Progettazione e Architettura

Armatura d'acciaio con linee morbide per il complesso Umberto Forti firmato Atiproject

Monica Zerboni

Si trova in un'area industriale tra Pisa e Livorno il centro direzionale uscito dallo studio fondato dagli architetti Luca Serri e Branko Zrnic

Lo studio ATIproject, nato dalla collaborazione degli architetti Luca Serri e Branko Zrnic, è specializzato nella realizzazione di grandi edifici pubblici e privati nei quali la costante attenzione ai problemi ambientali si traduce in strategie progettuali che hanno come scopo principale la riduzione e l'ottimizzazione dei consumi.

Sulla base di tali premesse il complesso per uffici e centro direzionale Umberto Forti, recentemente inaugurato a Montacchiello nella periferia industriale tra Pisa e Livorno, risulta un vero e proprio modello di architettura sostenibile.
In esso infatti all'eleganza formale dell'involucro si accompagnano un'elevata qualità ambientale e un'efficienza energetica basata su bassissimi consumi.
«Il progetto si identifica perfettamente con la filosofia del gruppo Forti, da sempre in prima linea nelle battaglie per l'ambiente» sottolineano i progettisti che amano attribuire ai propri clienti un ruolo di protagonisti sin dalle prime fasi della committenza. Nel nuovo centro direzionale forma e funzione appaiono strettamente interconnesse: se la sua architettura è il risultato dell'approccio bioclimatico che ha determinato l'intero progetto, sono le linee morbide del complesso con le sue articolate volumetrie a rendere gli spazi gradevoli e accoglienti.

Morbide linee curve e un'alternanza di pieni e vuoti caratterizzano la struttura in acciaio e vetro e ne stemperano l'imponenza attraverso la trasparenza. Sul lato nord-ovest, orientata sulla strada principale, una grande hall a tripla altezza accoglie i visitatori. La sua facciata ventilata è costituita da pannelli sandwich di alluminio ed è movimentata da aperture irregolari. Questo permette di minimizzare le dispersioni termiche durante l'inverno e di proteggere gli ambienti di lavoro dall'eccessivo irraggiamento estivo.

La facciata di sud-est è invece caratterizzata da grandi vetrate continue, schermate da frangisole lineari a passo variabile che consentono di dosare il passaggio della luce naturale a seconda della necessità e di fruire di piacevoli scorci sulla campagna circostante.
Il tema del verde è un altro aspetto fondamentale del progetto. A questo scopo anche all'interno dell'edificio sono stati allestiti giardini pensili e terrazzi che, rivestiti con materiali naturali, contribuiscono alla regolamentazione del microclima. Pannelli fotovoltaici rivestono interamente la facciata a sud e forniscono gran parte dell'energia (circa l'80%) per il riscaldamento, il raffrescamento estivo e l'illuminazione artificiale.

Così l'involucro stesso, grazie a soluzioni architettoniche funzionali, risulta essere il principale impianto tecnologico del complesso e, come conseguenza, nell'edificio non è presente un impianto a gas metano. Parallelamente alla funzionalità dell'involucro, nell'edificio è stata utilizzata una tecnologia d'avanguardia sia per quanto riguarda il sistema di illuminazione a LED che per l'uso della geotermia per la climatizzazione degli interni. Inoltre l'installazione di recuperatori del calore contenuto nell'aria espulsa permette un ulteriore contenimento dei consumi.
«L'utilizzo di fonti rinnovabili e di strategie di risparmio energetico rendono il complesso di Montacchiello un vero e proprio green building e un significativo esempio per l'edilizia sostenibile di tutta la Toscana" affermano con orgoglio i progettisti».


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