Progettazione e Architettura

Torino dà l'ok, il Palazzo del Lavoro di Nervi diventa una galleria per lo shopping

Maria Chiara Voci

Approvata la variante al Prg per trasformare il complesso realizzato in occasione dell'esposizione universale del 1961

Il progetto di riqualificazione, nella prima stesura, risale al 2007 e il completamento del primo iter urbanistico al 2011. Solo in questo mese di gennaio, però, per il Palazzo del Lavoro di Torino, destinato a diventare una galleria per lo shopping di alta fascia, la strada della riqualificazione potrebbe aver imboccato la via della discesa.

A imprimere la spinta verso il traguardo è l'avvenuta approvazione, ieri sera, da parte del Consiglio comunale del testo dell'Accordo di Programma in variante al Prg, già sottoscritto lo scorso 23 dicembre fra il Comune e la città di Moncalieri, per dare una destinazione finale al complesso, realizzato dall'architetto Pierluigi Nervi per l'Esposizione del 1961.

L'immobile, che attualmente è in disuso e che lo scorso mese di agosto è stato interessato da un incendio, è stato acquisito dal Demanio ed è di proprietà della Pentagramma Piemonte, società che fa capo al 50% alla famiglia di costruttori Ponchia e al 50% a Fintecna, oggi Cassa depositi e prestiti.

La storia
L'inizio dell'iter urbanistico risale al 2007 e l'approvazione del permesso di costruire convenzionato per il progetto, stilato dall'architetto Alberto Rolla insieme ai canadesi di Gha, all'autunno del 2011. Sotto la grande e storica volta a ombrello, sorretta da 16 pilastri di cemento di 25 metri di altezza, doveva nascere un polo del lusso, firmato dalla società olandese Corio. Tuttavia, a un passo dall'inizio del cantiere, il ricorso presentato da un gruppo di associazioni al Tar ha bloccato l'avvio dei lavori: nel 2013, la successiva sentenza del Consiglio di Stato ha decretato la bocciatura della variante urbanistica. Tutta colpa di una definizione: il restyling dell'immobile prevedeva l'insediamento di un centro commerciale "naturale" e non tradizionale, così come avverrà oggi. Il 1° luglio del 2014 è quindi ripartita l'intera procedura per l'approvazione della nuova variante. Nel frattempo, il 20 agosto dello scorso anno, un incendio ha coinvolto il secondo piano della struttura, danneggiandola in parte.

La trasformazione
La ristrutturazione dell'edificio, che richiederà un investimento di 130 milioni, si sviluppa su una superficie di 43mila mq e prevede la distribuzione, su due piani, di un centinaio di negozi, locali, bar e ristoranti di alta fascia. Shopping di lusso, ma di una qualità "accessibile" al portafoglio dei cittadini. Dal punto di vista architettonico, gli interni di 25 metri saranno suddivisi orizzontalmente da un solaio sospeso a 6 metri di altezza che permetterà di creare due livelli, accessibili tramite 12 scale mobili e 6 scale esterne, su tre lati del palazzo. Il soppalco non è un'idea nuova: lo stesso Nervi l'aveva immaginata nel 1959, come soluzione utile al riutilizzo dell'edificio dopo Italia '61. Per lo sviluppo del mall l'interesse arriva dall'estero: fra i nomi già circolati, Pimco-Gwm e Klépierre.
La riconversione del Palazzo del Lavoro dovrebbe essere completata entro l'autunno del 2018. «Il programma – ha spiegato ieri in Consiglio l'assessore comunale all'Urbanistica, Stefano Lorusso – prevede la presentazione del Piano Esecutivo convenzionato da parte del proponente entro aprile 2016 e la stipula della convenzione urbanistica entro settembre». L'avvio del cantiere potrebbe arrivare nella primavera del 2017.

La mobilità
Rispetto al progetto del 2011, ciò che differenzia in modo sostanziale i contenuti della nuova variante è l'attenzione prestata al tema dei parcheggi, che saranno 1.500, tutti interrati, e al ridisegno della mobilità intorno alla struttura. Per alleggerire la viabilità della rotonda Maroncelli, importante quanto affollata porta di accesso a Torino, sarà realizzato un sottopasso. Inoltre, saranno riqualificate le aree verdi e il laghetto di corso Unità d'Italia. Nel nuovo parco a uso pubblico potrebbe atterrare la ruota panoramica, per la quale in precedenza era stata richiesta e negata un'area del Valentino.

«Tutti i costi delle infrastrutture - ha specificato ancora ieri Lorusso -, cioè in totale 20 milioni e 681mila euro, saranno coperti dagli imprenditori privati. Il sottopasso dovrebbe essere completato entro giugno 2018, la riqualificazione del Palazzo e delle aree verdi entro il mese di luglio dello stesso anno». Grazie alla monetizzazione per la realizzazione di ulteriori parcheggi richiesta dalla variante, si dovrebbe generare per la Città un surplus di 3,5 milioni di euro che, in accordo con la Circoscrizione 9, dovrebbero essere utilizzati per il potenziamento del parcheggio di piazza Bengasi, in via di costruzione, dove si attesterà l'ultimo tratto della linea 1 della metropolitana e per altre opere nel quartiere


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