Progettazione e Architettura

Città dei talenti, mercato del riuso, hub di ricerca: dagli architetti italiani le idee per il dopo Expo

Mariagrazia Barletta e Alessia Tripodi

Da Cucinella ad Alvisi, da Molè (Nemesi) a Brescia (studio Obr), i progettisti raccontano le proposte per il riuso dell'area che ha ospitato l'Esposizione Universale di Milano

Hub cognitivo multidisciplinare, giardino botanico per la ricerca sull'alimentazione, spazio multifunzionale con residenze, teatri, musei. Ma anche un «mercato del riuso» che renda più semplice lo 'smaltimento' dei materiali nel periodo di transizione. Sono queste le principali ipotesi per il riutilizzo dell'area Expo secondo gli architetti italiani che, intervistati da Progetti e Concorsi, hanno messo sul tavolo diverse idee, ma tutte più o meno accomunate dalla convinzione che il progetto - rilanciato da più parti - di creare un polo universitario sia «riduttivo». Soprattutto perchè, dicono, l'area da 1 milione di mq che per sei mesi ha ospitato gli eventi dell'Esposizione Universale è diventata una piccola città, e dunque non si può perdere l'occasione di ragionare su una visione più ampia.
Per i progettisti, inoltre, è fondamentale ragionare anche su come gestire la transizione che va dalla chiusura di Expo fino al momento in cui si inizierà a costruire su quel sito. Una delle proposte più interessanti arriva dall'architetto Mario Cucinella, che riprende un'idea circolata: quella di creare un «grande mercato del riuso», dove si potrebbero andare ad acquistare i materiali recuperati dallo smontaggio dei padiglioni. Si tratterebbe di un modo per «generare economia», oltre che di «un'azione ecologica mai compiuta prima d'ora». Ma c'è anche un altro tema legato al riuso: «Magari qualche padiglione può diventare una scuola, uno spazio civico da donare a qualche comunità», suggerisce ancora Cucinella.

LEGGI LE INTERVISTE

Mario Cucinella: «Puntare su una trasformazione che abbia un interesse pubblico»

Massimo Alvisi (Alvisi+Kirimoto): «Un grande cantiere di ricerca su tecnologia ed efficienza»

Michele Molè (Nemesi): «Urgente gestire la transizione per evitare l'abbandono del sito»

Alfonso Femia (5+1AA): «Un luogo per sviluppare cultura anche con incubatori d'azienda»

Paolo Brescia (studio OBR): «Centro della conoscenza per studenti, docenti e imprese»

Sandro Favero (F&M Ingegneria): «Mixare luoghi di studio con spazi per intrattenimento e residenze»

POST EXPO IN MOSTRA
Nella fotogallery in alto le immagini della rassegna di scatti d'autore «EXPOdopoEXPO - Lo sguardo di otto fotografi sulle eredità urbane e ambientali di sette Expo» che sarà inaugurata il 5 novembre all'Ordine degli Architetti di Milano in Via Solferino 17-19.


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