Progettazione e Architettura

«Il rammendo delle periferie per le città del futuro»: Piano racconta un anno di G124

Alessia Tripodi

Presentato a Roma il primo rapporto annuale sui progetti di recupero partecipato realizzate dai giovani architetti guidati dall'archistar - Protagonisti i sobborghi di Torino, Roma e Catania

Siamo andati a scoprire le scintille d'energia nascoste nelle periferie, per riqualificare e dare nuova dignità a luoghi che, nonostante tutto, possiedono una loro bellezza. Ma ora basta con la costruzione di nuove periferie: dobbiamo trasformare cio che c'è, costruire sul costruito. Solo così potremo avere città davvero sostenibili». Così Renzo Piano ha sintetizzato un anno di lavoro dei giovani architetti di G124 - il Gruppo di lavoro da lui promosso e finanziato con lo stipendio da senatore a vita - in occasione della presentazione a Palazzo Giustiniani a Roma del rapporto "Periferie", che raccoglie le esperienze di «rammendo urbano» realizzate a Roma, Catania e Torino (clicca qui per scaricare il testo ). Progetti di riqualificazione partecipata che hanno coinvolto la popolazione nella creazione di laboratori e nel recupero di spazi pubblici per la socialità.

Proprio i giovani architetti del team di Piano sono stati protagonisti dell'evento di presentazione svoltosi a Roma, al quale hanno partecipato anche il presidente del Senato Pietro Grasso, e il ministro dei Beni Culturali, Dario Franceschini, oltre ai rappresentanti delle amministrazioni locali che hanno contribuito alla realizzazione dei progetti nelle periferie.

«Il lavoro che ho voluto svolgere con G124 - ha detto Piano - è un modo per accendere i fari sull'emergenza periferie e sulla necessità di urbanizzarle, perchè questi luoghi saranno le città del futuro. E anche - ha aggiunto - per dare un'iniezione di vita alla professione di architetto, perchè il rammendo urbano non è un affatto un lavoro di seconda mano, ma con un grande significato sociale ed economico». Un approccio condiviso dagli architetti: «Finalmente il tema dell'importanza del progetto e del ruolo dell'architettura, nel suo essere al servizio della società civile torna ad essere di attualità, mostrando la sua fondamentale importanza» ha dichiarato il presidente del Cnappc, Leopoldo Freyrie, secondo il quale «iniziative come queste dimostrano la funzione che l'architettura può svolgere nel nostro paese, recuperando, attraverso progetti di rigenerazione, il rapporto con i bisogni dei cittadini, forse dimenticato dopo anni di architettura magniloquente, ed il confronto con le comunità».

I progetti
Torino - Borgata Vittoria
L'azione di G124 nella periferia di Borgata Vittoria - messa a punto dagli architetti Michele Bondanelli e Federica Ravazzi, coordinati da Maurizio Milan - ha riguardato uno spazio residuale a cavallo di corso Grosseto, antica via che collegava due cascine ai margini del capoluogo piemontese e che oggi ha perso il proprio significato urbanistico e sociale. Da qui si è partiti per la riqualificazione del cosiddetto «parco senza nome», un'area pedonale attrezzata e vicina a una serie di attività. E con la collaborazione dell'associazione locale dei giovani architetti Plinto - oltre che in sinergia con l'amministrazione locale e numerosi altri attori sociali - è stata realizzata un'installazione artistica nell'area come primo tassello della riqualificazione, creando così una porta che fa da ingresso a uno spazio pensato per ospitare progetti futuri.

Roma - Il Viadotto dei Presidenti
L'intervento di recupero realizzato nel quartiere Nuovo Salario a Roma dai giovani progettisti Eloisa Susanna e Francesco Lorenzi, coordinati da Massimo Alvisi, inizia con un intervento di riqualificazione di un'area un'area abbandonata sotto il Viadotto dei Presidenti, che attraversa più quartieri: una struttura predisposta decenni fa per il passaggio di un tram e poi abbandonata. (clicca qui )
L'idea finale è quella di trasformare il viadotto in una lunga pista ciclabile, una vera e propria "Green line" urbana. Ma intanto le prime azioni di riqualificazione, presentate lo scorso ottobre alla popolazione, riguardano l'allestimento di una sorta di piazza ecologica con un manto erboso e giochi per i più piccoli. L'iniziativa, sostenuta dall'assessore capitolino all'Urbanistica Giovanni Caudo e realizzata con la collaborazione di associazioni locali e dell'Acea «sarà un modo - dicono i giovani di G124 - per riappropriarsi di un non-luogo solitamente nascosto dal traffico quotidiano, attraverso arredi green e una piazza temporanea sotto i pilastri».

Catania - Quartiere Librino
A Librino i progettisti Roberto Corbia e Roberta Pastore, sotto la guida del tutor d'eccezione Mario Cucinella, hanno individuato il Campo San Teodoro e la vicina scuola Brancati come luogo di una possibile ricucitura del tessuto urbano. E per un anno hanno ascoltato i residenti cercando una leva per la rinascita. Partendo dalla riqualificazione dell'impianto sportivo San Teodoro e dal ripensamento delle palestre, il progetto punta ad «aprire» le scuole al quartiere attraverso attività exstrascolastiche con la creazione, per esempio, di orti sociali e didattici. Anche qui, oltre alla partecipazione entusiasta dei residenti, i progetti hanno potuto contare sul sostegno di attori locali, tra cui anche Confindustria e Ance Catania


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