Progettazione e Architettura

A Milano la «City job» più grande d'Europa è firmata dalla startup Talent Tag e da Carlo Ratti

Mila Fiordalisi

Intervista al fondatore di Tag, Davide Dattoli: «Puntiamo a battezzare altri 50 campus di qui al 2018 in tutta l'Ue»

È stato inaugurato a settembre a Milano uno dei più grandi edifici europei destinati al coworking. La “cittadella” da 8.500 mq porta la forma di Talent Garden (Tag), la startup italiana divenuta in poco tempo il principale network di coworking focalizzato sul settore digitale, e dello studio di architettura Carlo Ratti Associati. Un’opera da circa un milione di euro che ha reinventato gli spazi della storica tipografia in via Calabiana dove furono stampati i Promessi Sposi nel 1842, già ristrutturata dall’imprenditrice Marina Salamon e precedentemente adibita a showroom.

L’avventura, partita quattro anni fa a Brescia con il battesimo del primo edificio (da 750 mq), ad oggi può contare su 14 strutture operative in quattro Paesi (Italia, Spagna, Lituania e Albania) ma si punta molto più in alto. «Il nostro obiettivo è arrivare a battezzare altri 50 campus di qui al 2018 in tutta Europa, in Italia circa 18 nelle principali città italiane», annuncia a Progetti e Concorsi il giovane co-fondatore di Tag, Davide Dattoli. Roma la prossima tappa italiana – «ci prepariamo ad inaugurare uno spazio da 2mila mq nel quartiere Prati» annuncia il manager. E poi sarà la volta della Romania, dove è in fase di ultimazione l’allestimento di un immobile da 2500 mq.

Dattoli, come li scegliete gli immobili?

Ci interessano edifici liberi, preferibilmente già ristrutturati o al massimo in via di riqualificazione per poter lavorare al progetto insieme con la proprietà e allestire al meglio gli spazi.  In media puntiamo su spazi da circa 2mila mq, localizzati in aree abbastanza centrali, ben collegate dai mezzi di trasporto pubblico o comunque facilmente raggiungibili da chi lavora nei nostri spazi.

Niente periferie dunque?

No, la periferia, non ci interessa. Non fa parte dell’idea di coworking che abbiamo noi e che deve rendere appunto semplici anche gli incontri di business.

Per il progetto di Milano, vi siete affidati ad un architetto del calibro di Ratti, fra i massimi esperti al mondo di innovazione. Ci saranno altri “big”?

Non lo escludiamo, anche se per noi il campus di Milano rappresenta una sorta di “unicum”, il gioiello della collezione. Abbiamo un nostro studio interno di design e poi ci appoggiamo a Carlo Ratti Associati e soprattutto all’architetto Elio Ragnoli di Brescia che ha firmato la maggior parte degli spazi, compreso quello in via di battesimo a Roma.

Quanto avete investito fino ad oggi in Italia?

Abbiamo messo in campo circa 2,5 milioni di euro per i 9 edifici già operativi a Torino, Genova, Pisa, Cosenza, due a Milano, Brescia, Bergamo, Padova. E poi ci sono Roma e Sarzana (anche quest’ultimo pronto per l’apertura). Entro fine anno arriveremo a quota 17 a livello internazionale. E oltre alla Romania sbarcheremo in Francia e ci prepariamo per nuovi investimenti in Spagna.

Quanto sono ecosostenibili i campus Talent Garden?

Cartone e legno sono i materiali che più utilizziamo per gli arredi. E poi lavoriamo molto sul risparmio energetico in particolare sul fronte illuminazione e climatizzazione: usiamo lampade a led, un sistema di controllo e ricambio dell’aria e gli spazi vengono gestiti grazie a un rilevatore di presenze.

Secondo lei il coworking rappresenta una nuova chance di business per il settore dell’edilizia e dell’immobiliare?

Noi stiamo crescendo molto e come noi molte aziende che si occupano di coworking. Quindi ci sarà una crescente necessità di spazi, spesso da riqualificare o comunque da riorganizzare sulla base delle esigenze dei nuovi spazi di lavoro.


© RIPRODUZIONE RISERVATA