Progettazione e Architettura

Vicenza progetta il Parco della Pace sull'area dell'ex aeroporto Dal Molin

Francesca Oddo

Assegnato l'incarico professionale per ripensare una superficie di 65 ettari. La progettazione occuperà circa un anno e nel 2017 potrebbero iniziare i lavori

Il Parco della Pace di Vicenza verrà realizzato dal team costituito da Pan Associati capogruppo (Benedetto Selleri e Gaetano Selleri), Franco Zagari, Martí Franch, Its, Asprostudio, Victor Ténez Ybern, Almo Farina, Massimo Venturi Ferriolo, Riccardo Gini, Gino Lucchetta. Sono i vincitori, con un ribasso del 35%, della gara bandita nella scorsa primavera dall'amministrazione locale per l'affidamento del servizio di progettazione preliminare, definitiva ed esecutiva e coordinamento della sicurezza in fase di progettazione di un'infrastruttura pubblica a prevalente vocazione ricreativa e ambientale e del nuovo museo dell'aria. Il progetto si svilupperà su una superficie di 65 ettari per un costo complessivo di 6 milioni e 800 mila euro. La progettazione occuperà circa un anno e nel 2017 potrebbero iniziare i lavori.

Le vicende rispetto al futuro dell'area - il sedime dell'ex aeroporto Dal Molin - risalgono a oltre dieci anni fa, quando nel 2004 l'esercito americano annuncia l'intenzione di estendere la sua presenza militare a Vicenza. I lavori per la nuova base iniziano nel 2009 con il consenso del governo. Dopo una serie di manifestazioni da parte dei cittadini contrari alla realizzazione della base, un referendum popolare bocciato e una libera consultazione che vede i «No Dal Molin» in vantaggio, nel 2010 il Consiglio Comunale chiede le cosiddette misure di compensazione alla realizzazione della base, tra queste il Parco della Pace. A distanza di un anno il Comune di Vicenza, i Ministeri competenti e l'Anas firmano il Protocollo d'Intesa.

Il Cipe stanzia 11 milioni per la realizzazione delle opere e la bonifica dell'area, popolata da ordigni bellici inesplosi. Nel 2012 il Comune affida ad Andreas Kipar un incarico da 47 mila euro per «la redazione del progetto di valorizzazione paesistico ambientale dell'area» nell'ottica di una progettazione partecipata condotta dalla Cooperativa Architetti e Ingeneri di Reggio Emilia e Avventura Urbana di Torino. Fino a quando, a marzo di quest'anno, viene indetta la gara per l'affidamento del servizio. I

l progetto vincitore, che continuerà a coinvolgere la comunità in termini di progettazione partecipata, si affianca alla base americana e si esprimere attraverso una serie di suggestioni. Il gruppo di progettazione ha immaginato quattro "layer" che interagiscono fra loro e che richiamano la storia del luogo: la terra, l'acqua, l'aria, il fuoco. «La terra genera punti di vista coinvolgenti con un giardino centrale le cui forme sono ispirate agli spartiti musicali di John Cage (…), con la vegetazione che diventa materia di studio come un piccolo orto botanico, con le piste che si trasformano in piazze -raccontano i progettisti-. (…) L'acqua affiorante (…) definisce un sistema di micro paesaggi con vasche di laminazione, bacini e stagni. L'aria diventa un tema espositivo che raccoglie collezioni preziose e sconosciute disponibili in loco (…). Il fuoco, infine, è evocato dai segni tangibili dell'attività di bonifica di oltre 500 bombe presenti nel sito, in memoria delle quali verrà realizzata una punteggiatura di specchi d'acqua».


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