Progettazione e Architettura

Volumi scolpiti nella luce per il nuovo mercato di San Vito dei Normanni (Br) firmato da un under 40

Luigi Prestinenza Puglisi

E' realizzato dall'architetto Mimma Ardone il progetto di recupero dello spazio pubblico finanziato con il programma operativo Fesr Puglia

Nel 2007 Mimma Ardone è incaricata dal Sindaco di redigere un progetto preliminare. E' un mercato coperto circondato da un porticato a San Vito dei Normanni, in provincia di Brindisi. Sorgerà al posto del vecchio da demolire. Il progetto è selezionato tra i Programmi integrati della riqualificazione delle periferie e finanziato dal programma operativo Fesr Puglia. Alla Ardone, nonostante sia una giovane progettista senza specifiche esperienze, il Comune assegna un contratto di consulenza al progetto e di co-direttore dei lavori. Una formula intelligente per poterla coinvolgere direttamente e darle modo di portare a termine l'opera, controllandone l'esecuzione . «E' stata - ricorda la Ardone- una bellissima esperienza anche se difficile. La mia prima opera pubblica. Per il mio paese volevo realizzare un luogo dove rifugiarsi e stare bene, godere del bello, guardare e poter sognare. Pensavo di lanciare un messaggio: che anche in una piccola realtà si può pensare in grande».


L'idea è costruire una teoria di archi ogivali di grandi dimensioni. Come fare? La soccorre un articolo letto casualmente su il Masdar Institute Campus di Norman Foster. L'architetto inglese era riuscito nell'intento assemblando elementi prefabbricati con perfetto controllo di forma e risultato. A questo punto occorre coinvolgere la ditta per tentare la strada di alcuni grandi elementi prefabbricati, progettando una serie di idonee casseforme. Occorre però rendere più semplice il getto e, su suggerimento del coordinatore della direzione lavori, ing. Iaia, si decide di tagliare gli archi, eliminando la chiave di volta. Una soluzione che oltretutto, conferisce un'immagine più spigliata alla composizione. Si disegna una adeguata armatura: «Sembrava – ricorda la Ardone- una scultura in ferro».
L'inserimento del porticato con gli archi si rivela un'idea vincente. Il mercato, da luogo anonimo, diventa un elemento attrattore. E un focus dei dibattiti. C'è chi gli archi li vede come un chiaro richiamo alla tradizione pugliese e cioè come un esplicito rimando alla forma dei vicini trulli. C'è chi invece li ritiene uno spreco di denaro pubblico, un semplice abbellimento. Senza però rendersi conto che è proprio il plusvalore estetico dell'insolito porticato che contribuisce a rivitalizzare un contesto urbano altrimenti anonimo e degradato.


A rendere più interessante l'opera è l'idea di inserire le arcate seguendo due direzioni: sul lato principale scorrono frontalmente allo spazio aperto e costituiscono una quinta scenica che esalta e sottolinea la presenza degli spazi commerciali. Sui fronti laterali scorrono in sequenza perpendicolare alla struttura generando un tunnel, una percorrenza che accompagna e ritma il complesso edilizio. «Ho cercato - conclude la Ardone- una scansione ritmica che non è quella del tradizionale portico che cinge la struttura commerciale, ma un susseguirsi di volumi scolpiti nella luce». E difatti la luce sembra essere la protagonista di questa costruzione che gioca con le ombre principali e con le non meno importanti ombre secondarie, generate dalla conformazione curviforme e sfaccettata dei singoli elementi prefabbricati.
Un'opera sicuramente interessante e riuscita che mostra ancora una volta che bisogna saper dare spazio ai giovani.


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