Progettazione e Architettura

Igor Malgrati: «Spero in una Mostra che impegni al cambiamento»

Francesca Oddo

«Spero che questa Biennale sia frutto di una maturazione e non qualcosa di estemporaneo -si augura Igor Malgrati-. Argomenti come il cambiamento climatico, i disastri naturali, le migrazioni e le disuguaglianze sociali sono molto legati al tema chiave dell'architettura, lo spazio. Tuttavia, l'architettura contemporanea li ha affrontati poco, lasciandoli domini di altre discipline».

Malgrati si aspetta un Padiglione Italia che sia «capace di impegnare al cambiamento, non solo mostrando, ma soprattutto permettendo di rileggere la propria esperienza attraverso nuove lenti e innescando il desiderio di "ritornare alla Biennale" in seguito, a dimostrazione che il proprio modo di pensare l'architettura è cambiato».

Malgrati è appena tornato dallo Yemen, dove «la scarsità cronica d'acqua ha influenze di tipo ambientale, urbanistico e architettonico con un impatto maggiore sulle fasce più deboli. Costruzione di acquedotti che usano solo l'acqua che si può estrarre, recupero e utilizzo di acqua piovana e supporto di tecnologie per il risparmio dell'acqua sono tutte attività che abbiamo concepito e in parte implementato prima dell'incrudirsi del conflitto».


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