della struttura modulare interna e assorbono la forza esercitata dalle "ali" aperte della copertura, sulle quali preme la forza dei venti settentrionali.
La residenza per bambini sieropositivi orfani o abbandonati, realizzata a Vellore, in India, dallo Studio Made In Earth di Napoli, impegnato in progetti umanitari nei paesi in via di sviluppo, è stata commissionata dall'organizzazione umanitaria Terre des Hommes Core. L'architettura bioclimatica e a «chilometro zero», fatta di mattoni tradizionali prodotti nella fornace esistente, allestita a soli 500 dal cantiere, è dotata di corti interne e avvolta in un involucro che si dirada in alcuni punti per lasciar passare la luce naturale e favorire la ventilazione.

Il recupero del vecchio fienile di Villa Saccomani a Sommacampagna, è opera dello studio fondato da Filippo Bricolo e Francesca Falsarella, impegnato nel campo del riuso e in interventi sul patrimonio storico. Demolite le opere in calcestruzzo armato, frutto di uno scriteriato e precedente intervento, il progetto ha messo a nudo la struttura originaria e ha aggiunto un ampliamento in mattoni con finitura faccia a vista, riutilizzando la preesistenza a fini abitativi.

L'architetto Lorenzo Guzzini di Dizzasco (Como) è in lizza con il progetto di ristrutturazione di una villa nel centro di Como. Guzzini ha scelto di fondere le due «anime» dell'edificio, quella litica e quella laterizia, conservando l'originale struttura perimetrale in pietra e realizzando divisori in mattoni portanti pieni.

A trionfare nella scorsa edizione del 2014 furono il Centro di formazione cinematografica di Kantana, in Thailandia, disegnato dall'architetto Boonserm Premthada del Bangkok Project Studio, il progetto di una casa edificata nella provincia cinese di Shaanxi, opera dell'architetto John Lin dell'Università di Hong Kong, l'Art Museum di Ravensburg in Germania, progettato dallo studio LRO Lederer Ragnarsdóttir Oei GmbH & Co.KG. Ed inoltre: il Buda Art Centre a Kortrijk, in Belgio, dello studio di architettura belga 51N4E, la Scuola professionale di cucina di Cádiz, in Spagna, di Sol89.


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