Progettazione e Architettura

Varese, mix di memoria storica e qualità architettonica nel restyling della sede Aler

Luigi Prestinenza Puglisi

Il progettisti dello Studio Castiglione & Nardi hanno lavorato per l'Azienda dell'edilizia residenziale di Varese

I progettisti dei nuovi uffici direzionali ed operativi dell'Aler (Azienda Lombarda Edilizia Residenziale) a Varese, hanno lavorato su un doppio binario. Da un lato la conservazione dell'edificio storico, dall'altro l'ampliamento della volumetria esistente: ampliamento ottenuto aggiungendo un ulteriore piano e affiancando un nuovo corpo di fabbrica di minore altezza. L'obiettivo era, infatti, rispettare la presenza già consolidata dell'edificio e dall'altro aggiungere nuovi spazi e nuove funzioni attraverso i quali proporre un'immagine più moderna. La preesistenza, infatti, aveva una sua qualità architettonica sia pure con un'impronta stilistica tipica degli edifici pubblici del Fascismo; anche se in realtà si trattava di una costruzione del dopoguerra eseguita, come spesso è accaduto, utilizzando forme e metodi costruttivi anacronistici.

«Abbiamo voluto - racconta il progettista Claudio Castiglioni - rispettare i connotati architettonici originari dell'edificio preesistente, consapevoli che lo stesso ricopre un ruolo di riferimento nell'identità del brano di città che lo accoglie; nello stesso tempo abbiamo cercato di organizzare un nuovo e più intelligente modo di fruire lo spazio con sportelli per il pubblico, una sala auditorium di settanta posti ed uno spazio ristoro per il personale».
L'area di ingresso, il salone del pubblico, l'auditorium e lo spazio ristoro sono stati ubicati nel corpo aggiunto in modo da renderli funzionalmente autonomi e facilmente confinabili dagli uffici per essere utilizzati, e eventualmente dati in locazione, al di fuori degli orari lavorativi, per conferenze, convegni e altri eventi pubblici.

I nuovi volumi si caratterizzano per la semplicità del disegno e della composizione.
Le ampie vetrate rivolte a sud danno luce agli spazi mentre un sistema di elementi frangisole in cotto li preserva dai rischi di surriscaldamento.
L'atrio centrale, a doppia altezza, riservato al pubblico e il percorso di accesso sono rivestiti con il medesimo acciaio corten delle facciate esterne con l'intento di configurare gli spazi interni come una sorta di piazza al coperto che richiama i materiali degli spazi esterni.
Particolarmente riuscita è la sopraelevazione del vecchio edificio. In particolare, la gronda metallica e traforata che la delimita si integra formalmente con il cornicione della preesistenza, riprendendone l'inclinazione e completandola idealmente. In questo modo non viene pregiudicato l'accurato restauro conservativo che ha interessato le facciate. Sempre al fine di mantenere la memoria storica sono stati recuperati i materiali interni più pregiati, quali i marmi e i seminati alla veneziana, e gli elementi distributivi principali: la scala principale e l'assetto distributivo.

L'edificio si classifica in classe energetica A. «Si tratta - affermano gli architetti Carlo Castiglioni e Claudio Nardi - di un risultato non indifferente dato che, per rispettare l'originario rivestimento in cotto, non è stato possibile utilizzare sistemi a cappotto su oltre la metà della superficie delle facciate».
Il contenimento dei consumi energetici sia invernali, sia estivi, è ottenuto grazie a serramenti di elevate caratteristiche, contro-pareti isolanti, tetti vegetali, frangisole in cotto, attenta gestione dei ponti termici anche per le parti strutturali in aggetto.
Il sedime del cortile retrostante è impegnato da tre livelli di autorimessa interrata con circa sessanta posti auto serviti da due rampe indipendenti.


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