Progettazione e Architettura

Unicmi (facciate continue): le norme sull’efficienza energetica? Un freno all’architettura moderna

Giuseppe Latour

La denuncia dell’associazione delle industrie sugli involucri in metallo: con i nuovi requisiti opere come il grattacielo Pirelli o il grattacielo di Fuksas a Torino non passerebbero l’esame

Le nuove norme sull'efficienza energetica mettono la museruola all'architettura moderna. In base ai coefficienti fissati dai decreti del ministero dello Sviluppo economico pubblicati a luglio, opere come il grattacielo Pirelli o come la nuova sede della Regione Piemonte (firmata Fuksas) non sarebbero più a norma. La denuncia arriva da Unicmi (Unione nazionale delle industrie delle costruzioni metalliche, dell'involucro e dei serramenti), associazione che rappresenta i comparti industriali delle costruzioni metalliche e dell'involucro edilizio: il recepimento italiano delle direttive europee penalizza fortemente le costruzioni basate su vetri e facciate continue.

«Con questalettera – scrive il presidente dell'associazione, Riccardo Casini ai ministri dello Sviluppo economico e dell'Ambiente - desidero porre alla sua cortese attenzione alcuni aspetti legati ai tre decreti del Mise in materia di risparmio energetico, pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale n. 162 del 15 luglio 2015». Il giudizio generale sugli intenti dei tre provvedimenti è positivo, per come «affrontano il tema della certificazione energetica degli edifici e della attestazione di prestazione energetica in maniera unitaria e nazionale». Va, però, precisato «che alcuni aspetti dei decreti rischiano non solo di provocare gravi conseguenze per il comparto industriale italiano delle facciate continue (un settore che vale 500 milioni di euro di fatturato del Made in Italy nel mondo), ma anche di porre enormi limiti progettuali all'architettura e di condizionare i valori del mercato immobiliare italiano».

In particolare, il principale aspetto penalizzante è rappresentato “dal coefficiente globale di scambio termico HT' e dai relativi valori limite. Il coefficiente HT' costituisce un parametro di valutazione anacronistico, penalizzante nei confronti di alcuni prodotti e del tutto in contrasto con la filosofia del decreto stesso che, adottando un approccio olistico al tema del consumo energetico, introduce i parametri di efficienza e indici di prestazione energetica globale dell'edificio (EPh)”. Questo parametro va rispettato per le nuove costruzioni e per le ristrutturazioni importanti. Ma ha un problema: può essere accettabile per gli involucri classici, ma porta problemi a quelli caratterizzati quasi esclusivamente da facciate continue, senza parti opache. Per loro risulta difficile raggiungere i valori del decreto. Non è solo un problema di grande architettura; questo coefficiente risulta di difficile applicazione in tutti gli edifici caratterizzati da ampie superfici trasparenti.

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«Va anche evidenziato – prosegue Casini - che l'Italia è l'unico paese ad aver introdotto il coefficiente HT' nel recepimento della direttiva europea”. Un coefficiente che non è declinato in funzione delle diverse destinazioni edilizie. Paradossalmente, se applicassimo i nuovi requisiti alle sedi istituzionali degli enti regionali (il nuovo Palazzo Lombardia e il Grattacielo Pirelli, la cui facciata è stata recentemente riqualificata, ma anche la nuova Sede unica della Regione Piemonte a Torino – ancora in costruzione), “queste non risulterebbero in regola».

Non è l'unico passaggio problematico. Altro tema particolarmente critico è rappresentato dal rispetto del fattore di riduzione solare. «La difficoltà – dice l'associazione - consiste nell'individuazione delle soluzioni tecniche corrette per rispettare il valore previsto dal Dm». Secondo l'associazione, la determinazione del fattore solare dovrebbe poter essere declinata «a seconda delle caratteristiche architettoniche del singolo edificio». Non tutti gli edifici possono utilizzare gli stessi sistemi di chiusura e schermatura. Per questo bisogna evitare che le norme orientino il mercato verso un'unica soluzione tecnica.


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