Progettazione e Architettura

Progetti interni alle Pa, la Corte dei Conti boccia l'incentivo 2% alle manutenzioni: ammesso solo per le gare di lavori

Massimo Frontera

Rispondendo a un quesito del comune metropolitano di Firenze, i magistrati contabili della sezione Toscana confermano una applicazione restrittiva all'incentivo

Lettura nettamente restrittiva da parte della Corte dei Conti della sezione Toscana all'applicazione degli incentivi del 2% alla progettazione da parte dei tecnici interni della Pa.
«La possibilità di corrispondere l'incentivo - scrivono i magistrati contabili nella deliberazione n.490 del 2015 che porta la data del 27 ottobre scorso - è limitata all'area degli appalti pubblici di lavori, e non si estende agli appalti di servizi manutentivi». Non solo. «In ragione della natura eccezionale della deroga - prosegue la delibera - l'incentivo non può riconoscersi per qualunque intervento di manutenzione straordinaria/ordinaria, ma solo per lavori finalizzati alla realizzazione di un'opera pubblica, e sempre che alla base sussista una necessaria attività progettuale (ancorché non condizionata alla presenza di tutte e tre le fasi della progettazione: preliminare, definitiva ed esecutiva)». Inoltre «si devono escludere dall'ambito di applicazione dell'incentivo tutti i lavori di manutenzione per il cui affidamento non si proceda mediante svolgimento di una gara (com'è il caso per i lavori di manutenzione eseguiti in economia)».

Sullo specifico incentivo alla progettazione - condannato in ogni caso all'"estinzione" nell'ambito delle norme in discussione che ridisegnano le regole sugli appalti - la corte precisa infine che «le ipotesi di riconoscibilità dell'incentivo ad attività di manutenzione ordinaria, anche laddove riconosciute astrattamente possibili, presenterebbero in concreto margini molto limitati, spettando comunque all'ente di valutare quale sia la soglia minima di complessità tecnica e progettuale che ne giustifichi la corresponsione»
Si ricorda infine «che in passato la Sezione Toscana ha adottato l'interpretazione più restrittiva, ritenendo che "l'art. 92 presuppone l'attività di progettazione, nelle varie fasi, expressis verbis come finalizzata alla costruzione dell'intera opera pubblica progettata", e traendone la conclusione che, a priori, i lavori di manutenzione ordinaria non siano da ricomprendere tra le attività retribuibili con l'incentivo in questione».

I magistrati rispondono anche al quesito che riguarda il limite massimo per l'erogazione dell'incentivo, che deve essere pari al massimo al 50% del trattamento complessivo lordo. Ebbene, «al fine di individuare l'annualità alla quale riferirsi per la verifica del limite massimo per l'erogazione degli incentivi al singolo dipendente che è pari al 50% del trattamento economico complessivo annuo lordo, debba farsi riferimento al momento della corresponsione degli stessi e, quindi, alla fase del pagamento».


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