Progettazione e Architettura

Da Parigi a Budapest, da Helsinki a Vienna: tutte le capitali che investono sui musei

Mariagrazia Barletta

La battaglia per attrarre un sempre maggior numero di visitatori si combatte sul terreno dell’architettura. Ecco perché le istituzioni museali di tutta Europa lanciano concorsi internazionali

Le istituzioni museali di tutta Europa sono in grande fermento. Dalla Francia, all'Inghilterra e dalla Germania all'Austria, fino all'Ungheria, la battaglia per attrarre un numero sempre maggiore di visitatori si combatte anche a colpi di architettura. L'obiettivo è coinvolgere il pubblico, catturarlo in viaggi multimediali, esporre opere che talvolta giacciono nei caveau per mancanza di sufficienti metri quadri o semplicemente migliorare la fruizione degli spazi. E se il contenuto deve creare un'esperienza di visita unica, il contenitore deve essere iconico, memorabile. Il mix dei due elementi deve poi generare musei all'avanguardia e all'altezza delle istituzioni che hanno il compito di rappresentare. È questo che ci dicono i numerosi concorsi banditi nell'ultimo anno e mezzo e che hanno coinvolto anche i colossi della cultura, come la Fondazione Solomon R. Guggenheim, il Louvre e la Bauhaus Dessau Foundation, solo per citarne alcuni.
L’ultimo concorso è stato appena lanciato dalla città di Londra, per realizzare - entro il 2021 - un nuovo grande museo della città.

Molti di questi concorsi hanno avuto un iter molto veloce e sono ormai conclusi. Gli esiti si dividono: da un lato trionfano nomi noti dell'architettura internazionale, ma non mancano casi, e sono neanche tanto sporadici, di vincitori molto giovani, poco o per niente conosciuti, ma di evidente talento. Un fil rouge accomuna gli esiti: anche se la committenza è in cerca di soluzioni memorabili, ad avere la meglio sono sempre progetti non animati da gesti smisurati. Nulla di sensazionale, ma tutte le idee selezionate sono di grande valore. Per ora nessun italiano tra i vincitori, ma c'è attesa per il concorso, organizzato dagli inglesi della Malcolm Reading, per una galleria d'arte di oltre 90mila metri quadri a Doha, in Qatar, da allestire all'interno degli ex magazzini del grano. In lizza ci sono lo studio italo-spagnolo Barozzi-Veiga, Renzo Piano e Benedetta Tagliabue.

Sono in corso di svolgimento, inoltre, i concorsi per ampliare la capacità espositiva della Neue Nationalgalerie di Berlino del maestro Ludwig Mies van der Rohe e per la creazione di una sezione per bambini al Museo ebraico di Berlino, nato dalla matita di Daniel Libeskind.

Talenti emergenti vincono sulle grandi firme
Studi emergenti sbaragliano la concorrenza nei concorsi di Finlandia e Germania. Per la prima volta a giugno 2014 la Fondazione Solomon R. Guggenheim si affida ad un concorso di progettazione per realizzare un suo museo. E a vincere la gara per una nuova sede espositiva a Helsinki è il giovane studio parigino Moreau Kusunoki Architect, formatosi negli studi di Sanaa, Kengo Kuma e Shigeru Ban. La loro idea: concepire il museo come un insieme di piccoli volumi raccolti intorno ad una sorta di piazza, tra i quali primeggia una torre-faro.
Recente anche l'annuncio della Fondazione Bauhaus Dessau, che per l'ideazione di un nuovo museo, da realizzare entro il 2019, anno in cui si celebreranno i 100 anni dalla nascita della scuola di design fondata da Walter Gropius, si affida ad un giovane gruppo spagnolo, si tratta dello studio Gonzalez Hinz Zabala, che concepisce un edificio lineare, vetrato, che fa proprio il motto «less is more» del maestro Ludwig Mies van der Rohe.
Inoltre, nei giorni scorsi è stato reso noto il nome dei vincitori del concorso per una nuova architettura che estenda e metta in connessione gli spazi dell'Alvar Aalto museum e del Museum of Central Finland, nella città di Jyväskylä, in Finlandia. Il miglior progetto per la nuova addizione dei due musei che portano la firma di Alvar Aalto anche in questo caso è di un team di giovanissimi, questa volta architetti finlandesi.
Infine, il restyling della sede del Wien Museum - uno tra i più importanti musei viennesi, che espone, tra gli altri, capolavori di Gustav Klimt e di Egon Schiele – è stato affidato al raggruppamento di progettisti austriaci, formato da Winkler + Ruck architekten, Certov Architekt e Winkler Landschaftsarchitektur.

Nella Villa lumière grandi investimenti per il Louvre
Si affida ad «archistar» il Louvre che, a poca distanza dal Louvre Lens di Sanaa, a Liévin, intende far sorgere un grande polo dove custodire quadri, sculture, oggetti d'arte, disegni e reperti archeologici in attesa di essere studiati o sottoposti a trattamenti specifici.
Il concorso (bandito dalla Regione Nord - Pas-De-Calais per conto del museo parigino) si è concluso da poco con la vittoria di un raggruppamento capitanato dallo studio inglese Rogers Stirk Harbour + Partners, che ha immaginato un edificio ricoperto dal verde (35 milioni di euro il costo di costruzione). Ad affiancarli, i paesaggisti di Mutabilis Paysage & Urbanisme, autori dei giardini del museo del Quai Branly (opera di Jean Nouvel). E a Parigi il Louvre, dopo la creazione del Dipartimento di arte islamica progettato da Mario Bellini e Rudy Ricciotti, non si è di certo fermato. È in corso un progetto ambizioso per migliorare l'accoglienza dei visitatori (circa 9 milioni ogni anno) riorganizzando gli spazi al di sotto della Piramide di vetro di Ieoh Ming Pei. Si tratta di un progetto del team del museo e dello studio francese Search, che conta su un investimento di 53,5 milioni di euro.

Budapest sceglie Sanaa
Vincono i «big» dell'architettura anche a Budapest, dove la City Park Property Development Zrt, società direttamente controllata dallo Stato ungherese, si è affidata alla procedura del concorso per realizzare un grande polo culturale nello storico parco urbano di Városliget, sede dell'Esposizione universale del 1896. Due dei tre musei in programma hanno già una forma definita anche se solo sulla carta. Ad aggiudicarsi il concorso per la costruzione della nuova Galleria nazionale e del Ludwig museum of contemporary art è lo studio giapponese Sanaa. L'architetto Sou Fujimoto firmerà, invece, la Casa ungherese della musica. È ancora in corso, invece, la gara per la progettazione del museo etnografico, anch'esso nel parco di Városliget, alla quale sono state ammesse tutte firme ben note nel panorama internazionale, tra cui Zaha Hadid, Coop Himmelb(l)au, Dominique Perrault, Mvrdv, Office for Metropolitan Architecture (Oma) e Sauerbruch Hutton, alcuni direttamente invitate dall'ente banditore.


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