Progettazione e Architettura

Prato pronta a inaugurare il «piercing» dell'olandese Maurice Nio per il Centro d'arte Luigi Pecci

Francesca Oddo

L'ampliamento costato 7,8 milioni è in dirittura d'arrivo. Si attende ormai soltanto la sistemazione degli interni

L'ampliamento del Centro per l'arte contemporanea Luigi Pecci di Prato è ormai in dirittura di arrivo. Si attende la sistemazione degli interni (a quasi dieci anni dall'inizio del progetto), ma la signora Elena Pecci Cangioli, appartenente alla storica famiglia di imprenditori di Prato, scomparsa pochi giorni fa, ha fatto in tempo a vedere l'aspetto ormai definitivo del progetto che nel 2006 aveva commissionato a Maurice Nio di Rotterdam.

Costato 7 milioni e 800 mila euro per una superficie di circa 2.800 metri quadrati, il progetto è stato donato dalla signora Pecci al Comune di Prato che, insieme alla Regione Toscana, ha finanziato la realizzazione del nuovo edificio, la cui gestione è stata data in concessione alla Fondazione per le Arti Contemporanee (costituita lo scorso 30 luglio). Il progetto di ampliamento, realizzato con l'impresa di costruzioni CL'A 1921 di Montelupo Fiorentino, mira ad agganciare l'originaria struttura della fine degli anni '80 di Italo Gamberini, sia per ospitare parte della collezione sia per offrire un nuovo percorso capace diversificare gli assi di fruizione, questa volta più fluidi e meno rigidi della prima. Inoltre, l'intervento intende donare al Centro Pecci una maggiore visibilità a partire dal suo ingresso principale collocato in direzione dell'incrocio delle strade principali.

«Ci piace paragonare il museo esistente al palazzo imperiale di Tokyo, visibile da tutti e riconoscibile ma estremamente inaccessibile», spiega il team di Nio, composto anche da italiani. A forma di anello, di mezza luna, di "piercing", come è stato più volte definito il suo profilo, la prima opera di Nio in Italia fa oggi bella mostra di sé e produce una scossa notevole, si spera energizzante per Prato e per tutto il contesto toscano, intrappolato nelle briglie di una memoria storica sì, importante, ma che spesso frena, contiene o soffoca ogni tentativo di una rilettura della città in termini contemporanei.

Il banco di prova lo affronterà per primo il Comune di Prato, nello specifico l'ufficio tecnico che sta lavorando alla ristrutturazione del nucleo esistente del Centro e alla sistemazione degli spazi esterni del polo espositivo (quest'ultima in un primo momento affidata a Nio) per un investimento complessivo di circa tre milioni e mezzo di euro.

Foto: Marco Di Domenico


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