Progettazione e Architettura

Il Giubileo (anche) in periferia: 12 chiese di design che vale la pena di visitare

Massimo Frontera

Dodici chiese "fuori le mura" disegnate da noti architetti - da Richard Meier allo Studio Nemesi, da Anselmi a Garofalo - che vale la pena di vedere. Anche per il Giubileo

Magliana-Portuense, Quartaccio, Infernetto, Pietralata, Malafede. Il Giubileo è anche l'occasione per ricordare che in alcune di queste "malfamate" periferie romane ci sono chiede e parrocchie di alta qualità architettonica. A ricordarcelo - in occasione dell'anno Santo della Misericordia che papa Francesco aprirà oggi - è l'ordine degli Architetti di Roma, che ha messo in fila una lista di chiese di design che include edifici realizzati a partire dagli anni '40 e arriva fino alle realizzazioni contemporanee.

«Oltre alle imponenti Basiliche e alle Chiese che hanno fatto la storia dell'arte, Roma ospita numerose opere d'architettura che troppo spesso vengono ignorate - dice il presidente degli architetti di Roma e provincia, Livio Sacchi - . Sono le Chiese costruite in epoca moderna e contemporanea, realizzate a cavallo tra il XX secolo e l'inizio del XXI secolo da architetti di fama internazionale. Dalla straordinaria opera di Richard Meier a Tor Tre Teste alle semicupole di Sartogo alla Magliana, esiste un itinerario alternativo che porta alla scoperta dei più spettacolari luoghi di preghiera romani che guardano da lontano e con massimo rispetto alla Basilica di San Pietro».

Se è vero che le strade del Signore sono infinite, una di queste passa di sicuro per l'architettura. Quando poi l'archtiettura passa per i concorsi - come in molti dei casi citati in questo elenco - il risultato di qualità è quasi sempre garantito. Ecco, in ordine sparso, le 12 chiese che valgono una visita (o un pellegrinaggio).

Dives in Misericordia a Tor Tre Teste (progetto Richard Meier)
La posa della prima pietra della parrocchia "Dives in Misericordia" o Chiesa di Dio Padre Misericordioso progettata da Richard Meier avvenne nel 1998 e, dopo cinque anni di lavori, fu inaugurata nel 2003. Il Vicariato di Roma in vista del Giubileo del 2000 aveva indetto un concorso internazionale di architettura e vinse il progetto di Meier. La particolarità della Chiesa che si trova nel quartiere periferico di Tor Tre Teste (largo Cevasco) consiste nelle tre vele bianche altissime (la più alta raggiunge i 26 metri) che simboleggiano la Trinità. «La costruzione – disse Meier – ricorda una barca che simbolicamente rappresenta l'ingresso della chiesa nel nuovo millennio». La chiesa è stata costruita con uno speciale tipo di cemento bianco autopulente.

La Divina Sapienza nella Città universitaria (progetto Marcello Piacentini)
La chiesa della Divina Sapienza si trova all'interno della Città universitaria di Roma in piazzale Aldo Moro nel quartiere San Lorenzo. La cappella venne costruita nel 1948 per volere di Pio XII che decise di donare una chiesa alla città universitaria. Fu progettata dall'architetto Marcello Piacentini. Affidata inizialmente al clero della diocesi di Roma, dal 1958 è gestita dai Gesuiti. La chiesa, a pianta ovale, è costruita in mattoni, con cornicione e portale in travertino. All'interno interno si trova un grande affresco di Giovanni Brancaccio raffigurante Cristo che dona la legge tra la Madonna e i Santi.

San Giovanni Evangelista a Spinaceto (progetto Julio Lafuente e Gaetano Rebecchini)
Costruita nel 1979 e progettata da Julio Lafuente e Gaetano Rebecchini, la Chiesa di San Giovanni Evangelista si trova nel quartiere periferico di Spinaceto (Via Raffaele Aversa).
Ha una pianta centrale con cerchi che si intersecano. Per la sua costruzione sono stati utilizzati blocchetti di tufo sia, all'esterno sia all'interno, disposti ad arco nella parte basamentale e a spina di pesce in corrispondenza degli appoggi della copertura, a nascondere la struttura.

