Lavori Pubblici

Iva, dalla Commissione Ue via libera allo «split payment» in Italia. Ance: «Ora migliaia di imprese a rischio»

Marco Mobili

Via libera al meccanismo di inversione contabile dell'Iva, Buzzetti: «Un passo indietro sui temi della liquidità e dei pagamenti della Pa»

L'Italia incassa il via libera di Bruxelles allo split payment. Il meccanismo di "inversione contabile dell'Iva" applicato alla pubblica amministrazione avrà comunque un efficacia a tempo e non potrà superare i tre anni previsti dalle regole comunitarie sull'Iva. Come ha spiegato la portavoce degli affari fiscali della Ue si resta ora in attesa dell'approvazione all'unanimità da parte dell'Ecofin.
Lo split payment, introdotto nell'ordinamento fiscale italiano con l'ultima legge di stabilità è comunque già operativo in Italia dal 1° gennaio 2015 anche se restava espressamente vincolato a una specifica deroga della Commissione europea. Il meccanismo prevede in sostanza che al fornitore di beni o servizi venga erogato soltanto l'importo del corrispettivo pagato dalla Pa, al netto dell'Iva indicata in fattura. In sostanza l'imposta è di fatto "sottratta" alla disponibilità del fornitore e acquisita direttamente dall'Erario visto che le pubbliche amministrazioni, anche se non rivestono la qualità di soggetto passivo dell'Iva, dovranno versare direttamente allo Stato l'imposta sul valore aggiunto che è stata addebitata loro dai fornitori.
Si tratta di un'operazione che nelle intenzioni dell'Esecutivo mira a contrastare possibili fenomeni di frode Iva, tanto che dal contrasto all'evasione la legge di stabilità per il 2015 prevede maggior entrate con lo split payment pari a 988 milioni di euro.
Dai dati delle entrate tributarie dei primi quattro mesi del 2015, sotto la voce split payment il Dipartimento delle Finanze ha registrato incassi per 567 milioni di euro che hanno contribuito a migliorare rispetto a 2014 l'andamento del gettito Iva (+180 milioni, pari a + 0,6%).

Si tratta comunque di una misura che non piace alle imprese. Nei mesi scorsi l'Associazione Nazionale Costruttori Edili (Ance) aveva presentato una denuncia formale a Bruxelles anche a nome della Confederazione Nazionale dell'Artigianato e della Piccola e Media Impresa (Cna Costruzioni), evidenziando che lo split payment «è incompatibile con la direttiva europea sui pagamenti e con le misure a favore delle pmi contenute nella legge europea conosciuta come "Small business act"». E ora il presidente Ance, Paolo Buzzetti, commenta così l'ok della Ue:
«Il via libera alla misura sullo split payment concesso da Bruxelles rappresenta un passo indietro rispetto all'attenzione dimostrata negli ultimi anni sul tema della liquidità delle imprese e dei pagamenti della Pubblica Amministrazione». «Questo meccanism - dice - non tiene conto dei ritardi stratosferici che ci sono già nei pagamenti della pa e nei rimborsi dell'Iva contro i quali, noi come Ance insieme a tutta la filiera, ci stiamo battendo da tempo», e in questo senso secondo Buzzetti, «lo split payment è una misura anti-Pmi: sottrae risorse dovute alle imprese, pari a 1,3 miliardi di euro all'anno solo nelle costruzioni, danneggiando così ulteriormente un settore già fortemente piegato dalla crisi e dal credit crunch».
Né, secondo il Presidente Ance, è attraverso questa misura che si potrà conseguire l'obiettivo di combattere l'evasione: «In questo modo si rischia di far pagare il conto della lotta all'evasione alle migliaia di imprese oneste che dovranno aspettare mesi prima di vedersi rimborsare l'importo dovuto».
«Anche la promessa fatta dal Governo di un'accelerazione dei rimborsi Iva, portandoli nell'arco massimo di un semestre, è un risultato tutto ancora da conseguire, dal momento che oggi avvengono anche dopo un anno», sottolinea Buzzetti, che chiede al governo «un rimborso immediato dell'Iva».


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