Progettazione e Architettura

Cantiere sprint per il polo post sisma: a L'Aquila inaugurato il centro di aggregazione firmato Burnazzi Feltrin

Francesca Oddo

Taglio del nastro per la struttura dedicata alle vittime del terremoto progettata da architetti 40enni e finanziata da un network di enti

Il Centro di aggregazione per giovani e anziani di Poggio Picenze, in provincia dell'Aquila, dedicato a Loris Cialfi, Alena Ajrulai e Valbona Osmani, giovani vittime del terremoto del 2009, è stato appena inaugurato dopo un anno di cantiere. Un risultato importante per Elisa Burnazzi e Davide Feltrin (Burnazzi Feltrin Architetti), 40enni e con base a Trento e a Rimini, sia per il valore simbolico dell'opera sia perché gli abitanti del paese avranno nuovamente un luogo dove incontrarsi per ricostruire la vita attraverso la memoria (l'originaria struttura di ritrovo, infatti, era diventata inagibile dopo il sisma).
Il Centro sposa il paesaggio integrandosi armonicamente con esso attraverso le sue due voci portanti: il materiale principale, il legno, e il verde, che dialoga in maniera serrata con l'edificio tanto da ricoprirne già la copertura e presto la pergola, non appena la stagione sarà propizia. In questo senso il progetto -delicato, misurato, quasi partorito dalle lussureggianti montagne che lo circondano- mira a riconciliare la comunità con la natura, capace anche di esternazioni positive, e non solo distruttive.


A finanziare l'intervento, costato 728 mila euro, sono stati diversi enti, fra i quali l'associazione «Nazionale Italiana Cantanti», il gruppo «La Provincia Editoriale» e l'associazione «Un Salvadanaio per l'Abruzzo», i quali hanno risposto all'appello dell'amministrazione comunale per la ricostruzione del centro; dal canto loro l'impresa costruttrice, le ditte fornitrici e i progettisti hanno deciso di ridurre la propria parcella.
Il Centro, costituito da un volume principale chiuso al quale si affiancano altri due manufatti aperti, può ospitare circa 130 persone, si articola su un unico livello e su una superficie interna di circa 240 metri quadrati che accoglie la hall d'ingresso, due sale polivalenti, la biblioteca con annesse postazioni internet, una sala musica, oltre ai servizi, al magazzino e a spazi aperti ma coperti. I due manufatti aperti, destinati a parcheggio, sono realizzati con strutture in acciaio rivestite in legno di larice e ricoperte di cavi colorati per sostenere le piante rampicanti. Anche le facciate sono rivestite con lo stesso tipo di legno e saranno nel tempo ricoperte da ulteriori rampicanti. La gestione del verde è stata affidata alle cure e alla manutenzione dei fruitori della struttura, anche per promuovere una partecipazione attiva della comunità intorno a un luogo destinato non solo a promuovere la socialità ma anche stabilire un legame di identità con i cittadini. «Il nuovo complesso attribuisce alla natura una valenza positiva: i ragazzi e gli anziani potranno occuparsi della manutenzione del verde, coltivando non solo in senso metaforico, ma anche concreto, la speranza nel futuro», spiegano i progettisti.


Ispirato all'opera di Burri per Gibellina, realizzata in memoria del terremoto nel Belice, la nuova architettura prevede un sentiero ricavato tra le due costruzioni maggiori che evoca le strette vie del centro storico, con i suoi tre metri e sessanta di larghezza, compreso tra muri alti quattro/cinque metri. «L'edificio, che riformula l'opera il Grande Cretto di Burri, vuole celebrare la vita che rinasce, grazie all'uso di materiali naturali, con il tetto coperto a prato rustico e le facciate inverdite, e il valore della memoria attraverso l'andamento a zig-zag dei volumi che ricorda le crepe verificatesi in seguito all'evento sismico», racconta Elisa Burnazzi.
Da un punto di vista costruttivo l'intervento persegue l'obiettivo del risparmio energetico (classe B): per esempio l'involucro del corpo principale presenta una controparete interna con isolante minerale in lana di roccia, un isolamento esterno in polistirene estruso ecologico ed eco-efficiente (completamente recuperabile e riciclabile a fine vita). Anche la copertura e il solaio sono isolati con gli stessi pannelli. Gli infissi sono costituiti da vetri basso emissivi con doppia camera. Il progetto degli impianti, inoltre, ha previsto una pompa di calore aria/acqua.

I crediti
Committenti: Associazione "Nazionale Italiana Cantanti", Gruppo "La Provincia Editoriale", Associazione "Un Salvadanaio per l'Abruzzo", Comune di Poggio Picenze
Progetto architettonico: Burnazzi Feltrin Architetti (Elisa Burnazzi)
Collaboratori: Paolo Pegoretti; Silvia Capelli e Michela Corn
Direzione lavori: Davide Feltrin
Impresa di costruzioni: Prefgab (Calcinate BG)
Struttura: Svaldi Ingegneria (Alessandro Svaldi)
Opere meccaniche e ricircolo aria: Svaldi Ingegneria (Roberto Svaldi)
Opere elettriche: TESI Engineering
Sicurezza: Francesco Ludrini
Cronologia: 2011 / progetto, 2014 / inizio lavori, 2015 / fine lavori
Dati dimensionali: superficie netta interna / 240 mq, superficie netta esterna / 68 mq, superficie lorda / 348 mq, superficie del lotto / 3.230 mq
Fotografie: Carlo Baroni

Lo studio
Dopo aver collaborato con alcuni studi fra Milano e l'Alto Adige, i quarantenni Davide Feltrin ed Elisa Burnazzi hanno fondato il proprio studio a Trento e a Rimini nel 2003. Attivi in particolar modo nel settore residenziale, i due sono molto attenti ai temi del paesaggio, alle logiche del risparmio energetico e dell'architettura bio-ecologica. I loro lavori sono stati oggetto di mostre e di numerose pubblicazioni. Hanno partecipato a diversi concorsi ottenendo premi e menzioni speciali. In questo momento il duo ha in corso diversi cantieri, fra appartamenti di nuova costruzione e ristrutturazioni.


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