Lavori Pubblici

Acqua, fondo per gli investimenti e soglia consumi minimi a carico del Fisco

Giuseppe Latour

Sono alcuni degli spunti contenuti nel disegno di legge sulla gestione pubblica dell'acqua, la cui discussione è appena partita in commissione Ambiente alla Camera

Creazione di una soglia minima di consumi a carico della fiscalità generale. Riordino della composizione della tariffa. Istituzione di un Fondo per gli investimenti nelle infrastrutture, guidato da Cassa depositi e prestiti. Sono alcuni degli spunti contenuti nel disegno di legge sulla gestione pubblica dell'acqua, la cui discussione è appena partita in commissione Ambiente alla Camera. I deputati, in questo modo, riaprono il dibattito su un settore che non ha ancora trovato il suo assetto definitivo. Nelle prossime settimane è già in programma un ciclo di audizioni.

Il disegno di legge, illustrato dal relatore Massimiliano Manfredi, punta a rivedere tutti i principi che riguardano la gestione delle risorse idriche nel nostro paese. Si affrontano, così, diverse questioni spinose. A partire dal diritto a un livello minimo di acqua potabile che, secondo il Ddl, dovrà essere riconosciuto. «Il comma 4 dell'articolo 2 – dice Manfredi - fissa un quantitativo minimo vitale garantito di 50 litri al giorno pro capite. L'erogazione di tale quantitativo è gratuita ed è coperta dalla fiscalità generale». Solo al di sopra di questa soglia, cioè, si comincia a pagare.

I criteri per determinare la tariffa dovranno essere revisionati dal ministero dell'Ambiente che, con un decreto apposito, dovrà garantire la copertura integrale dei costi di gestione del servizio idrico integrato, la copertura parziale dei costi di investimento, la copertura dei costi attinenti le attività di depurazione o di riqualificazione ambientale necessarie per compensare l'impatto delle attività per cui è concesso l'uso dell'acqua, la copertura dei costi relativi alle attività di prevenzione e di controllo. In pratica, bisognerà garantire un consumo gratuito fino a 50 litri e un'articolazione progressiva per fasce di reddito delle tariffe, senza caricare tutto il peso degli investimenti sui cittadini.

Proprio per sostenere gli investimenti, arriva a puntellare il disegno di legge un altro strumento. Si tratta, spiega Manfredi, «di un apposito fondo finalizzato ad accelerare gli investimenti nel servizio idrico integrato, con particolare riferimento alla ristrutturazione della rete idrica, finanziato tramite anticipazioni della Cassa depositi e prestiti». Il denaro di Cdp, in altre parole, sarà la leva finanziaria per rimettere in ordine le infrastrutture idriche. E non è tutto. Il testo dedica passaggi anche alla governance del settore, regolando i distretti idrografici e riordinando i compiti del ministero dell'Ambiente, delle Regioni e degli enti locali.

Il lavoro da fare sul tema è, ovviamente, molto lungo. Il presidente della commissione Ermete Realacci ha chiesto che i deputati procedano a «un'adeguata attività conoscitiva», partendo dall'audizione, «con precedenza rispetto agli altri soggetti da audire, del Comitato promotore per l'acqua pubblica e del ministro dell'Ambiente». Si partirà da qui, prima di affrontare un ciclo di colloqui che permetta di rimettere sul tavolo la questione dell'acqua nel nostro paese.


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