Progettazione e Architettura

Tra gli alberi della Normandia la scuola materna «sospesa» firmata Graal Architecture

Monica Zerboni

Completata nella cittadina francese di Mantes la Ville l'opera progettata dallo studio italo-francese fondato da Carlo Grispello e Nadine Lebeau

Nel campo del recupero architettonico sono spesso le riconversioni e gli ampliamenti del preesistente gli strumenti destinati a rafforzare le potenzialità del manufatto originale.
Nel caso della scuola materna della cittadina francese di Mantes la Ville in Normandia sono stati addirittura gli svantaggi pregressi a guidare la mano dei progettisti, Carlo Grispello e Nadine Lebeau titolari dello studio Graal di Montreuil, verso una soluzione nella quale la razionalità si coniuga con la creatività.

Avvezzi ad affrontare ogni incarico con particolare attenzione al contesto urbano più che a rigidi schemi costruttivi, i Graal hanno trasformato l'evidente collocazione sfavorevole della scuola, situata fra due grandi arterie di traffico, nella carta vincente del rinnovato complesso.

I tre nuovi padiglioni che completano oggi il polo scolastico si allineano perpendicolari all'edificio principale e attraverso la configurazione di rientranze e cortili lo schermano dal rumore e dal traffico. Posizionato a squadra, il preesistente corpo di fabbrica si sviluppa su due livelli con un salto di quota di circa 3 metri. Il lato sud, che contiene le classi per l'attività scolastica, è aperto sul cortile della ricreazione, mentre il lato nord, più basso, si affaccia su un secondo cortile piantumato e contiene i locali di servizio.

Se una fluida integrazione dei nuovi volumi nella circolazione longitudinale del preesistente è stato il principale obbiettivo dei progettisti, la riconfigurazione del vecchio edificio ha avuto un ruolo non meno importante nell'intervento. Il fabbricato rappresenta oggi la spina dorsale del complesso mentre i suoi spazi interni, dotati di ampie aperture vetrate, fruiscono della luce naturale e della vista della vegetazione circostante . Due dei nuovi volumi sono stati realizzati a nord: «Questo per mantenere integra la superficie del cortile per la ricreazione e per salvaguardare l'illuminazione naturale degli interni rivolti a sud» sottolineano i progettisti. Caratteristica per ambedue i padiglioni è la notevole altezza del tetto che garantisce un apporto sufficiente di luce naturale durante tutto il giorno.

Tutti e due i volumi sono stati costruiti su pilotis per ovviare ai salti di quota presenti sul terreno e per mantenere lo stesso livello dell'edificio principale. Concepiti come padiglioni sospesi i due volumi, che ospitano rispettivamente un'aula con annessa sala di lettura e una sala gioco, si inseriscono tra gli alberi, offrendo ai bambini un contatto diretto con la natura.

Situato a sud, il terzo volume è caratterizzato da un ampio tetto aggettante che si piega fino a terra per disegnare un cortile chiuso. Questa tettoia di grandi dimensioni assolve a diverse funzioni: si configura come spazio di gioco coperto, rappresenta uno stacco ben percepibile tra esterno ed interno e offre alla scuola una rinnovata visibilità sul lato strada.
Un rivestimenti di metallo contraddistingue i tre volumi e li contrappone al fabbricato principale rifinito ad intonaco bianco. «Ciascun rivestimento nasconde una struttura in acciaio protetta da materiale isolante» specificano i progettisti e aggiungono che la scelta del metallo è stata loro suggerita sia dalla ricerca di sobrietà che dall'esigenza di reperire un materiale economico e duraturo nel tempo.

Colore e tipologia del metallo variano secondo la funzionalità di ciascun volume: così si è optato per la lamiera ondulata nella sala gioco e per lo zinco color antracite nelle altre due estensioni. Ugualmente variabili risultano la posizione e la grandezza delle finestre in ciascun padiglione. Profilate in alluminio le aperture risultano determinate dall'orientamento, dal tipo di spazio e dall'affaccio esterno. Così da assicurare ai bambini una continua esperienza visiva con l'ambiente che li circonda.


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