Progettazione e Architettura

Riuso contemporaneo: il fienile di una villa del '700 diventa una casa sul lago di Garda

Francesca Oddo

Opera dai quarantacinquenni Bricolo e Falsarella tra i finalisti per la «Medaglia d'Oro all'Architettura Italiana»

Un vecchio fienile di pietra, facente parte del più ampio complesso di una villa del Settecento, torna in vita come abitazione.Siamo sulle colline moreniche a pochi chilometri dal Lago di Garda e da Verona, dove un rustico, originariamente in sasso di fiume tipico delle costruzioni dell'area, nel ‘900 subisce un miope ampliamento in cemento armato che ne svilisce il fascino della preesistente costruzione.

Opera dei quarantacinquenni Filippo Bricolo e Francesca Falsarella (Bricolo Falsarella Architetti con base a Sommacampagna, in provincia di Verona), tra i finalisti per la «Medaglia d'Oro all'Architettura Italiana», l'intervento è il risultato di un lavoro meticoloso e di buon gusto, attento alla memoria del manufatto originario e al tempo stesso a un linguaggio contemporaneo privo di toni urlati, intelligente ed elegante. La scelta convincente dei materiali e delle componenti cromatiche gioca un ruolo fondamentale nel buon esito del progetto: essi diventano gli elementi di tessitura di una nuova architettura che non rinuncia al nucleo storico e che anzi, proprio con quest'ultimo, stabilisce le premesse per un dialogo oltre il tempo. L'abitazione invecchierà negli anni, come è fisiologico, ma la sua nuova veste la rende e la renderà sempre attuale.

Eliminate le superfetazioni in cemento armato, ricondotto il volume preesistente alla sua purezza, «quasi fosse una rovina dell'affascinante costruzione originaria», spiegano gli architetti, l'idea è stata quella di scegliere il mattone con finitura faccia a vista come materiale destinato ad ampliare gli spazi e a ricucire le fratture della struttura originaria. Per ovviare alla distanza cromatica fra il grigio delle pietre e il rossiccio del laterizio, la nuova abitazione viene avvolta da «una scialbatura in calce color beige. Visto a distanza, dal parco della villa o dal paesaggio collinare, l'edificio ampliato appare unitario; avvicinandosi risulta possibile distinguere chiaramente la parte originaria ed il nuovo ampliamento in mattoni», continuano. La percezione della casa è quindi dinamica, varia in funzione della distanza dalla quale la si osserva. Avvicinandosi si nota la disposizione leggermente ruotata dei lati lunghi dei mattoni «in maniera apparentemente disordinata a formare delle rientranze asimmetriche con leggeri angoli concavi e convessi», racconta il duo, voluta per fare eco da un lato alla superficie mossa in pietra, dall'altro perché i muri esterni diventassero il supporto sul quale la luce naturale potesse esercitare i suoi giochi di luci e di ombre.

Il primo livello della villa ospita la zona giorno con un grande salone a tutta altezza che offre vedute e aperture sul parco. Il secondo livello, che costituisce parte dell'ampliamento, ospita invece la zona notte. Particolare attenzione è stata riservata ai serramenti, occultati in presenza delle aperture sui muri in mattoni, evidenziate su quelle che si aprono sui muri in pietra. L'obiettivo è stato quello di "conferire una maggiore astrazione alle parti in ampliamento e un aspetto più vicino alla tradizione per la parte originaria", spiegano Bricolo e Falsarella.

Gli interni riportano al chiuso l'interazione fra memoria e contemporaneità, fra materiali diversi, fra superfici più levigate e altre più ruvide e rustiche. Anche qui il colore interviene a rendere più uniforme la lettura degli ambienti, caratterizzati da pochi arredi, da serramenti dai profili in ferro a vista capaci di conferire ulteriore carattere agli spazi, e ancora da alcune citazioni nella cura dei dettagli che ricordano la lezione di certa scuola veneziana delle seconda metà del ‘900.

Anche gli esterni sono stati oggetto di risistemazione: un grande parterre a prato ospita una piscina dalle linee pure ed essenziali, nella quale ogni aspetto tecnologico è stato celato e una pietra larga 65 cm definisce il limite tra la piscina e il verde. «Uno speciale trattamento spatolato color verde ha consentito di ricreare l'effetto visivo tipico delle peschiere settecentesche con l'acqua specchiante che riflette il cielo, gli alberi e le architetture», concludono i progettisti.



CREDITI
Luogo: Sommacampagna (Verona)
Committente: Famiglia Saccomani
Progetto architettonico: arch. Filippo Bricolo (Bricolo Falsarella Associati)
Collaboratori: Francesca Falsarella, Elisa Bettinazzi, Nicolò Galeazzi, Simone Sala
Strutture: Ing. Franco de Grandis
Impresa di costruzione: Edilstasi e company s.r.l. - Geom. Stasi Gianluca (Verona)
Cronologia: 2014 / inizio lavori, 2015 / termine dei lavori
Superficie: 280 mq
Costo complessivo: € 370.000
Fotografie: Nicolò Galeazzi, Filippo Bricolo


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