Progettazione e Architettura

All'Aquila Burnazzi e Feltrin fanno rinascere il polo di aggregazione distrutto dal terremoto

Francesca Oddo

Sarà inaugurata il 29 settembre la struttura per giovani e anziani dedicata alle giovani vittime del terremoto e ispirato al «Grande Cretto» di Burri a Gibellina

Il Centro di aggregazione per giovani e anziani di Poggio Picenze, in provincia dell'Aquila, dedicato a Loris Cialfi, Alena Ajrulai e Valbona Osmani, giovani vittime del terremoto del 2009, sarà inaugurato martedì 29 settembre a mezzogiorno dopo un anno di lavori. Un risultato importante per Elisa Burnazzi e Davide Feltrin (Burnazzi Feltrin Architetti), appena 40enni e con base a Trento, sia per il valore simbolico dell'opera sia perché gli abitanti del paese avranno nuovamente un luogo dove incontrarsi per ricostruire la vita attraverso la memoria (l'originaria struttura di ritrovo, infatti, era diventata inagibile dopo il sisma). All'appello dell'amministrazione hanno risposto diversi enti pronti a finanziare l'intervento, fra i quali l'associazione «Nazionale Italiana Cantanti», il gruppo «La Provincia Editoriale» e l'associazione «Un Salvadanaio per l'Abruzzo»; dal canto loro l'impresa costruttrice, le ditte fornitrici e i progettisti hanno deciso di ridurre la propria parcella.

Costato 728 mila euro, il centro, costituito da un volume principale chiuso al quale si affiancano altri due manufatti aperti (le pergole), può ospitare circa 130 persone, è su un unico livello e ha una superficie interna di circa 240 metri quadrati. Ispirato all'opera di Burri per Gibellina, realizzata in memoria del terremoto nel Belice, la nuova architettura prevede un sentiero ricavato tra le due costruzioni maggiori che evoca le strette vie del centro storico, con i suoi tre metri e sessanta di larghezza, compreso tra muri alti quattro/cinque metri. «L'edificio, che riformula l'opera il "Grande Cretto" di Burri, vuole celebrare la vita che rinasce, grazie all'uso di materiali naturali, con il tetto coperto a prato rustico e le facciate inverdite, e il valore della memoria attraverso l'andamento a zig-zag dei volumi che ricorda le crepe verificatesi in seguito all'evento sismico», racconta Elisa Burnazzi.

Materiale protagonista dell'intervento è il legno di larice naturale percorso da piante rampicanti che rivestono sia il volume coperto sia le pergole. «Il nuovo complesso attribuisce alla natura una valenza positiva: i ragazzi e gli anziani potranno occuparsi della manutenzione del verde, coltivando non solo in senso metaforico, ma anche concreto, la speranza nel futuro», spiegano i progettisti.


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