Progettazione e Architettura

Milano, spazi flessibili in trasparenza per il Mada Building firmato dallo studio Il Prisma

Monica Zerboni

L'intervento di riqualificazione dell'edificio di proprietà di Bnp Paribas Real Estate in Via Tortona punta su soluzioni per garantire alti livelli di comfort e sostenibilità

Obiettivo dell'intervento più recente de Il Prisma, gruppo di progettazione milanese attivo fin dagli anni settanta, è stato quello di dare nuova finalità a un edificio di proprietà di Bnp Paribas Real Estate, studiando una soluzione flessibile e riconfigurabile nel tempo. Affermano i progettisti: «In ogni nostro intervento il protagonista deve essere il progetto, ogni volta unico e originale come peculiari sono le condizioni a contorno di ciascuna realtà su cui si richiede di intervenire». Nel complesso, denominato MADA Building e situato in via Tortona nella periferia est della città, si è scelto di immaginare il sistema centrale costituito da ingresso, scale, ascensori, sbarchi e collegamenti come snodo per l'unità del layout planimetrico.

Gli spazi interni, così come le dotazioni impiantistiche, sono stati modulati per essere sezionabili in tagli variabili secondo le esigenze di locazione, secondo un mix funzionale che ha abbandonato la logica della torre direzionale che aveva caratterizzato l'immobile negli anni precedenti. Le linee guida della strategia di riqualificazione hanno inoltre orientato gli sforzi verso una progettazione volta all'ottenimento di alte prestazioni in termini di
comfort e di consumi energetici.

Il piano terra garantisce all'immobile caratteristiche di multifunzione: lo spazio a doppia altezza si presta ad ospitare attività complementari e diversificate come temporary store, showroom, ristorazione, fitness. Anche il livello copertura è stato dedicato a funzioni di rappresentanza, grazie alla realizzazione di un roof garden attrezzato con spazi di servizio, come la presenza di uno sky bar. I livelli intermedi dell'edificio sono invece riservati agli uffici.

La tematica dell'ingresso principale e della sua visibilità ha previsto una soluzione che fosse allo stesso tempo gesto e funzione: è nato così un portale vetrato che si sviluppa su quattro livelli ed introduce al foyer interno. Esso rappresenta un vero e proprio Landmark distintivo che celebra la nuova vita dell'immobile e diventa fulcro per l'attività di una nuova piazza.
Le aree prospicienti la rinnovata configurazione dello spazio esterno sono caratterizzate da curtain-wall vetrati ad ampio respiro, mentre tutte le altre porzioni dell'edificio sono state progettate con un doppio sistema di livelli, ovvero superfici trasparenti integrate con volumi mono-materici. Questi hanno funzione di schermatura solare e, contestualmente, risultano protagonisti del disegno delle facciate.

Nel dettaglio tali elementi definiscono cornici opache sagomate così da risultare monoliti sospesi su una base di cristallo; frangisole lamellari svettanti quasi trenta metri e pensiline reticolari a sbalzo che a livello della copertura armonizzano lo skyline dell'immobile.
Anche lo sviluppo costruttivo del portale d'ingresso, una quinta alta quanto tutto l'edificio rivestita in acciaio corten e bucata da un tunnel vetrato di sei piani, concorre all'idea che le soluzioni stilistiche debbano sempre essere partecipi di un percorso progettuale secondo il quale la complessità assolve un ruolo di veicolo e non di fine ultimo del processo.
Ricordando la tradizione dei navigli milanesi e la disponibilità di falda come fonte rinnovabile a cui fare ricorso, l'impianto termo-meccanico del palazzo attinge, attraverso un sistema di pozzi, all'acqua presente nel sottosuolo sfruttandola a servizio degli apporti idrico-sanitari e di climatizzazione.

Il differenziale di temperatura tra l'acquifero sottostante e l'ambiente in superficie garantisce, in virtù dell'impiego di tecnologie radianti applicate ai controsoffitti, un apporto gratuito di rinfrescamento durante i mesi estivi. Con la stessa cura sono state affrontate le verifiche di rendimento energetico dell'immobile. Piantumazioni verdi estensive sia in copertura che nelle aree semipubbliche a livello stradale abbattono gli effetti «isola di calore».

Tutti questi aspetti, unitamente alla gestione dei consumi, sono regolamentati da procedure Leed che governano sia la fase di progettazione che quella di realizzazione al fine di certificare un immobile ecologicamente sostenibile e dalle prestazioni evolute.
L'acqua di falda è stata sfruttata non solo come risorsa energetica, ma anche come elemento scenico che, ribadendo le caratteristiche green dell'intervento, si esplicita nella presenza di un'ampia vasca alla base dell'edificio.


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