Progettazione e Architettura

Professionisti, a Siena primo laboratorio della futura laurea triennale per geometri

Giuseppe Latour

Savoncelli spiega l'accordo sottoscritto tra il locale collegio dei geometri e l'Università Uninettuno: «Primo passo, ma per la riforma serve l'intervento del ministero»

Via ai primi corsi sperimentali all'interno dei CAT per lauree triennali in ingegneria civile e ambientale, che daranno accesso all'esame di abilitazione all'albo dei geometri. È quello che accadrà a Siena, dove il collegio locale ha appena trovato un accordo con l'università Uninettuno per attivare presso alcuni istituti questi innovativi corsi di laurea. E lo stesso potrebbe accadere altrove: alcuni ordini piemontesi si stanno già muovendo nella stessa direzione. Nulla a che vedere, però, con il super geometra, che potrà nascere solo con una modifica alla legge da parte del ministero dell'Istruzione, come spiega il presidente del Cng, Maurizio Savoncelli.

«Partiamo dal nostro progetto, che è allo studio del ministero – spiega il presidente -. L'ipotesi che abbiamo proposto al governo prevede di trasformare la tesi di laurea in esame di abilitazione e, quindi, creare dei corsi presso i CAT attraverso i quali lo studente risulti direttamente abilitato». Il collegio dei geometri di Siena sta avviando in queste settimane un corso di laurea che, in qualche modo, si ispira al progetto del Consiglio nazionale: sarà condotto presso gli istituti, con la collaborazione di Uninettuno.
La differenza fondamentale, però, viene illustrata da Savoncelli. «Il corso di Siena sarà una laurea triennale in ingegneria civile e ambientale, basata sulle regole attuali. Alla fine del corso gli studenti dovranno sostenere l'esame di abilitazione per accedere all'albo». In mancanza di una modifica normativa, in sostanza, il modello ipotizzato dai geometri in questi mesi non potrà essere sperimentato. «Nel caso di Siena non parlerei di una sperimentazione del nostro progetto ma di un percorso virtuoso che avvicina i ragazzi al percorso universitario», dice ancora il presidente.

Per attuare il progetto del Consiglio nazionale serve, invece, una modifica alla legge che il ministero dell'Istruzione sta studiando proprio in questi mesi. «Abbiamo presentato il nostro progetto ad aprile e abbiamo incontrato il ministro a luglio. Attualmente la questione è sotto esame e so che il ministero la sta analizzando con attenzione. Speriamo di portarla in fondo a breve». Dopo Siena, comunque, modelli simili potrebbero essere sperimentati anche in altre parti d'Italia. «Non mi stupisce – dice Savoncelli -, perché in questi mesi abbiamo ricevuto moltissime manifestazioni di interesse da parte di scuole, ma anche di famiglie. Sono molti a chiederci informazioni su quando partirà il nuovo sistema. So, ad esempio, che in Piemonte ci sono diversi collegi che stanno pensando di avviare iniziative che anticipano il progetto di riforma».


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