Progettazione e Architettura

La tradizione milanese rivisitata da Modourbano: residenze rivestite in pietra su sei piani (dopo le demolizioni)

Mariagrazia Barletta

In via Procaccini a Milano, tra corso Sempione e l'area di Porta Nuova, è stato da poco completato un nuovo edificio residenziale. A firmarlo è Modourbano, un network di architetti accomunati da un'ampia esperienza internazionale. Un team che opera tra Italia e Cina, nato nel 2010, ma che ha già all'attivo un buon numero di realizzazioni. Per il gruppo Mediobanca, su tutto il territorio nazionale, seguono la creazione delle filiali di Che Banca!, hanno da poco ultimato gli headquarters milanesi di Compass e si preparano ad iniziare un nuovo progetto residenziale in zona Bicocca.

A firmare il nuovo edificio per Procaccini srl (una società che opera nel campo immobiliare) sono tre architetti trentenni del team: Marco Zuttioni, Stefano Cergna e Luca Romagnoli, che hanno scelto di guardare alla tradizione milanese contemporanea, all'eleganza di edifici che tra gli anni Cinquanta e Settanta hanno segnato la città, grazie all'ingegno di architetti come Gio Ponti e Luigi Caccia Dominioni. Tra i riferimenti, Marco Zuttioni nomina le residenze di via Nievo di Caccia Dominioni e l'edificio Montedoria di Gio Ponti.

In particolare, ci dice, «gli sbalzi, gli aggetti su strada, la soluzione d'angolo dell'edificio di Gio Ponti diventano un esempio per composizione e stile». Così, i prospetti sono animati dai volumi delle logge aggettanti, ciascuno ritmato da una diversa distribuzione delle aperture. Le logge ripartiscono e spezzano i prospetti, generando un'immagine dinamica.
Il rivestimento è in pietra arenaria, un materiale non usuale per Milano.

«Volevamo lavorare con la pietra per dare nobiltà all'edificio. Allo stesso tempo intendevamo discostarci dall'austerità del ceppo, la tipica pietra milanese di colore grigio, rimanendo fedeli alla paletta dei colori impiegati nella strada, dove prevalgono tonalità molto calde come il giallo e l'ocra», ci racconta ancora l'architetto Zuttioni. «L'arenaria – continua - ci è sembrata una buona soluzione, tra l'altro anche apprezzata dalla commissione del paesaggio. E mi sembra sia stata una scelta soddisfacente. Il rivestimento non stona, tra l'altro, al tramonto l'edificio si indora e i colori diventano simili a quelli degli intonachini delle vicine facciate».

La nuova architettura ha sei piani fuori terra e due interrati e sorge al posto di un edificio ad un piano, in origine occupato da «una fabbrica e poi diventato un localo da ballo», ci dice Marco Zuttioni. I nuovi volumi seguono la disposizione della costruzione originale demolita, allineandosi agli edifici limitrofi che compongono l'isolato. I due livelli al di sotto del piano stradale, ma anche il piano terra, sono occupati da box. La richiesta di adibire il piano terra a garage arriva dalla committenza e viene prontamente trasformata dai progettisti in risorsa progettuale. La collocazione dei box al piano terra permette di avere un basamento pressoché privo di aperture e di sfruttare questa particolarità per dare solidità all'attacco a terra. «Questa condizione – racconta Zuttioni - ha favorito anche lo sviluppo di un'immagine ad albero: sotto abbiamo un fusto molto pieno, dato dal basamento, e sopra i volumi bucati, che iniziano a smaterializzarsi. Dunque sopra un edificio più poroso e sotto, invece, molto compatto».

All'interno si apre una corte, lungo la quale corrono ampie terrazze. Viene così ripresa la tipica corte milanese delle case di ringhiera, con lunghi ballatoi che si affacciano su spazi interni. Nel cortile le pareti sono intonacate e tinteggiate con colori ocra, mentre la copertura dell'ultimo livello è rivestita da pannelli in zinco-titanio.

Le residenze sono inoltre in classe A. Si è puntato sull'inerzia termica dell'involucro, composto da una parete monostrato in blocchi di calcestruzzo aerato autoclavato da 40 centimetri, sulla quale è stato poi applicato il rivestimento in pietra o l'intonaco. È stata utilizzata la ventilazione meccanica controllata in tutti gli appartamenti, mentre fotovoltaico e solare termico completano la strategia energetica.

Crediti
Committenza: Procaccini 17 Srl
Impresa generale: Il Muretto Srl
Progetto architettonico: Modourbano Architettura
Consulenti
Progetto impianti: ing. Francesco Bartoli
Progetto elettrico: ing. Massimo Agostini
Progetto strutturale: ing. Stefano Corsi
Fotografo: Simone Bossi


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