Progettazione e Architettura

Materiali e imprese locali per il nuovo centro riabilitativo firmato in Mali da Emilio e Matteo Caravatti

Francesca Oddo

Tre anni di cantiere e 315mila euro per Jigiya So, il polo per la riabilitazione costruito dai progettisti italiani a 20 km dalla capitale Bamako

Nella Repubblica del Mali, nonostante sia uno dei Paesi più poveri al mondo e una complessa situazione geopolitica lo renda quotidianamente instabile, la speranza e la volontà di costruire le premesse per un futuro migliore sono vive. Lo dimostra, per esempio, la realizzazione di Jigiya So, il nuovo centro per la riabilitazione psicomotoria situato a Katì, a 20 chilometri dalla capitale Bamako. Opera degli italiani Emilio e Matteo Caravatti, il centro è il risultato di una dedizione corale che ha visto gli architetti lavorare insieme alla comunità, alle maestranze e alle imprese locali.«Durato dieci anni, il Centro è il progetto più lungo che abbiamo mai realizzato, da un lato per il tema - la disabilità nel contesto locale è un argomento ancora molto lontano dall'essere affrontato, quindi l'intervento è un progetto in prospettiva- dall'altro perché il processo intorno al progetto, oltre a vedere coinvolte varie realtà, locali e non, ha comportato il reperimento dei fondi, la loro gestione, lo sviluppo di un programma a scala urbana. Tutto questo indipendentemente dal progetto architettonico che si è svolto in tre anni», spiegano i progettisti.

Costato 315 mila euro per una superficie costruita di 1.400 metri quadrati, il Centro è stato finanziato dalla Fondazione Francesco Pianzola di Mortara (Pavia) e ha visto il coinvolgimento di Africabougou Onlus, associazione non lucrativa -della quale i Caravatti sono soci fondatori- nata nel 2006 con l'obiettivo di concentrare il proprio impegno a favore dei villaggi rurali dell'Africa Sub-Sahariana.
Il Centro integra funzioni legate alla terapia, individuale e di gruppo, con funzioni aggregative aperte alla comunità. Logge e porticati si snodano interpretando le necessità dell'ombra e definendo una serie di giardini popolati da specie di alberature differenti che contribuiscono al confort ambientale dell'intero complesso. Realizzato con l'uso di materiali locali, il progetto è modulato sulle dimensioni del blocco in cemento (40x20x20 cm) utilizzato per tutte le costruzioni del contesto, e sul passo di sottili pilastri in ferro, posti su una maglia strutturale di 250 cm. Una teoria di lame ricavate nella muratura, oltre a caratterizzare i fronti dell'edificio da un punto di vista compositivo, risponde alle esigenze degli ambienti interni e ai diversi orientamenti solari. Sul terreno confinante è prevista la realizzazione di una scuola materna e di un refettorio, per i quali è stata avviata la ricerca di un finanziamento.

Il progetto fa parte di una più ampia attività dei progettisti nella Repubblica del Mali, che negli anni hanno realizzato numerose scuole in altrettanti villaggi rurali, le residenze per i maestri di una di esse, un presidio medico recentemente ampliato, una biblioteca. L'obiettivo è quello di strutturare un processo di collaborazione con le comunità locali, che gestiranno e utilizzeranno gli spazi costruiti, e di generare sviluppo e diversificazione nel mercato del lavoro all'interno dell'economia rurale dei villaggi. «Il nostro rapporto con il Mali - spiegano- si è strutturato nel tempo e continua sia con la manutenzione delle opere realizzate sia con la possibilità di ampliare e costruire in particolare infrastrutture pubbliche, soprattutto in ambito educativo e sanitario, sempre all'interno di una dinamica che privilegia il processo rispetto al progetto, che mette l'accento sull'importanza del rapporto con la comunità locale. Processo che trova il suo punto focale nella ricerca di soluzioni ottimali per tutti gli attori coinvolti».

Lo studio
Emilio Caravatti e Matteo Caravatti condividono l'attività dello studio a Monza insieme a Chiara Gugliotta ed Elena Verri, confrontandosi in prevalenza con progetti di residenza e temi di carattere pubblico, attraverso incarichi sia in Italia che all'estero. Le tematiche di progettazione dello studio coniugano l'attività professionale con un preciso impegno sociale e una particolare attenzione al carattere di comunità delle realizzazioni. Nel 2006 sono tra i soci fondatori di Africabougou Onlus, associazione non lucrativa che concentra il suo impegno a favore dei villaggi rurali dell'Africa Sub-Sahariana, contando sul supporto diretto di collaboratori locali, comuni rurali e autorità locali.

I crediti
Luogo: Katì, Repubblica del Mali
Committente: Fondazione Francesco Pianzola, Mortara (PV)
Progetto e direzione lavori: caravatti_caravatti architetti - Emilio Caravatti, Matteo Caravatti
Collaboratori: Chiara Gugliotta, Elena Verri, Francesca Baldessari, Mattia Calore,
Jean Paul Ouattarà, Jacobe Coulibaly, Emile Coulibaly, Francesco B. Panero, Roberto M. Cosenza
Strutture: Francesco Astolfi Monza, FV progetti Milano, BET Agorà consulting Bamako
Impianti: Matteo Bosetti, SERCOP Bamako
Impresa costruttrice: Entreprise Ouattarà Construction Bamako
Superficie lotto: 2.400 mq
Superficie costruita: 1.400 mq
Durata del progetto: 2005 - 2014 (cantiere: 2011-2014)
Importo delle opere: € 315.000
Fotografie: caravatti_caravatti architetti


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