Progettazione e Architettura

Gli under 30 dello studio Zeno di Monza vincono il concorso per Museo delle Scienze naturali di Torino

Maria Chiara Voci

Si conclude la competizione on line che ha visto in gara 137 concorrenti. Ma ora bisogna trovare i fondi per affidare la progettazione ai vincitori

Sono i giovani architetti Andrea Zecchetti e Francesco Nobili, dello studio di architettura ZENO di Monza , in collaborazione con l'art director Alessandro Vigoni, i vincitori a Torino del concorso internazionale in due fasi per la progettazione delle aree di accoglienza, dei servizi accessori e dell'immagine coordinata del Museo Regionale di Scienze Naturali. Con un progetto che «cerca di comprendere tutte le stratificazioni dell'immobile esistente e interpreta il fondamento classico del palazzo, restituendogli nella sua immagine architettonica e veste grafica, semplicità e immediatezza comunicativa».

La competizione, bandita in primavera dalla Regione Piemonte in collaborazione con la Fondazione OAT, si è conclusa questa mattina con la comunicazione dei primi classificati, al termine del lavoro della commissione giudicatrice, composta da Franco Ferraresi della Regione Piemonte, dagli architetti Lorena Alessio, Maria Pia Dal Bianco e Tommaso Delmastro e dall'ingegnere Aldo Celano. Il premio per i vincitori è di 12.200 euro. Al secondo posto si è classificato il lavoro di OPPS architettura, un gruppo di giovani professionisti toscani. Il terzo premio è stato assegnato al progetto Murena, realizzato da un team guidato dallo studio milanese Fosbury Architecture.

Il museo, ospitato nella storica sede dell'antico Ospedale di San Giovanni Battista di via Giolitti, nel cuore del capoluogo piemontese, è in via di ristrutturazione dopo lo scoppio, due anni fa, di una bombola di gas dell'impianto antincendio, che ha costretto alla chiusura completa della struttura. La Regione ha, a suo tempo, annunciato investimenti per la somma complessiva di circa 3,5 milioni per rilanciare il sito espositivo, dove oltre alla ricchissima collezione di scienze naturali, sono state ospitate per molti anni anche importanti mostre temporanee.

Il concorso, il primo in Piemonte gestito totalmente con una procedura online, ha visto un'altissima partecipazione di studi, soprattutto giovani. Che hanno presentato la propria proposta (in tutto ne sono arrivate 137) per ripensare le aree di accoglienza e per i servizi del Museo, dove dovranno trovare posto biglietterie, bookshop e caffetteria e per rilanciarne l'immagine coordinata. «La temporanea chiusura dell'edificio - spiega Antonella Parigi, assessore alla cultura e al turismo della Regione Piemonte - offre l'opportunità di un suo ripensamento complessivo, non solo in termini esclusivamente strutturali, ma di impostazione espositiva e gestionale. Adattandolo agli standard oggi ritenuti minimi per un museo moderno, che con questa operazione mettiamo in cantiere». Per questo, l'ente di piazza Castello sta cercando ora i fondi necessari a proseguire il concorso e affidare ai vincitori la progettazione, per la realizzazione dei nuovi spazi.

«L'elevato numero di proposte pervenute e l'alto livello qualitativo dei progetti selezionati - ha concluso Giorgio Giani, presidente della Fondazione OAT - dimostrano che il ricorso ai concorsi ha il duplice vantaggio di consentire ai progettisti l'opportunità di far emergere capacità, che diversamente non potrebbero trovare spazio, e alle Pubbliche Amministrazioni la possibilità di favorire una riflessione sui progetti e quindi sulla qualità, sensibilizzando anche i cittadini sul valore dei luoghi in cui vivono».


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