Chiesa del Santo Volto di Gesù al Portuense (progetto Piero Sartogo e Nathalie Grenon)
La chiesa del Santo Volto di Gesù si trova nel quartiere Portuense, in via della Magliana, è stata progettata dagli architetti Piero Sartogo e Nathalie Grenon e inaugurata nel marzo 2006. È la prima chiesa a Roma con una cupola in grado di racchiudere sia lo spazio compreso tra le pareti sia lo spazio oltre queste. Infatti, a differenza di tutte le altre cupole della capitale è composta da due semicupole, una interna e un'altra esterna virtuale, divise solo dalla grande vetrata dietro l'altare. Altro nodo fondamentale del complesso è la croce, che diventa fulcro dell'impianto geometrico e terminale fisico, separando la chiesa dedicata alle funzioni religiose dal complesso dedicato alla vita della parrocchia. L'aula ecclesiale, dotata di due ingressi, ha un impianto ad anfiteatro che permette di avere tutti i fedeli rivolti verso il pulpito. Dal punto di vista statico il maggior impegno è stato profuso nella realizzazione della struttura in acciaio, che definisce la semicupola. Alla decorazione dell'interno della Chiesa hanno collaborato diversi artisti contemporanei tra cui Mimmo Palladino (via Crucis in ceramica smaltata); Eliseo Mattiacci (croce esterna), Carla Accardi (vetrata astrattista), Chiara Dynys (scultura luminosa con frase di Sant'Agostino).

San Valentino ai Parioli (progetto Francesco Berarducci)
La Chiesa di San Valentino si trova nel quartiere del Villaggio Olimpico (Parioli), quartiere nato per ospitare gli atleti partecipanti ai Giochi Olimpici di Roma del 1960, e fu progettata dall'architetto Francesco Berarducci e consacrata dal cardinal Poletti nel 1986. Questa chiesa, pur non abbracciando in pieno alcune della peculiarità del Villaggio Olimpico mantiene un legame con la storia ed il contesto. La struttura portante è in mattoni lasciati a vista sia all'esterno che negli ambienti interni, scanditi da fasce e da blocchi di testata in travertino. Ne deriva l'immagine di un edificio apparentemente più antico del resto del quartiere, ridotto quasi a rudere e riportato a nuova vita attraverso una copertura trasparente sostenuta da travature metalliche.

San Tommaso Apostolo all'Infernetto (progetto Marco Petreschi)
San Tommaso Apostolo si trova nella periferia sud di Roma nella zona Infernetto, vicino a Ostia. È stata inaugurata nel 2013. Il complesso parrocchiale disegnato da Marco Petreschi fa parte di un programma avviato dalla Curia di Roma che dal Duemila ha attivato la realizzazione di alcuni complessi religiosi nelle periferie romane in quartieri in via di espansione. Il complesso costituito dalla parte più legata alle funzioni liturgiche – dalla chiesa alla cappella feriale, dal campanile alla sacrestia; dai locali destinati da attività collaterali: uffici parrocchiali, casa canonica, archivio, aule riservate al ministero parrocchiale, piazza, giardini, aree sportive e parcheggi - è basato sulla rotazione di assi derivato dalla ripresa di significative generatrice che, se da un lato riprendono l'ortogonalità del tracciato di base dall'altro riportano la movimentazione tipica delle facciate di architetture di edifici romani.

Santa Maria Josefa a Castelverde (progetto Studio Garofalo-Miura)
Il centro parrocchiale di Santa Maria Josefa si trova a Castelverde di Lunghezza. È stato progettato dallo Studio Garofalo-Miura (architetti Francesco Garofalo e Sharon Yoshie Miura) e costruito nel 2000. La chiesa si presenta come una grande aula, segnata da una semplice forma geometrica. La luce dell'aula è prodotta dalla complessa struttura della facciata principale che si staglia al di sopra dell'ingresso e delle cappelle per una altezza di 14 metri. La facciata è formata da una vetrata fissa e da una serie di mensole in cemento armato che portano dei pannelli verticali. Il presbiterio occupa l'intera parete di fondo della chiesa e sottolinea la centralità dell'altare.

