Progettazione e Architettura

Tre cubi sospesi trasformano l'ex fonderia in polo fieristico: a Follonica il progetto firmato Politecnica

Francesca Oddo

Nasce da una gara di progettazione l'intervento di riuso realizzato in provincia di Grosseto grazie a fondi provinciali e comunali

L'acuta logica del recupero e del riuso di architetture abbandonate sta cambiando il volto di alcuni brani di tante realtà italiane, non solo da un punto di vista strettamente urbano ma anche in termini sociologici e culturali, oltre a costruire le premesse per una continuità fra la città storica e quella contemporanea. È il caso di Follonica, in provincia di Grosseto, dove da qualche anno l'amministrazione è impegnata nel creare una nuova vita per le Ferriere Granducali (precedentemente Arsenale), complesso monumentale di archeologia industriale risalente al XVI secolo, abbandonato dal 1960 quando l'Ilva, ultima realtà presente sull'area, chiuse gli stabilimenti. Fin dall'inizio l'obiettivo dell'amministrazione comunale è stato quello di realizzare nell'area il Parco Centrale della Città di Follonica, affinché diventasse un elemento pulsante e integrato nel tessuto urbano.

Così nel 2008 il Comune affida a Pier Luigi Cervellati e Giovanni Maffei Cardellini l'incarico di elaborazione del Piano Integrato di Sviluppo Urbano Sostenibile (P.I.U.S.S.) per il Parco Centrale e del progetto preliminare del manufatto chiamato Fonderia 1. Dopo il recupero del Forno San Ferdinando, che oggi ospita il Magma - Museo delle arti in ghisa nella Maremma realizzato nel 2013 da Barbara Catalani, Marco Del Francia e Fabio Ristori, e della Fonderia 2, oggi Teatro della Leopolda terminato nel 2014 ad opera di Vittorio Gregotti, adesso è la volta della Fonderia 1 che da qualche mese è la sede di un centro fieristico ed espositivo concepito da Politecnica, fra le principali società italiane di architettura e ingegneria. L'incarico per il recupero della Fonderia 1 è frutto di una gara pubblica di progettazione definitiva, esecutiva e direzione lavori bandita nel 2010. L'intervento è costato 4 milioni e 300 mila euro per una superficie di 2.400 metri quadrati. Le risorse, provenienti da fondi europei, sono state stanziate per il 60% dalla Regione Toscana e per il 40% dal Comune di Follonica.

Realizzato con l'impresa De Lisio Costruzioni di Napoli, il progetto si propone come motore del dialogo fra il recupero filologico di parte del manufatto e l'intervento di nuova costruzione (completamente reversibile e smontabile, in quanto staccato dalla superficie muraria e indipendente dal punto di vista strutturale) addossato a uno dei fianchi della navata centrale. Con lo stesso intento la muratura originaria si confronta con l'acciaio e il legno di quello che Politecnica definisce come «il grande mobile», cioè i tre grandi cubi sospesi e il soppalco dedicati agli eventi espositivi. Il confronto è serrato e ben calibrato, volto a riportare in vita la storia attraverso le nuove esigenze della contemporaneità. «Vero protagonista progettuale, il Grande Mobile schiva e lambisce l'antica preesistenza senza mai gravare sulla sua struttura e facendosi carico ti tutte le nuove funzioni necessarie -spiega Politecnica-. Nel suo ventre nasconde impianti, servizi e depositi e nei suoi aggetti esibisce possibilità di allestimento mutevoli».
Anche la nuova tinteggiatura delle facciate, color rosso porpora, richiama la storica vocazione di quella che fu una vera e propria cittadella industriale per la lavorazione del ferro e della ghisa. La ricerca della memoria perduta nell'abbandono e nel degrado del complesso riemerge e diventa la linfa vitale di un intervento contemporaneo.
Il complesso, oltre a ospitare il centro espositivo e fieristico, accoglie anche l'ufficio del turismo, lo spazio per le attività del Carnevale di Follonica, due ampie sale polivalenti per lo svolgimento di lezioni o conferenze; l'edificio a torre, un tempo sede del cubilotto per la fusione della ghisa, oggi è uno spazio caffetteria - bar a servizio di tutto il Parco.
I due grandi portali situati lungo l'asse longitudinale, che costituiscono anche le porta di ingresso al nuovo Parco Centrale di Follonica, introducono alla navata principale, pensata «come un vero e proprio pezzo di città, come una piazza coperta», aggiungono i progettisti.

I crediti del progetto
Luogo: Follonica (GR)
Committente: Comune di Follonica
Progetto: Politecnica Ingegneria e Architettura Soc. Coop.
Capo progetto e DL: Beatrice Gentili
Team di progetto: Luca Barontini, Bernardo Mazzocchi, Guglielmo Maccioni
Impresa: De Lisio Costruzioni (Mario Delisio, Leonardo Delisio), Napoli
Strutture: Andrea Dal Cerro, Gaetano Susca
Impianti: Marcello Gusso, Francesco Frassineti, Alessio D'Amore
Coordinamento Sicurezza CSP-CSE: Stefano Caccianiga
Cronologia: pubblicazione bando di gara / 2009, inizio progettazione / 2010, inizio cantiere / 2012, fine lavori / 2015
Superficie: 2.400 mq
Costo dell'opera: € 4.300.000
Fotografie: Alessandro Ciampi

Lo studio
Politecnica nasce nel 1972 come società di architettura e ingegneria. Oggi conta 150 professionisti e ha sede a Modena, Milano, Bologna, Firenze, Catania, Malta, Prishtina (Kosovo). Lavora con studi del calibro di Future System, OMA, Hopkins Architects, MCA - Mario Cucinella Architects, Behnisch Architekten. Diversi i progetti in corso di realizzazione: il Polo degli Uffici Comunali e degli Uffici di Arpa a Ravenna, il nuovo Ospedale di Pordenone, il restauro dell'ex Convento di San Domenico, ex Manifattura Tabacchi a Lucca.


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