Progettazione e Architettura

Fossano, un grande nastro rosso per inaugurare la nuova casa della Maina firmata Arnaudo

Maria Chiara Voci

Il cambio di look, accompagnato da un'importante opera di ammodernamento tencologico, ha richiesto un anno e mezzo di cantiere e un investimento di 20 milioni

Un grande nastro rosso, che avvolge lo stabilimento dall'esterno e penetra all'interno, avvolgendosi fra i piani in una scala a spirale scultorea e aerea, per poi uscire di nuovo e riflettersi nella superficie a specchio di un piccolo lago. Sospeso, nell'ampio spazio di ingresso, un volo inaugurale di panettoni bianchi, che s'innalzano verso il cielo. Una simbologia che richiama non solo agli imballaggi dei dolci natalizi e pasquali. Ma anche ai segni di prosperità della cultura orientale e alla grazie del movimento delle danzatrici cinesi e dei cordoncini di tessuto utilizzati per esprimere la propria arte: anche perché ,nel Paese orientale, il rosso esprime gioia e felicità e l'ideogramma, con cui è scritto il nome del colore, è quasi identico a quello della parola "nastro".

La nuova "casa" della Maina, storica azienda dolciaria di Fossano, in Provincia di Cuneo, porta la firma del noto architetto Gianni Arnaudo, esponente della pop art, un passato nella "prima ora" dello Studio 65, ai tempi del divano Bocca e della poltrona Capitello, una produzione individuale ricca e famosa, attualmente protagonista della mostra "Pop Art Design", partita dal Vitra Design Museum e atterrata da ieri a Chicago. In concomitanza con il 50esimo anniversario di vita, lo stabilimento Maina ha rinnovato i suoi spazi. Il cambio di look, accompagnato da un'importante opera di ammodernamento tencologico, ha richiesto un anno e mezzo di cantiere e un investimento di 20 milioni: il sito è stato ampliato di circa 4mila mq, con l'inserimento di un nuovo laboratorio per le analisi chimiche, fisiche e sensoriali, una rinnovata area uffici e un punto vendita aziendale e con il potenziamento della linea di produzione, per un aumento della capacità complessiva di circa il 30%.

«Ciò che in architettura conta non è la forma o la funzione, ma il messaggio che viene trasmesso», ha commentato Arnaudo, che ieri insieme a Marco Brandani, ad di Maina ed erede di una delle due famiglie fondatrici del marchio, ha tagliato il nastro del nuovo stabilimento. «Oggi, rinnovare un sito produttivo per un'impresa significa percorrere una nuova strategia di marketing. Nonostante le dimensioni considerevoli della sede Maina, non vi è nulla di greve o monumentale in questa costruzione, un architettura emozionale perché trasmette immediatamente attraverso i suoi simboli il senso della festa, giocando sul senso di leggerezza del movimento di questo lucido nastro di un colore che al mondo occidentale ed insieme a quello orientale suggeriscono momenti di gioia, di buon augurio e di condivisione».

Nel territorio delle Langhe, l'architetto ha firmato di recente anche la sede della cantina L'Astemia pentita, sul crinale dei Cannubi, dove la collina sale verso il centro di Barolo. Un'architettura di significato, che richiama in modo evidente la forma di due scatole di vino sovrapposte e si inserisce con un segno pop nel paesaggio circostante.


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