San Pio da Pietrelcina a Malafede (progetto studio Anselmi & Associati)
La Chiesa - espressamente dedicata a San Pio da Pietrelcina - si trova nella periferia romana di Malafede (in via Paolo Stoppa). Costruita tra il 2007 e il 2010, è stata consacrata nell'ottobre 2010 e progettata dallo studio Anselmi & Associati che vinse il concorso indetto dal Vicariato di Roma nel 2005. L'intervento complessivo investe una superficie di 2.995 mq, di cui 800 mq sono destinati all'aula liturgica e i restanti si dividono in spazi esterni e altri locali utilizzati per le varie attività della parrocchia. L'ingresso principale è preceduto da un ampio piazzale che alterna il bianco della pavimentazione a grandi parti adibite a verde, e ha la duplice funzione di sagrato della chiesa e di piazza di quartiere. Le tre curve caratteristiche della chiesa simboleggiano la Trinità, sono di diversa ampiezza e altezza.

San Romano martire a Pietralata (progetto Igino Pineschi)
La chiesa di San Romano martire è stata costruita nel 2004 su progetto di Igino Pineschi.Si trova a Pietralata, in largo Antonio Beltramelli. La struttura è in cemento armato in parte ricoperto da mattoncini, interrotta dall'apertura di vetrate specchiate all'esterno inquadrate in una struttura in ferro battuto. La chiesa presenta un unico vano che si conclude con il mosaico absidale in cui la figura di San Romano compare all'interno di una visione teologica mentre sulla sinistra si vede San Romano battezzato in prigione da San Lorenzo.

Santa Maria della Presentazione al Quartaccio (progetto Studio Nemesi)
L'edificio è stato concepito nella seconda metà degli anni Novanta, per rispondere alle esigenze di una parrocchia di periferia. Santa Maria della Presentazione si trova al Quartaccio ed è stata progettata dallo studio Nemesi di Michele Molè nel periodo tra il 1997 e il 2002. L'esigenza era quella di costruire un'altra chiesa per le celebrazioni ma anche un centro di aggregazione. Nel tentativo di rispondere con una soluzione mista, che in un solo spazio rispondesse a diverse finalità, all'aula grande si pensò di affidare il compito di ospitare sia le celebrazioni eucaristiche, sia gli eventi sportivi. Oggi l'aula "polifunzionale" viene utilizzata solo per il rito ma l'idea di partenza ne ha influenzato la progettazione e l'architettura che ne è risultata riflette quell'idea originaria.

Santi Pietro e Paolo all'Eur (progetto Arnaldo Foschini)
La Basilica dei Santi Pietro e Paolo all'Eur è una delle chiese più note tra quelle della "Roma moderna", contraddistinta da una grande cupola che si staglia isolata anche grazie alla posizione dell'edificio, su un colle nella zona più elevata dell'Eur. Dedicata ai Santi Patroni di Roma Pietro e Paolo, risente di quell'impostazione monumentale che caratterizza tutto il quartiere delle esposizioni e diviene l'emblema religioso della "Terza Roma", che si doveva espandere verso il "Mare Nostrum". È stata progettata per dialogare con il cosiddetto "Colosseo quadrato", uno degli edifici romani più noti e riconoscibili: il Palazzo della Civiltà Italiana e la Basilica di SS Pietro e Paolo, simboli dello stato laico e della religione cattolica, volevano dimostrare, con la loro vicinanza, il pacifico dialogo tra Fascismo e Vaticano sancito dai Patti Lateranensi del 1929. L'edificio, progettato dall'architetto Arnaldo Foschini (cui sono affiancati gli architetti Alfredo Energici, Vittorio Grassi, Nello Ena, Tullio Rossi e Costantino Vetriani come collaboratori, soprattutto per lo sviluppo dei particolari decorativi) nel 1938 è a croce greca ed è caratterizzata da una struttura in cemento armato sormontata da una cupola di notevoli dimensioni, con un diametro di 31 metri.

San Gregorio Barberingo alle Tre Fontane (progetto Giuseppe Vaccaro)
La Chiesa di San Gregorio Barberingo si trova alle Tre Fontane nel quartiere Eur. È stata progettata dall'architetto Giuseppe Vaccaro e finita di costruire nel 1972. La chiesa è dedicata al santo veneziano Gregorio Barbarigo (1625-1697), che fu vescovo e cardinale di Padova ed operò per l'attuazione della riforma del concilio di Trento. Il complesso è costituito da pannelli prefabbricati in cemento ed è dominato dall'alta torre campanaria e dalla croce in ferro del sagrato.


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