Progettazione e Architettura

Il palazzo dell'800 ringiovanisce con il recupero firmato De Ferrari Architetti

Francesca Oddo

L'edificio è stato trasformato in una residenza temporanea finanziata dalla Compagnia Sanpaolo

A Torino è stata aperta la Residenza temporanea di San Salvario, destinata a lavoratori, studenti, persone in situazione di stress e di emergenza abitativa, voluta dall'Ufficio Pio della Compagnia San Paolo. Frutto del recupero di un edificio ottocentesco costato circa 5 milioni e mezzo, il progetto - che recentemente ha ottenuto il Premio Urbanistica 2015 - è stato assegnato allo Studio De Ferrari Architetti, Cyd Consulting & Engineering e Marco Tobaldini in seguito a un bando di gara a procedura ristretta con preselezione pubblicato alla fine de 2009 nell'ambito del Programma Housing.

«Negli ultimi nove anni il Programma ha messo in campo circa 24 milioni di euro per realizzare una molteplicità di iniziative, da un lato sperimentando in modo diretto la realizzazione di nuovi modelli di housing sociale, dall'altro fornendo sostegno a progetti sviluppati da altri soggetti del territorio», ha dichiarato Luca Remmert, Presidente della Compagnia di San Paolo. Nel 2012, tramite procedura negoziata, l'Ufficio Pio ha invitato nove imprese a presentare un'offerta tecnica ed economica per l'aggiudicazione dei lavori di ristrutturazione, valutate secondo il criterio dell'offerta economicamente più vantaggiosa. Ne è uscita vincitrice l'impresa Fantino Costruzioni di Cuneo.

Il complesso edilizio, che si articola su 3.500 metri quadrati e che ha previsto una spesa di circa 5 milioni e mezzo, offre una soluzione abitativa per un periodo di tempo limitato che va da 1 giorno a 18 mesi. Ospita 24 unità immobiliari con spazi comuni attrezzati, oltre a un asilo, agli alloggi delle suore del Buon Consiglio e a quelli del gestore sociale.
L'intervento, che ha previsto la ripulitura dell'edificio dalle superfetazioni comparse nel tempo, mira a preservare la storia dell'edificio e al tempo stesso a introdurre alcuni elementi che appartengono al linguaggio della contemporaneità. Memoria e innovazione convivono in armonia, restituendo l'edificio a nuova vita. L'obiettivo dei progettisti è stato quello di «conciliare rispetto e interpretazione del genius loci, derivante dalle diverse scale del progetto, con il genius vivendi, ovvero le aspettative e le esigenze, nel nostro caso complesse, degli utenti finali». La gestione della Residenza temporanea è affidata al Consorzio OPLA (Organizzazioni per l'Abitare), costituito dalle Cooperative Sociali Atypica e Progetto Muret, già attive sull'area metropolitana in ambito sociale, culturale e di ospitalità alberghiera.


© RIPRODUZIONE RISERVATA