Progettazione e Architettura

Casale contemporaneo a Lucca: la luce protagonista della ristrutturazione firmata dagli under 35 di studio Mide

Francesca Oddo

Pietra di Matraia e legno per il progetto degli architetti veneziani che reintepreta l'architettura rurale in chiave moderna

Il paesaggio toscano, la sua campagna e le sue architetture rurali, elementi di uno scenario bucolico idilliaco apparentemente intoccabile, costituiscono in realtà materia di riflessione e di azione progettuale per un nuovo vocabolario nel quale la storia del territorio interagisce con il linguaggio della contemporaneità. Come per ogni situazione delicata, occorre garbo, misura, eleganza e sobrietà, qualità presenti e sintetizzate nell'ultimo lavoro dei giovani dello studio MIDE (Sergio de Gioia e Fabrizio Michielon) con base a Stra (Venezia). I due under 35 sono autori di un intervento di ristrutturazione nella campagna lucchese, dove un'affascinante casale in pietra e mattoni risalente all'800 è tornato in vita mantenendo la propria fisionomia e allo stesso tempo dialogando con una teoria di segni attuali, essenziali, mirati a conferire una nuova luce e linfa al manufatto da tempo abbandonato.
Situato in prossimità del trecentesco borgo di Montecarlo, il casale è adagiato su un terreno collinare coltivato a ulivi secolari e popolato da querce e castagni.

«In tale contesto –spiegano i progettisti-, l'intervento è stato diretto al mantenimento e alla valorizzazione degli elementi strutturali tipici dell'architettura locale, tra cui soprattutto l'utilizzo del mattone faccia a vista, della pietra di Matraia e del legno di castagno. Allo stesso tempo abbiamo voluto reinterpretare i materiali e gli elementi utilizzati con concetti di derivazione moderna». L'esplicitazione di questi ultimi è affidata non tanto alle forme e ai volumi, restaurati secondo un approccio volutamente filologico, quanto a elementi come la luce e i materiali, solo apparentemente meno incisivi nella restituzione di un quadro nel quale la storia si confronta con le scelte contemporanee. La ricerca della luce, in particolare, gioca un ruolo fondamentale nell'aggiornare gli spazi in funzione delle nuove esigenze abitative. Gli ambienti del casale, poco illuminati, a tratti bui e chiusi nella concezione tipica delle strutture dell'epoca, godono adesso di una maggiore apertura verso l'esterno, e quindi verso la luce, grazie a una scelta apparentemente minima, in realtà capace di rinnovare l'atmosfera degli interni e anche la percezione che del casale si ha dall'esterno, soprattutto durante le ore serali. «Per esaltare i giochi di luce all'interno dei locali abbiamo optato per infissi dai profili in acciaio molto sottili, in modo tale da poter usufruire di un'illuminazione calda e diffusa, modulabile in funzione del momento della giornata e dell'attività svolta», raccontano gli architetti. Le aperture, rivisitate in chiave contemporanea e senza scuri esterni, sottraggono così meno superficie illuminata all'interno del casale che diventa più estroverso e disponibile all'interazione con l'ambiente esterno.

Ulteriore elemento di luce, oltre che di colore, è la nuova piscina dalle linee pulite ed essenziali vicino alla quale si trova una dependance, candida all'esterno e con generose aperture verso la piscina e il bosco, dotata di cucina, camera e bagno al piano terra e spa al piano interrato con una vasca idromassaggio e una sauna in legno di cedro. Di nuova costruzione è il pergolato con gli arredi su disegno di MIDE: le linee asciutte del tavolo in calcestruzzo prefabbricato e delle due panche in legno wengé definiscono un ambiente capace di fornire un commento minimalista, lineare, attuale al lessico composito e storico del casale. Il dialogo più serrato fra memoria storica e linguaggio contemporaneo avviene all'interno del casale, dove alla struttura tradizionale in pietra e legno si accosta un arredamento costituito da elementi di modernariato, oggetti di nuova concezione e alcuni mobili su misura, disegnati dai progettisti stessi, che rivelano un approccio mirato alla semplicità delle linee e alla cura del dettaglio.

Lo studio
Sergio de Gioia (1983) e Fabrizio Michielon (1982), entrambi laureati allo IUAV di Venezia, fondano MIDE architetti nel 2007 con base a Stra, in provincia di Venezia. In breve tempo hanno realizzato diversi progetti e vinto numerosi concorsi. Fra i lavori in corso di realizzazione ci sono un nuovo blocco uffici a Padova, uno showroom a Milano, alcune residenze private, la nuova Piazza di Campodoro (in provincia Padova).

I crediti
Committente: privato
Progetto: MIDE architetti
Strutture: ing. Daniele Nesti
Impresa di costruzioni: LuccaEdil, Antraccoli (Lucca)
Cronologia: maggio 2013 / incarico, gennaio 2014 / inizio lavori, ottobre 2015 / fine lavori
Superficie: 320 mq
Fotografie: Alessandra Bello


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