Progettazione e Architettura

Alessandria, l'ex centrale a turbogas diventa parco per sport estremi: a RecchiEngineering il concorso Enel

Maria Chiara Voci

Il progetto XXL Xtreme Xperience Land si è aggiudicato il bando d'idee promosso insieme con il comune lombardo, il Politecnico di Milano e l'Università del Piemonte Orientale

Ieri, era una centrale a turbogas dell'Enel, in funzione dalla fine degli anni Settanta nell'area nord di Alessandria, vicino al fiume Tanaro e all'autostrada di collegamento verso Torino. Domani il sito, che dal 1994 non produce più energia e da inizio 2013 non è più in servizio, potrebbe diventare un parco (il primo del genere in Italia) dedicato alla pratica di sport estremi, dal diving al parkour, dal bunjee trampoline ai tuffi d'altura. Un luogo di socialità, creatività e relazione, facilmente accessibile e sostenibile sotto l'aspetto della fattibilità economica.

La proposta di trasformazione dell'area è contenuta nel progetto XXL (Xtreme Xperience Land), sviluppato dal raggruppamento di RecchiEngineering con Frigerio Design Group, Immagine e Territorio di Livio Dezzani, Ermanno Maritano e Stefano Ponzano e vincitore, per un premio di 20mila euro, del concorso di idee Futur-E, lanciato lo scorso 15 luglio da Enel in collaborazione con il Comune, il Politecnico di Milano e l'Università del Piemonte Orientale. L'esperienza, che ha visto oltre 200 partecipanti da otto diversi Paesi, è il primo esempio pilota di una call to action immaginata per raccogliere e valorizzare proposte di riconversione per diverse centrali inutilizzate su tutto il territorio nazionale. Al secondo posto, nella classifica del concorso di Alessandria, si è qualificata l'idea del raggruppamento Stella, Durante, Urbani, che prevede di trasformare il sito in un polo agricolo di eccellenza; al terzo, la proposta firmata da Bottelli, Donati, Antonelli, Galmozzi per la creazione di un centro per la ricerca oncologica.

«La nostra proposta parte dalla forte volontà di trasformare, conservando però la memoria del presente – spiega Emanuela Recchi, presidente di Recchi Engineering -. Per questo, abbiamo lavorato sulla possibilità di riutilizzo delle strutture industriali ancora presenti, perfetto scenario e contenitore di nuove attività. Il progetto fonde così l'innovazione e memoria e crea un dialogo fra la spinta al rinnovamento e la conservazione, per custodire ciò che il corso del tempo ci ha lasciato e preservare in parte l'identità originaria del luogo».
Il parco Xtreme Xperience Land si presenta, in particolare, come un sito articolato in 5 aree tematiche, ispirate agli elementi naturali: uno dei due serbatoi e il rispettivo bacino di raccolta esterno diventano lo scenario per gli sport acquatici, dal diving, wakeboard, surf, tuffi d'altura e waterball; il secondo serbatoio ospita attività per gli amanti dell'arrampicata sportiva e del boulder e, all'esterno, rampe per l'halfpipes e percorsi speciali per skate, bmx, pattini, parkour; i due serbatoi antincendio diventano il luogo dove fare esperienze con l'aria e provare a volare; i gruppi turbogas, carro ponte, camini e le strutture dei locali compressori sono l'ambientazione per percorsi avventura, simulatori e bunjee trampoline; infine un'ampia area piantumata è destinata a slackline tese tra alberi, sfide a paintball e softair e partite a calcio dentro a zorbingball. La cisterna, un tempo utilizzata per il trattamento delle acque reflue, viene riconvertita in un auditorium da 150 posti, per conferenze, sessioni di team building e didattica scolastica così da garantire un buon bilanciamento delle presenze, anche nei giorni infrasettimanali.

La proposta della cordata guidata da Recchi è stata scelta dalla giuria, oltre che per l'innovazione proposta, anche per la realizzabilità gestionale e per il business model potenzialmente remunerativo, capace di valorizzare l'attrattività del territorio, di richiamare un pubblico giovane, e di generare ricadute occupazionali per Alessandria. «Enel dimostra di essere una committenza illuminata, capace di riflettere sul riuso dei luoghi dismessi e sul concetto di contemporaneità – aggiunge ancora Emanuela Recchi –. Da parte nostra, sempre di più intendiamo anche in futuro investire nelle gare e nei bandi che propongono occasioni di riconversione e rigenerazione urbana. Un tema che affrontiamo e che deve essere affrontato con un approccio sempre più multidisciplinare e che, a partire dalla variante 200 di Torino, ci ha dato importanti conferme». Conclusa l'assegnazione del concorso, ora inizia una seconda fase della procedura, che dovrebbe portare allo sviluppo di un vero e proprio piano di fattibilità del parco XXL e alla successiva ricerca di soggetti investitori.


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