Progettazione e Architettura

Citterio racconta il terminal in Qatar: «L'inclusione? Parte dalla committenza»

M.Ba.

Per gli spazi di accoglienza dell’aeroporto internazionale Hamad a Doha, in Qatar, lo studio Antonio Citterio Patricia Viel Interiors ha messo in pratica i principi del design for all

Spazi progettati in funzione della multiculturalità, atmosfera accogliente e un layout pensato per favorire l'orientamento. Per l’aeroporto internazionale Hamad a Doha, in Qatar, lo studio Antonio Citterio Patricia Viel Interiors ha disegnato una serie di spazi di accoglienza (nell’immagine la Al-Mourjan business lounge del terminal - Foto: Leo Torri). Un lavoro che ha riguardato la progettazione integrata di sale lounge, aree check-in premium ed inoltre i cosiddetti «activity nodes», ossia aree aperte e di libero accesso, pensate per offrire un'ampia varietà di attività (playground, internet point, zone Tv, punti ristoro, opere d'arte interattive). Gli spazi sono gestiti da Qatar Airways, Qatar Aviation Service, Qatar Duty Free e Hamad International Airport e inseriti all'interno del terminal passeggeri, occupando una superficie totale di 45mila metri quadrati. A raccontarci il progetto, che accoglie e mette in pratica i principi del design for all, è l'architetto Antonio Citterio. «Il Qatar - ci dice - è una nazione giovane, in continua trasformazione, che sta completando solo ora le sue infrastrutture strategiche.

La complessità del servizio di accoglienza di una compagnia aerea globale che si interfaccia con una cultura locale estremamente disomogenea ha generato un programma di progetto articolato, differenziato e decisamente sofisticato, nell'intenzione di rendere l'aeroporto di Doha accessibile a tutti». Un primo punto di attenzione è dato dalle esigenze legate alla cultura islamica. Così, le sale lounge principali hanno delle stanze di preghiera e i bagni, le zone di abluzione, assecondano i comportamenti che comunemente si ritrovano nella cultura islamica, mentre aree di controllo, sistemate nella sale lounge, consentono con discrezione l'identificazione del volto delle donne in abiti tradizionali islamici.
Per l'applicazione dei principi del design for all è determinante il ruolo dei decisori nell'orientare un progetto verso l'inclusività, così l'architetto Citterio ci parla del ruolo della committenza: «Come progettisti – ci dice - è stato necessario comprendere sin da subito quale fosse lo scenario normativo di riferimento in campo edilizio, di derivazione anglosassone. La committenza era composta da un comitato esecutivo (“Steering Committee”) al cui interno erano presenti diverse figure manageriali con background culturali e professionali molto differenti».

«Il brief di progetto – continua l'architetto - era quindi frutto di un lavoro multidisciplinare molto preciso che forniva già parecchie indicazioni riguardanti temi vicini al design for all. Lo staff tecnico di supporto, messo a disposizione dalla committenza durante tutto il periodo della progettazione, ha poi fornito un'assistenza continuativa nell'affrontare le differenti situazioni spaziali che si venivano a creare nelle varie aree del progetto». Importante, dunque, il supporto di esperti in cultura islamica. «Lo staff messo a disposizione dalla committenza durante il periodo della progettazione ha fornito assistenza anche sugli aspetti culturali locali. Nel nostro team di progetto era inoltre presente un esperto di cultura islamica che ha seguito gli aspetti di grafica e orientamento (wayfinding)», ci dice l'architetto Citterio.

I principi che rendono un ambiente “for all” devono essere mantenuti nel tempo, ossia, consegnata l'opera, gli spazi devono continuare ad essere vissuti come previsto in fase di progetto. L'architetto Antonio Citterio risponde sul tema della gestione e sulle modalità con cui è stato affrontato. «Sin dall'inizio - racconta - siamo stati coinvolti in lunghi workshop con rappresentanti dei vari “stakeholders” che si sarebbero occupati della gestione di vari spazi compresi nel nostro progetto. La separazione dei flussi di servizio da quelli dei viaggiatori è stata la nostra prima preoccupazione, seguita da un'attenta analisi delle infrastrutture di trasporto interne al terminal, destinate a servire le varie sale lounge. Il nostro concept affrontava già questi temi, che si sono rivelati di primaria importanza per lo sviluppo successivo del progetto». «I materiali massicci, privi di finitura ma incisi, decorati, testurizzati - conclude l'architetto - hanno poi costituito il tema portante del progetto di interni; l'intenzione è stata quella che di generare esperienze sensoriali autentiche in un ambiente artificiale».

Infine c'è il tema dell'orientamento. Un aspetto centrale per un aeroporto anche in riferimento al design for all, che tra i suoi principi cardine ha la progettazione di ambienti che permettano una fruizione semplice e comoda per tutti. Gli spazi sono progettati per essere di facile comprensione e il tema dell'orientamento è stato basilare per la definizione del layout già in fase di concept. L'obiettivo è che ciascuno possa identificare in maniera semplice e immediata i servizi e le destinazioni che intende raggiungere.


© RIPRODUZIONE RISERVATA