Progettazione e Architettura

Congresso degli ingegneri, è il 60° per gli iscritti all'Ordine ma il primo «per tutta l'ingegneria»

Giuseppe Latour

Per la prima volta presenti ospiti di associazioni e sindacati degli ingegneri - Oggi la relazione del presidente Zambrano, poi si parlerà di mobilità all'estero e fondi Ue

Ingegneria, valore lavoro. Parte oggi a Venezia il sessantesimo Congresso nazionale degli ingegneri italiani. Per tre giorni, fino a venerdì, delegati provenienti dagli ordini territoriali di tutto il paese, ma anche ospiti di associazioni e sindacati, faranno il punto sullo stato di salute della categoria nel difficile passaggio che sta attraversando, mettendo al centro del dibattito principalmente la situazione occupazionale e le misure che, in una sorta di Jobs act dedicato alle partite Iva, potrebbero venire in soccorso dei professionisti.
Ma è proprio la presenza di associazioni e sindacati, soggetti esterni all'ordine, la novità più importante di quest'anno sul fronte della dialettica interna al settore. Per usare le parole del presidente del Cni Armando Zambrano, «non sarà il Congresso degli ordini degli ingegneri italiani, ma il Congresso dell'ingegneria».

Oggi la relazione di Zambrano
I lavori del Congresso si svolgeranno al Lido di Venezia, presso il Palazzo del Cinema. Dopo le sessioni interne di ieri pomeriggio (29 settembre), durante le quali i diversi gruppi di lavoro tematici del Cni si sono incontrati per rifinire gli ultimi dettagli, oggi partirà la sessione pubblica che, come da tradizione, sarà incentrata sulla relazione di apertura del presidente. Gli incontri, programmati a partire dal pomeriggio, terranno insieme temi di categoria e questioni di rilevanza generale per il paese. Un doppio binario che, nei programmi del Consiglio nazionale, sarà abbandonato a partire dalla prossima edizione. Dal 2016 il Congresso sarà dedicato alla discussione interna e sarà seguito da un'assemblea nazionale che, invece, sarà incentrata sui capitoli di maggiore rilevanza politica.

Le promesse tradite sui fondi europei
Nel pomeriggio di oggi (mercoledì 30 settembre) sarà presentata la ricerca del Centro studi del Cni che, attraverso 7mila interviste ad altrettanti ingegneri in tutta Italia, traccerà una mappa dello stato di salute del settore, delle sue prospettive e delle sue necessità per i prossimi anni. I risultati dell'analisi saranno commentanti nel corso di quattro incontri.
Il primo, oggi pomeriggio, sarà dedicato all'Europa e al ruolo che potrebbe avere per le partite Iva: si parlerà, soprattutto, di mobilità verso altri paesi e delle molte promesse tradite in materia di fondi europei, ancora poco accessibili per i professionisti. Il secondo incontro, invece, avrà al centro il tema della tecnologia e del suo impatto sul lavoro degli ingegneri.

Semplificazione e ricambio generazionale
Il terzo, giovedì mattina, affronterà i rapporti (sempre travagliati) con la pubblica amministrazione e le esigenze di semplificazione: il sottosegretario alla Funzione pubblica, Angelo Rughetti presenterà gli interventi in arrivo con i decreti di attuazione della riforma Madia.
Infine, il quarto incontro, sempre giovedì, metterà sul tavolo il problema dei giovani e del ricambio generazionale. Il Congresso si chiuderà con il dibattito per la preparazione della mozione e la sua presentazione, in programma tra giovedì pomeriggio e venerdì mattina. Nel corso dell'ultimo giorno di lavori saranno presentati anche i risultati di due iniziative molto importanti per l'attività del Cni: Scintille, dedicata all'innovazione e ai giovani, e Ingenio al femminile, dedicata al ruolo delle donne nella professione.

Contrasti sul Ddl concorrrenza
Intanto non si placa la polemica sul Ddl concorrenza in discussione alla Camera. Tra gli emendamenti presentati in Aula, infatti, è stata riproposta la modifica dell'articolo 31 che cancella per le società di ingegneria l'obbligo di essere iscritte all'ordine per stare sul mercato privato. Per il Consiglio nazionale si tratta di un "tentativo ancora più grave, perché in aperta violazione dei pareri espressi dalle Commissioni Giustizia e Ambiente della Camera, di precedenti deliberazioni del Parlamento e del Governo, che hanno ribadito la necessità di un quadro regolatorio comune a tutti gli operatori nel settore, assicurandone la convivenza secondo principi di equità, correttezza e leale concorrenza". Quindi, spiegano dal Cni: "Sarebbe gravissimo se il Parlamento, sulla base di un insulso ricatto (l'allucinante minaccia di trasferire la sede legale delle società di ingegneria all'estero) dovesse approvare una disposizione che palesemente viola il principio di parità di trattamento e di concorrenza".


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