Lavori Pubblici

Lavori specialistici, riassetto rinviato alla riforma degli appalti

Mauro Salerno

Rimane ancora valido l'assetto disegnato dalle norme transitorie previste dal decreto 47/2014

Sarà il nuovo codice degli appalti a risolvere una volta per tutte il rapporto tra imprese generali e ditte specializzate nei cantieri delle opere pubbliche. Dopo il terremoto causato dal parere del Consiglio di Stato del luglio 2013 che ha bocciato l'eccesso di "specializzazione" previsto dalle norme sugli appalti , il governo è corso ai ripari approvando una norma-tampone (articolo 12 del decreto 47/2014) mirata a dare una prima attuazione al provvedimento di Palazzo Spada , riservandosi di rivisitare l'intero assetto delle categorie in cui sono suddivisi i lavori pubblici entro un anno dall'approvazione del decreto.

Quel termine è scaduto il 28 maggio, senza peraltro causare scossoni nel mercato che nel frattempo ha evidentemente imparato in qualche modo a fare i conti con i nuovi confini disegnati dal decreto dell'anno scorso. Nel frattempo è anche entrato nel vivo il progetto di una riforma complessiva del sistema degli appalti, innescato dall'obbligo di recepire le nuove direttive europee entro il prossimo aprile. Di qui la decisione, confermata da fonti del ministero delle Infrastrutture, di lasciare le cose come stanno e di intervenire con il riassetto all'interno della riscrittura del codice.


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