Progettazione e Architettura

L'antica conceria diventa una casa hi-tech: a Bolzano il recupero firmato da un under 40

Francesca Oddo

Utilizzo dei vecchi materiali riqualificati e dialogo tra costruito e natura nell'opera prima dell'architetto Franz Kosta

Era una antica conceria risalente a 300 anni fa, oggi è una casa unifamiliare che della precedente struttura conserva un vecchio fienile. Siamo a Salorno, in provincia di Bolzano, al confine fra l'Alto Adige e il Trentino. Opera prima del 35enne Franz Kosta (studiofranz | architecture) come professionista autonomo, l'abitazione di circa 200 metri quadrati si trova in una valle incassata fra i monti del Parco naturale del Monte Corno. Sul sito c'erano tre manufatti: due sono stati demoliti perché fatiscenti e l'altro, il fienile, è stato recuperato e fronteggia oggi la nuova costruzione. Molti dei materiali originari sono stati recuperati e sottoposti a trattamenti per renderli nuovamente utilizzabili. Il legno, per esempio, è stato ripiallato e poi lasciato a «bruciare» sotto l'azione del vento e del sole: oggi è tornato a vivere all'interno della casa ed è certamente uno degli elementi che dona anima all'abitazione, con i suoi toni caldi, con i suoi spessori importanti e con la sua storia. In questo modo la vita dell'antica conceria suggerisce la memoria di quell'atmosfera all'interno della nuova casa, arricchendola della narrazione di una storia che attraverso i materiali recuperati costruisce il suo vocabolario.

«Quello che mi interessava era creare un nido per le persone che avrebbero abitato la casa, nel quale i muri potessero assorbire le gioie e anche le tristezze che una famiglia vive -racconta il progettista-. Intendevo conservare i tratti della memoria storica del luogo e allo stesso tempo realizzare una nuova costruzione che fosse al passo con i tempi, sia da un punto di vista formale che tecnologico».
La casa è aperta al paesaggio con l'obiettivo di stabilire un rapporto osmotico fra ambiente costruito e natura. Il profilo mosso delle montagne diventa lo spettacolo che si offre quotidianamente agli abitanti della casa attraverso le ampie superfici vetrate concepite come grandi cornici sul paesaggio. Intorno all'abitazione, rialzata di circa mezzo metro rispetto al terreno, corre una fascia in corten a delimitare il lotto. Il vecchio fienile oggi ospita la palestra, la cantina, uno spazio aperto ma coperto utilizzato come living esterno. «Quando si ha la possibilità e il coraggio di costruirsi una casa unifamiliare, credo sia fondamentale il dialogo serrato fra committente e progettista -continua Kosta-. A poco a poco, con diplomazia, sono riuscito a trovare una soluzione che lo gratificasse e che fosse espressione della possibilità del dialogo fra materiali innovativi e scelte compositive in sintonia con il luogo e allo stesso tempo alternative all'architettura tipica tradizionale».
I mobili sono stati disegnati su misura dal progettista e costruiti da artigiani locali. Il blocco cucina, in particolare, è stato realizzato dall'azienda di famiglia (attiva dal 1962 nella lavorazione del legno per il settore alimentare) che dal 2003, con il nome di Jokodomus, si dedica anche al design dei moduli mobili per la cucina.

I crediti
Committente: privato
Progettista: Franz Kosta - studiofranz | architecture
Impresa: Zöggeler Bau, Termeno (BZ)
Cucine mobili: Jokodomus, Salorno (BZ)
Cronologia: 2014 / inizio cantiere, 2015 / fine cantiere
Superficie: 200 mq
Fotografia: Philipp Franceschini

Lo studio
Franz Kosta, 35 anni, ha studiato fra lo IUAV di Venezia e l'Università Tecnica di Vienna. Ha lavorato per alcuni studi con sede a Bolzano e nel 2014 ha fondato studiofranz | architecture a Salorno. A giorni inizierà il cantiere per il rifacimento interno di tre appartamenti a Laives e a febbraio altri due, sempre in ambito residenziale, a San Genesio e a Egna in Alto Adige.


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