Progettazione e Architettura

Camillo Magni (Asf Italia): «Scongiurare il rischio di speculazioni e inutile retorica»

Francesca Oddo

«Penso che la Biennale rispecchi con coerenza l'attuale cambiamento nella riflessione critica - dice Camillo Magni, presidente di Architetti senza Frontiere Italia - Oggi si guarda con meno interesse all'architettura fine a se stessa per rivolgere lo sguardo verso le interazioni tra gli aspetti sociali e le forme del costruito. In tal senso risulta naturale occuparsi dei settori di maggiore marginalità. La scelta di Aravena quale curatore della prossima Biennale interpreta bene questo cambiamento. Per molti decenni il Cile è stato uno dei laboratori più interessanti per le sperimentazioni sull'abitare sociale rivolto ai più poveri».
E per quanto riguarda la scelta di TAMassociati per il Padiglione Italia, afferma: «Ho grande fiducia nel gruppo dei curatori e sono sicuro che saranno in grado di rappresentare le linee di maggiore innovazione italiane. Il vero problema è non offrire il fianco a speculazioni ideologiche e inutile retorica. Per questo auspico un rigoroso metodo scientifico».
Dal canto suo Architetti senza Frontiere Italia «sta lavorando per la prima volta in Italia con una comunità di immigrati a Ragusa. L'obiettivo è quello di utilizzare l'architettura per strappare questa comunità dalle logiche di sfruttamento del caporalato locale».


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