Progettazione e Architettura

Zambrano (Cni) al Miur: «Chiarire che i laureati in architettura non possono accedere all'albo ingegneri»

Giuseppe Latour

Lo ha chiesto il presidente degli ingegneri al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini

Chiarire che i laureati in architettura non possono accedere all'albo degli ingegneri, in nessun caso. Il presidente del Consiglio nazionale degli ingegneri, Armando Zambrano interviene in merito ai limiti che incontra chi è passato dai corsi di laurea in architettura del vecchio ordinamento. E chiede una precisazione al ministro dell'Istruzione, Stefania Giannini: ritirare una circolare del 2012 che ha indotto molti laureati e università a un comportamento errato negli ultimi anni.

«Apprendiamo con rammarico – dice Zambrano – che a causa di interpretazioni errate si corre il rischio di creare frizioni che non hanno motivo di essere all'interno delle professioni italiane. Queste hanno fatto un passo storico costituendo la Rete delle professioni tecniche che sta ottenendo risultati straordinari resi possibili anche dagli ottimi rapporti reciproci». Il riferimento è a un incontro recente con il ministro Giannini, nel quale il Consiglio nazionale ha discusso di alcune questioni relative alla professione. «Desideriamo precisare – prosegue il presidente – che noi ingegneri abbiamo chiesto un incontro al ministro Giannini perché siamo alle prese con una serie di problematiche specifiche che abbiamo la necessità di risolvere». Una di queste riguarda il ciclo di studi quinquennale, «che noi abbiamo soltanto per l'indirizzo di ingegneria edile-architettura». Poiché nell'85% dei casi i laureati in ingegneria di primo livello decidono di conseguire la laurea magistrale, «ci troviamo più di ogni altra professione a scontare gli effetti negativi del sistema universitario del 3+2. Per questo abbiamo chiesto anche per gli ingegneri la creazione di un ciclo di studi quinquennale».

Questo si collega anche alla questione dei laureati in architettura e della loro iscrizione all'albo degli ingegneri. «Quanto alla questione dell'accesso alla professione – precisa Zambrano - nel corso del nostro incontro, abbiamo illustrato al ministro Giannini la problematica originata da un pronunciamento del Miur del 2012, in forza del quale alcune università ammettono i laureati in architettura all'esame di abilitazione per la professione di ingegnere. La nostra posizione è chiara. I nostri ordini provinciali stanno ricevendo numerose richieste di iscrizione all'albo da parte di laureati in architettura col vecchio ordinamento e regolarmente le rifiutano».

Al ministro, allora, il Cni ha chiesto «un intervento finalizzato alla revoca di una circolare sbagliata che consente l'accesso agli esami di Stato di ingegnere agli architetti, mettendo fine a queste richieste di accesso all'albo degli ingegneri da parte di laureati in architettura. Ripeto, dunque, che non c'è alcuna interferenza nei confronti degli architetti con i quali abbiamo ottimi rapporti e condividiamo battaglie ed iniziative». Più in generale, conclude Zambrano, «abbiamo chiesto al ministro un intervento globale sulla formazione universitaria degli ingegneri, attraverso una riorganizzazione dei corsi, anche al fine di evitare la loro proliferazione». Tutti punti sui quali il ministro «ha manifestato grande attenzione».


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