Lavori Pubblici

Manodopera in edilizia, pericolo ricorsi e anomalia delle offerte

Giuseppe Latour

Aniem: il testo con le nuove tabelle provinciali potrebbe creare difficoltà alle imprese che hanno partecipato a gare negli ultimi mesi a causa degli scostamenti dai riferimenti utilizzati finora

Pericolo ricorsi e anomalia delle offerte. Il decreto del ministero del Lavoro del 29 aprile 2015, che contiene le nuove tabelle provinciali con il costo medio orario della manodopera in edilizia , potrebbe creare difficoltà alle imprese che hanno partecipato a gare negli ultimi mesi, a causa degli scostamenti dai riferimenti utilizzati finora. La denuncia arriva dall'Aniem, associazione che riunisce le piccole e medie imprese delle costruzioni, che ha subito chiesto un chiarimento al dicastero: bisogna dire esplicitamente che il provvedimento non è retroattivo. E che, quindi, non esiste un pericolo di impugnativa.

Le tabelle sono state emanate in attuazione di quanto disposto dall'articolo 86 del Codice appalti, secondo cui spetta al ministero del Lavoro determinare periodicamente il costo del lavoro per tutti i settori merceologici, ai fini della predisposizione delle gare di appalto e della valutazione dell'anomalia delle offerte da parte degli enti aggiudicatori. Il decreto appena pubblicato è il primo adottato per il settore edile; il costo è stato determinato distintamente per gli operai e per gli impiegati e fa riferimento al mese di settembre 2014.

La questione centrale è la retroattività del decreto, che prevede come i numeri in esso contenuti siano validi, per l'appunto, a partire da settembre del 2014. Questa previsione "disorienta le imprese e le stazioni appaltanti". Queste, infatti, negli ultimi mesi hanno concorso alle gare di appalto presentando offerte e considerando i costi come ricavati dalle tabelle elaborate in sede locale, evidentemente diversi da quelle ministeriali. "Ciò può comportare problemi dal punto di vista della eventuale proposizione di ricorsi avverso le gare già aggiudicate, e non sappiamo in che termini si pronunceranno poi i giudici", raccontano dall'associazione. Le imprese che si trovano più indietro in graduatoria potrebbero decidere di impugnare. Inoltre, "potrebbero emergere problematiche dal punto di vista dell'anomalia delle offerte: l'offerta economica potrebbe risultare eccessivamente bassa rispetto ai costi stabiliti dalle tabelle, se eventualmente discrepanti da quelli definiti dalle tabelle locali fino ad ora utilizzate".

Per questo, secondo Aniem, bisogna correre immediatamente ai ripari. L'associazione, insieme alle parti sociali del settore, "è già intervenuta presso il ministero affinché chiarisca che le tabelle entrano in vigore, sia in sede di prima applicazione che a regime, per le gare bandite successivamente alla pubblicazione del decreto". E che, quindi, non possono essere sollevati problemi per le procedure già chiuse e gli appalti già aggiudicati dalle stazioni appaltanti, sia in termini di ricorsi che di anomalia delle offerte.


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