Progettazione e Architettura

A metà tra casa individuale e multifamiliare: a Bordeaux le residenze low cost firmate dagli italo-francesi Lan

Mariagrazia Barletta

Puntano sulla bioclimatica i 79 alloggi appena completati da Benoit Jallon e Umberto Napolitano nel quartiere Terres Neuves

Un modello ibrido tra la casa individuale e quella multifamiliare, a basso costo, e appartamenti che evolvono con il nucleo familiare. Spinge sulla sperimentazione e punta sulla bioclimatica, il progetto per 79 nuovi alloggi a Bègles, ex città operaia francese in continuità con l'agglomerato urbano di Bordeaux. Passato dal render alla realizzazione, l'intervento di edilizia residenziale, appena concluso, è firmato dallo studio italo-francese, con base a Parigi, Lan - Local Architecture Network di Benoit Jallon e Umberto Napolitano.
«Il progetto si inserisce – racconta Umberto Napolitano – nel quadro di una riqualificazione urbana, che segue un piano disegnato da Tania Conko», architetto francese con studio ad Amsterdam e che vanta collaborazioni al fianco di Rem Koolhaas.

Si tratta di un'operazione di rinnovamento urbano che coinvolge uno dei quartieri della città operaia costruita negli anni Cinquanta del Novecento a ridosso della più famosa Bordeaux. È la zona battezzata Terres Neuves, o meglio un eco-quartiere oggetto di interventi che si sviluppano su un'area di 20 ettari. «Un territorio fertile» lo definiscono i progettisti, ossia un'occasione per far attecchire nuove idee e sperimentazioni. «Ci sono delle occasioni per creare degli esempi, dei precedenti che come in campo giuridico ci permettono col tempo di citarli come un diritto acquisito. Questi edifici a Bègles sono stati realizzati in questo spirito, con l'idea di poter dire: "Guardate è possibile"», affermano gli architetti di Lan. In storia dell'architettura l'intervento si direbbe paradigmatico, un aggettivo che conquistano le opere che introducono innovazioni tali da diventare un punto di riferimento replicabile.
Il quartiere di Bègle aveva tutte le caratteristiche per poter spingere con la sperimentazione. Le costruzioni di una vasta area vengono rase al suolo, si fa tabula rasa per poter ricostruire da zero. In più la cittadina, afferma lo studio Lan, è «aperta di spirito». Cinque, dunque, le sfide in gioco: puntare sulla densità per minimizzare il consumo di suolo, creare degli appartamenti che possano evolvere con il nucleo familiare, reinventare le residenze multifamiliari in modo da coniugare il desiderio di intimità con il piacere dello sviluppo di relazioni sociali, contenere i costi e tener conto dell'imprescindibile istanza ecologica. Lo studio Lan le definisce «battaglie».


Così il progetto nasce da una ricerca. L'idea di base: creare un modello ibrido tra la casa individuale e quella multifamiliare attraverso un lavoro incentrato sia sulla tipologia che sullo sviluppo dei volumi. L'idea prende forma ispirandosi ai container. La massa dei due edifici multipiano nasce immaginando tanti volumi che come dei container che si sovrappongono, lasciando, però, dei vuoti tra l'uno e l'altro. E come se l'isolato nascesse dalla sovrapposizione di singole abitazioni individuali, indipendenti ed autonome. I vuoti lasciati all'interno «non creano relazioni dirette di vicinato tra le diverse parti del progetto», afferma l'arch. Napolitano. Essi diventano spazi privati esterni a disposizione di ciascun appartamento, dunque giardini d'inverno. Così, i vantaggi della abitazione isolata (spazi privati, indipendenza e forte contatto sensoriale con l'esterno) vengono portati all'interno di un condominio. In questo modo si mantengono i vantaggi tipici della casa unifamiliare, ma con un consumo di suolo ridotto per effetto dell'alta densità.
La flessibilità degli alloggi è strettamente legata ai vuoti. «Bègles – affermano i progettisti – non è un progetto finito, ma una forma in movimento». Ogni appartamento può incrementare la superficie interna utilizzando il giardino d'inverno. È lo stesso inquilino che può avviare la trasformazione, aggiungendo, all'occorrenza, una nuova stanza, salvo poi poterla smantellare una volta che il nucleo familiare si sarà ridotto con l'uscita da casa dei ragazzi.


Il costo è di mille euro al metro quadrato, senza prendere in considerazione le logge. Molto meno del prezzo corrente che si pratica nella regione. Un risultato a cui il progetto arriva ricorrendo alla prefabbricazione, alla sobrietà e attraverso la razionalizzazione del lavoro. Ma soprattutto superando le intermediazioni: la strategia consiste, quanto più è possibile, nel tagliare i passaggi che intercorrono tra chi produce e chi acquista.
Infine la concezione bioclimatica, anch'essa ibrida, che si inserisce tra il modello compatto e termicamente isolato, tipico dei Paesi del Nord, e l'architettura a patio delle città mediterranee. Il principio è adattare gli alloggi al ritmo delle stagioni e al susseguirsi delle ore della giornata. «Ciascuno – spiegano dallo studio Lan - ha la possibilità di utilizzare il suo spazio esterno come protezione dal vento o come una piccola serra climatica o, al contrario, come una macchina in grado di rinfrescare».
«Questo progetto – concludono – non ha alcunché di standard, ma malgrado l'edificio sia profondo solo sette metri come un parcheggio, vestito di elementi industriali, risulta un elemento fondamentale nella definizione dello spazio pubblico del sito. Ci premeva mostrare come una soluzione radicale possa esprimersi attraverso un linguaggio quotidiano, quasi banalizzato».

I crediti
Programma: costruzione di un complesso residenziale e di spazi commerciali.
Luogo: quartiere Terres Neuves, Bègles, Francia
Committente: Ataraxia
Costo: 8 milioni di euro
Concorso: 2009
Superficie: 6,980 m2
Team: LAN Architecture, Agence Franck Boutté (consulente ambientale), Batiserf Ingénierie (progettazione strutturale), Michel Forgue (quantity surveyor), LBE (impianti).


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