Progettazione e Architettura

Palazzo Italia, progettisti non pagati: Nemesi, Proger e Bms verso un'azione legale contro l'Expo

Sara Monaci

I progettisti dell'edificio simbolo dell'Expo aspettano un contratto da gennaio e sono in credito per circa un milione di euro

I progettisti e gli architetti del Padiglione Italia di Expo aspettano un contratto da gennaio 2014. E per far valere i propri diritti (si parla di qualche milione di euro non ancora pagati) i vertici delle società vincitrici della gara - Nemesi, Proger e Bms - hanno intenzione di passare dalle richieste formali ai fatti: prima una lettera alla stazione appaltante e al commissario unico Giuseppe Sala per ottenere la contrattualizzazione regolare; poi un’azione legale se la risposta tardasse ad arrivare.

Lo studio di architettura romano Nemesi ha messo a lavoro circa 30 professionisti per realizzare Palazzo Italia, con tutta una serie di varianti complesse spuntate in pochi mesi per velocizzare i cantieri; le altre due società circa la metà. Si parla in sostanza di una sessantina di persone senza regolare contratto di lavoro, e quindi per ora impegnati «praticamente come volontari», come sottolinea l’architetto a capo del progetto Michele Molè. Per un anno si è tentato di chiudere un accordo, poi è stato a lungo rimandato. Ora, a Expo iniziato, gli architetti e i progettisti chiedono di superare la situazione di irregolarità. «Si è guardato agli appalti, alla regolarità delle procedure con tanto di Autorità anticorruzione in campo, ma nessuno si interroga sulla nostra situazione?», sottolinea Molè. La stazione appaltante è per tutte le gare Expo spa, ma la responsabilità diretta dei lavori della parte italiana è il Padiglione Italia, che ha una sua organizzazione autonoma.

Oltre alle rimostranze contrattuali, gli architetti e i progettisti torneranno a chiedere la possibilità di completare il lavoro dell’edificio secondo il progetto iniziale, che per via dei tempi stretti è stato ridotto e “aggiustato” in corsa.

Dall’inizio dell’Expo, due mesi fa, è stato completato intanto l’auditorium. Ora, sperano gli addetti alla progettazione, si dovrebbe procedere a montare quelle rifiniture che sono peraltro già state pagate (per diversi milioni) alle società costruttrici. Il Padiglione Italia - comprensivo di Palazzo Italia, del Cardo (cioè la strada dei padiglioni tematici e regionali) e dell’Albero della vita - ha avuto extracosti pari al 50% in più rispetto al valore di aggiudicazione (30 milioni aggiuntivi rispetto ai 60 iniziali). La trattativa tra costruttori e stazione appaltante è ancora in corso ma dovrebbero essere confermate queste cifre.


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