Progettazione e Architettura

Grattacielo Piemonte, «danno erariale da 6,7 milioni per l'affidamento diretto a Fuksas»

Maria Chiara Voci

L'accusa formulata ieri in udienza dai Pm della Corte dei Conti a carico di tre funzionari della Regione per non aver fatto la gara

Un danno erariale di 6,7 milioni a carico dei tre funzionari che, per la sede della Regione Piemonte, hanno deciso di affidare, senza indire una gara, all'architetto Massimiliano Fuksas (che già aveva progettato la torre sull'area Materferro, mai costruita) la progettazione del grattacielo di Lingotto. Un'ulteriore danno di 25mila euro, agli stessi tre funzionari e a una dozzina di ex componenti della giunta regionale, tra cui la presidente Mercedes Bresso, ritenuti responsabili di avere votato la delibera di affidamento dell'incarico nel 2006.
Si è conclusa con questo verdetto, ieri, l'udienza della procura della Corte dei Conti, che si è riunita per esaminare l'annosa questione del nuovo headquarter piemontese. Secondo l'accusa, sostenuta dal pm Ivano Malpesi, i tre funzionari avrebbe contribuito a vario titolo a violare le norme della concorrenza e avrebbero provocato un danno erariale, autorizzando la liquidazione delle parcelle al pool di tecnici guidati dall'archistar. Da parte loro, i legali dei funzionari regionali e dei politici hanno eccepito la prescrizione e sostenuto la legittimità degli atti, sostenendo che non è stato dimostrato alcun danno.

I rilievi della Corte arrivano a valle della dura controversia che, in primavera, aveva contrapposto lo stesso Fuksas all'attuale presidente della Regione, Sergio Chiamparino. In un incontro risolutore, a Torino, nel cantiere dove si sta ultimando il palazzo (il più alto della città), i due erano alla fine giunti a un accordo, anche per permettere la chiusura dei lavori nei tempi necessari al trasferimento dei dipendenti regionali nei nuovi uffici. L'architetto - a cui era stata contestata dalla Regione una parcella da 22,5 milioni, messa in dubbio anche questa dalla Corte dei Conti, e che, a sua volta, aveva chiesto danni all'ente piemontese per 4 milioni, per via delle modifiche apportate in fase di esecuzione al progetto iniziale – aveva alla fine ripreso in mano il servizio di direzione artistica del grattacielo, rinunciando al compenso per questo incarico. Da parte sua, la Regione aveva deciso di non proseguire nell'azione contro l'archistar. Ora però la Corte dei Conti rivolge la sua attenzione a chi ha gestito – a livello amministrativo e burocratico - l'iter della vicenda.


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