Progettazione e Architettura

Una passeggiata a Mestre, una casa di pietra lavica a Catania: ecco l'Italia che rinasce con il «Riuso»

Mauro Salerno

Una grande isola pedonale nel quartiere Macallè di Mestre e una casa sorta sulle ceneri di un vecchio laboratorio artigianale a Catania. Sono due i vincitori del premio «Riuso» promosso dal Consiglio nazionale degli architetti

Una grande isola pedonale nel quartiere Macallè di Mestre e una casa sorta sulle ceneri di un vecchio laboratorio artigianale a Catania. Sono due i vincitori (rispettivamente primo e secondo posto nella categoria architetti) del premio «Riuso», il concorso promosso dal Consiglio nazionale degli architetti (insieme a Saie, Ance e Legambiente) per mettere in luce i migliori progetti di rigenerazione urbana sostenibile.

Il primo premio è andato al programma di interventi inseriti al'interno del «contratto di quartiere» promosso dal Comune di Venezia per riqualificare una zona periferica (e in buona parte degradata) di Mestre, meglio nota come Macallè. A gestire il progetto un team di progettisti guidati dall'architetto Mauro Sarti. Per definire il programma di riqualificazione i progettisti sono partiti dal confronto con gli abitanti del quartiere. «Non tanto per costruire il consenso su un progetto prestabilito - spiegano - quanto come strumento per conoscere meglio il luogo e la propensione al cambiamento dei suoi utilizzatori». Senza questo dialogo «non avremmo mai potuto proporre la pedonalizzazione dell'intero quartiere». Una scelta radicale, che ha permesso di triplicare il parco esistente e anche di attrarre investitori privati «chiamati a operare nella sostituzione edilizia del patrimonio pubblico più degradato».

Al secondo posto si è classificato l'abitazione realizzata a Catania dallo studio locale Tuttiarchitetti (Daniela Finocchiaro, Vincenzo Giusti, Luigi Pellegrino). Casa SG si configura come un volume in legno e pietra lavica che cerca respiro nello schiacciante contesto delle edificazioni massive risalenti agli anni '70. Distribuito su due livelli per un totale di 190 metri quadrati, la casa spicca in un circondario caratterizzato dal disordine edilizio che spesso connota le periferie cittadine al Sud. Realizzata facendo ampio ricorso a pietra lavica e legno la casa prende il posto di uno dei vecchi opifici che una volta caratterizzavano la zona.


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