Progettazione e Architettura

Post Expo - Sandro Favero (F&M Ingegneria): «Mixare luoghi di studio con spazi per residenze»

Mariagrazia Barletta

«Sicuramente un polo universitario ed un insieme di centri di ricerca e di nuovi incubatori per attività produttive avanzate troverebbero ottimo insediamento nell'area Expo. Penso alla ricerca scientifica applicata non solo all'industria ma anche ai molti settori delle eccellenze del made in Italy». A dirlo è l'ing. Sandro Favero, a capo della società di engineering F&M Ingegneria, coinvolta in 17 progetti per l'Expo, tra padiglioni nazionali, corporate e cluster tematici.

F&M era uno dei due advisor vincitore della gara per la consulenza sul post-evento. Incarico poi revocato forse in vista dei cambiamenti di governance all'interno di Arexpo. «Sono però da risolvere contemporaneamente le problematiche su come adeguare l'area alle esigenze urbanistico-infrastrutturali che richiedono le nuove destinazioni», continua Favero, che spiega: «Il sito Expo è da un lato una delle aree maggiormente infrastrutturate d'Italia, dall'altro però presenta delle notevoli limitazioni. Infatti è collegato con la linea metropolitana e ferroviaria solo all'estremità ovest del sito che è lungo circa 2 km ovvero – giusto per fare un esempio – quanto corso Buenos Aires da Porta Venezia a piazzale Loreto. Per gli standard di Milano questo si traduce nella necessità di avere almeno 2 fermate di metropolitana lungo il decumano, ovvero più realisticamente una linea di superficie idonea a sostenere i flussi dei pendolari. I collegamenti viabilistici ed i sistemi di parcheggi dovranno essere radicalmente ripensati ed adeguati». Infine, un mix di funzioni. «Un unico insediamento universitario o direzionale porterebbe al concreto rischio di avere un luogo vissuto solo in alcune fascia orarie ed in alcuni giorni della settimana: un luogo che di sera e nel fine settimana torna ad essere vuoto, isolato. Per questo motivo sarà essenziale associare e mixare i luoghi per lo studio e la ricerca con zone destinate in parte alla residenza oltre che a musei, teatri, luoghi di intrattenimento, spazi per le associazioni del territorio, tali da mantenere, in continuità con l'esperienza di Expo2015, la percezione di una risorsa e di un luogo partecipato e di aggregazione per tutta la città».


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