Progettazione e Architettura

La residenza «componibile» per studenti di Harquitectes+dataAE vince il premio Ugo Rivolta

Massimo Frontera

È stata realizzata in appena nove giorni il complesso di 57 unità abitative per studenti che ha vinto il premio Ugo Rivolta 2015

Disegno semplice e pulito, funzionalità, economicità di gestione e rapidità di esecuzione (appena 9 giorni). Il progetto che si è aggiudicato il premio Ugo Rivolta, promosso dall'ordine degli architetti della provincia di Milano, indica un modello di architettura "plain", che coniuga la massima capienza con la massima economicità di gestione. Alla fine la giuria ha dato il primo premio alla residenza per studenti in Sant Cugat del Vallès, Barcellona, ideata dal team di architetti spagnoli di Harquitectes+dataAE.
Il progetto aveva superato la prima selezione insieme ad altre 13 opere realizzate in cinque diversi paesi. Complessivamente, la V edizione del premio ha raccolto 49 candidature valide provenienti da 10 paesi.

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Il progetto vincitore
La giuria - composta quest'anno da Carmen Espegel (Spagna), Paola Dalmonte, Massimiliano Monetti, Orsina Simona Pierini e Oliver Thill (Olanda), vincitore dell'ultima edizione, e dai membri supplenti Camillo Magni e Laura Montedoro – ha scelto il progetto degli spagnoli Harquitectes+dataAE perché, ha spiegato la giuria stessa, «si è deciso di premiare la soluzione che mette al centro il tema della temporaneità dell'abitare sociale, per rispondere a esigenze specifiche quali, ad esempio, la residenza studentesca e altre forme di nomadismo urbano».

La motivazione
«Il progetto è stato premiato - spiega ancora la giuria - per il suo valore dimostrativo di innovazione e domesticità applicato al sistema costruttivo prefabbricato in calcestruzzo armato, perseguite attraverso il controllo della qualità degli spazi di distribuzione, del giardino/patio collettivo e dei dettagli architettonici». Inoltre, «si riconosce il valore insediativo nel contesto in relazione alla topografia, al rapporto con l'infrastruttura ferroviaria e ai percorsi di ingresso connessi a differenti livelli. Si apprezza altresì l'attenzione posta ai temi della sostenibilità ambientale ed energetica. La soluzione evidenzia l'inaspettata adeguatezza e potenzialità di questa metodologia costruttiva, per rispondere ai nuovi bisogni dell'abitare temporaneo».

La descrizione
Il progetto - si legge in una scheda descrittiva - prevede 57 alloggi temporanei distribuiti su due livelli - senza ascensore - lungo due blocchi paralleli alla strada. Il secondo piano è stato concepito in modo da assecondare la topografia del luogo, e con una riduzione del 50% delle superfici adibite a scale e corridoi. Il patio centrale si apre all'organizzazione di eventi e incontri, così come tutto il concept è stato elaborato per permettere una connessione e interazione immediata tra gli studenti. Gli alloggi sono costituiti da un modulo prefabbricato in calcestruzzo privo di pareti divisorie interne e dotato degli elementi fissi essenziali, con finiture a secco. Ogni prefabbricato ingloba nella struttura portante gli elementi di isolamento e gli impianti. I moduli sono affiancati in successione.

I progettisti
«Il ricorso all'industrializzazione edilizia e alla tecnologia a secco - hanno detto i vincitori - ha giocato un ruolo chiave nell'incremento della sostenibilità dell'edificio per diverse ragioni: la riduzione degli scarti di produzione, l'utilizzo di materiali locali, l'uso di calcestruzzo riciclabile e l'applicazione di altri materiali riciclati o riciclabili. Sempre in tema di sostenibilità, il progetto ha previsto un sistema di riutilizzo delle acque meteoriche (dal tetto-giardino) e reflue».

La realizzazione
La facilità di movimentazione degli alloggi ha permesso l'installazione di tutto il complesso residenziale in 9 giorni. Ogni modulo è studiato per poter essere smantellato e riutilizzato con facilità. Il progetto ha permesso inoltre un risparmio energetico del 50% associato ai materiali costruttivi e una ottimizzazione del fabbisogno energetico, con valori di trasmittanza molto ridotti, facciate ventilate e altri accorgimenti. Il costo finale dell'opera ha superato di poco i 3,5 milioni di euro.

Le tre menzioni speciali
La giuria, inoltre, ha riconosciuto 3 menzioni speciali ad altrettanti progetti:
Il primo è quello di Luis Martínez Santa-María, che ha progettato 27 social houses (Spagna). «Il progetto si distingue per il valore della ricerca tipologica: i progettisti, infatti, hanno reinterpretato la casa a schiera inserendo una successione di spazi aperti che declinano il passaggio dall'esterno all'interno con diversi gradi di privacy (soglia/patio/giardino)».

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La seconda menzione è andata al progetto SV60 Arquitectos 317 per le Social Housing units in "Loma de Colmena", nella regione autonoma spagnola di Ceuta (in Nord Africa). «Il progetto mette a tema in modo molto interessante il rapporto con il paesaggio e la possibilità di declinare la grande dimensione della residenza sociale (317 alloggi) in un'articolazione volumetrica sensibile alla topografia e all'orografia. La reinterpretazione del tipo della casa in linea, con l'inserimento di un sistema di vuoti variamente combinati, persegue anche la qualità ambientale mediante l'attento controllo della ventilazione interna e del soleggiamento».
Menzione anche al progetto di Durisch + Nolli Architetti Sagl, per la student housing realizzata a Lucerna, Svizzera. «La giuria apprezza il progetto per l'elegante rigore dell'uso del modulo base quale elemento strutturante. Infatti, a partire dall'impianto insediativo, fino alla definizione della singola stanza, viene utilizzata un'unica misura che si ritrova anche nella definizione dei prospetti. L'aggregazione dei diversi moduli produce un sistema flessibile di alloggi che rispondono alle diverse esigenze abitative e consente una variazione volumetrica dei singoli corpi».

Gli organizzatori del premio
«Anche questa edizione - ha commentato Valeria Bottelli, presidente degli Architetti di Milano - ha offerto esempi di perfetta compatibilità tra qualità dell'architettura, qualità della vita ed edilizia sociale. Il Premio, di respiro sempre più internazionale, si rafforza ancor più come cardine del dibattito sul Social Housing». Il premio, promosso dagli architetti dell'Ordine di Milano e provincia, è focalizzato sulle soluzioni di social housing a livello internazionale e ha una cadenza biennale. In tutte le cinque edizioni sono stati valutati 230 progetti provenienti da 17 paesi


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