Progettazione e Architettura

Concorso Cavalese/3. Ipostudio: «Richiesti molti elaborati già nella prima fase»

Massimo Frontera

Le prime considerazioni sul bando del responsabile dei concorsi di Ipostudio

«Un concorso di progettazione è una cosa molto rara per un ospedale», premette Lucia Celle, tra i soci fondatori dello studio fiorentino Ipostudio, che ha nell'edilizia ospedaliera una delle attività prevalenti. L'architetto Celle di Ipostudio parla del concorso di progettazione lanciato dalla provincia di Trento per il nuovo ospedale di Cavalese, avendo potuto leggere solo la sintesi del bando pubblicato ieri sulla Gazzetta europea perché i documenti di gara non erano ieri ancora pubblicati sul sito della Provincia autonoma.

Pur all'interno della valutazione positiva sulla scelta della stazione appaltante di procedere con un bando di concorso, Celle formula alcune considerazioni su aspetti che richiedono un forte impegno dei professionisti.

«Il concorso può avere un certo interesse ma appare abbastanza oneroso per il fatto che vengono richiesti molti elaborati». «Elaborati - precisa l'architetto - che sono inutili per un concorso perché riguardano aspetti tecnico-normativi che la giuria quasi certamente neanche prenderà in considerazione». «Se si fa un concorso è per avere un bel progetto, e infatti il punteggio premia la qualità architettonica. Più che chiedere una ricca documentazione tecnica sarebbe meglio, come peraltro si fa all'estero, mettere l'accento sugli aspetti essenziali del progetto».

Celle cita a questo proposito l'esempio del concorso svizzero per un ospedale a Mendrisio, al quale lo studio ha partecipato. «Si partecipa con una prima idea, senza produrre tanta carta che la giuria non guarda nemmeno: per la prima fase si chiedeva una sola tavola con una relazione. Solo a chi superava la seconda fase si chiedeva un approfondimento con quattro tavole più specifiche, anche con aspetti tecnici sui materiali e sugli aspetti energetici. Inoltre solo nella seconda fase si chiedeva di formare un gruppo. Nella prima fase non erano neanche richiesti dei consulenti».

Secondo punto: i requisiti. «Non è ancora a disposizione il disciplinare, ma immagino che ci saranno requisiti molto stringenti». E qui si annida il rischio di finire nel paradosso per cui si chiede un'idea progettuale ma di fatto si limita molto il perimetro dei soggetti che possono concorrere. «Si va verso la specializzazione, selezionando in partenza chi ha già progettato oggetti simili. Ma questo potrebbe portare a escludere - lo dico con una boutade - Renzo Piano perché non ha progettato un ospedale». «Per come sono fatti in concorsi in Italia, quando vengono imposti i requisiti, succede che se non li hai non puoi partecipare oppure ti devi collegare con qualcun altro». Tuttavia - ci tiene a sottolineare Celle - si tratta di considerazioni che attendono conferma alla luce dei documenti di gara. «Qui siamo in Trentino, siamo in un altro mondo - prosegue -: può anche essere che i concorsi siano fatti all'europea: impegno light nella prima fase e impegno maggiore nella seconda fase».


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