Lavori Pubblici

Catasto, parte l'era telematica: dal primo giugno le variazioni passano alla rete

Giuseppe Latour

Le variazioni rappresentano il 75% delle pratiche catastali complessive. Allarme nei territori (come il Lazio) più indietro nelle tecnologie telematiche

Le variazioni catastali diventano solo telematiche. È la grande novità, scattata a giugno, che riguarda 1,6 milioni di pratiche all'anno di architetti, ingegneri e geometri italiani, per effetto del provvedimento n. 35112 del 2015 dell'Agenzia delle Entrate . Le domande on line, che passano dai software messi a disposizione dall'amministrazione fiscale e che già adesso coprono il 75% delle procedure attivate ogni anno nel nostro paese, con punte superiori al 90% in alcune aree, diventeranno l'unica strada possibile. È allarme soprattutto nel Lazio, tra le regioni con il tasso più basso di applicazione della procedura telematica. Anche se gli uffici delle Entrate restano a disposizione dei professionisti per eventuale assistenza.

Le regole di questa novità sono state fissate dall'Agenzia nel mese di marzo. A decorrere dal primo giugno, secondo quanto è stato stabilito, i professionisti iscritti agli Ordini professionali, abilitati alla predisposizione e presentazione degli atti di aggiornamento catastale, "utilizzano le procedure telematiche di cui al provvedimento del direttore dell'Agenzia 22 marzo 2005". Concretamente, bisognerà passare dal cosiddetto "Docfa", il software che permette di compilare i modelli per le dichiarazioni di accatastamento dell'Agenzia delle Entrate.

Una volta preparata la documentazione fisica, fino a pochi giorni fa il professionista aveva una doppia alternativa: poteva andare fisicamente agli uffici provinciali delle Entrate oppure passare dalla piattaforma telematica "Sister". Adesso, gli rimane una sola strada, la piattaforma telematica dell'Agenzia. Secondo i numeri dell'amministrazione fiscale, da questa procedura sono coinvolte circa 1,6 milioni di domande ogni anno. In questo pacchetto sono incluse, tra le altre cose, le "dichiarazioni per l'accertamento delle unità immobiliari di nuova costruzione", le variazioni delle unità già censite, i frazionamenti.

Nella gran parte dei casi queste richieste passano già dall'on line. Al momento, a livello nazionale, siamo a circa il 75 per cento. Il problema, però, è che in alcune regioni il livello di applicazione è ancora piuttosto basso. Un caso a rischio è quello del Lazio. Qui a inizio 2015 siamo arrivati al 64% di procedure telematiche, ma con una percentuale molto alta di problemi dovuti a errori nelle procedure (il 35%). Anche per questo, l'Agenzia sta avviando proprio dal Lazio dei corsi via web che supportino le amministrazioni e i professionisti nell'utilizzo dei nuovi protocolli.

Comunque, il rapporto fisico con l'amministrazione non viene sospeso in maniera definitiva. In caso di funzionamento irregolare del servizio telematico, spiega il provvedimento che regola la novità, l'atto di aggiornamento potrà essere presentato presso l'ufficio territorialmente competente, ma sempre su supporto informatico, corredato da firma elettronica. Normalmente, poi, gli uffici saranno a disposizione di architetti, ingegneri e geometri per assistenza e chiarimenti.

La circolare dell'Agenzia delle Entrate


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