Lavori Pubblici

Consumo di suolo, il Ddl pronto a ripartire a inizio giugno. In arrivo limitazioni per le grandi opere

Giuseppe Latour

La relatrice alla Camera, Chiara Braga: «L'obiettivo è portare il testo in Aula entro l'estate»

Pronti a ripartire a inizio giugno, dopo la pausa elettorale. Il Ddl sul consumo di suolo sta per rimettersi in moto, come spiega la relatrice del testo in commissione Ambiente alla Camera, Chiara Braga che punta all'obiettivo di chiudere in Aula entro l'estate. Rispetto al testo base elaborato a gennaio, saranno discussi 450 emendamenti. E, dai relatori, arriveranno proposte di modifica su almeno due capitoli: una limitazione delle grandi opere escluse dai limiti della legge e una correzione della definizione di suolo agricolo.

Le novità del testo
Il disegno di legge, nella versione rivista dalla commissione Ambiente di Montecitorio, contiene molti punti importanti. Definisce, in primo luogo, il consumo di suolo e la superficie agricola: con questa locuzione si intendono i terreni "qualificati come agricoli dagli strumenti urbanistici, nonché le superfici, anche in area urbanizzata allo stato di fatto non impermeabilizzate, dove lo strato superficiale del suolo non sia stato coperto artificialmente, scavato o rimosso".
Regola, poi, la fase transitoria, indicando cosa accade in attesa che entrino in vigore le nuove norme. Sul punto, il testo si esprime chiaramente: tutto quello che i Comuni hanno deciso e autorizzato, per evitare contenzioso con imprese e privati, resta in vita fino alla data di entrata in vigore della legge. Dall'entrata in vigore e per tre anni, poi, scatta una seconda fase durante la quale "non è consentito il consumo di suolo tranne che per i lavori e le opere inseriti negli strumenti di programmazione delle amministrazioni aggiudicatrici" e nella Legge Obiettivo. Passati i tre anni, scattano le regole indicate da un decreto del ministero dell'Agricoltura, che dovrà stabilire gli obiettivi di riduzione del consumo di suolo a livello nazionale. Tra le altre novità, poi, c'è un passaggio dedicato agli oneri di urbanizzazione. Questi, a partire dall'entrata in vigore della legge, usciranno dal circuito della spesa corrente dei Comuni per essere destinati a una serie di obiettivi considerati prioritari dal Ddl: la rigenerazione urbana sarà pagata con i proventi di sanzioni e titoli abilitativi.

Iter lungo
Questi contenuti così importanti si sono scontrati con un iter parlamentare parecchio lento. Il testo è stato, infatti, incardinato a giugno del 2013, recuperando il lavoro dell'ex ministro Catania. A quel Ddl sono state accorpate diverse altre proposte affini. Ma, dal 2013, le cose non sono andate in maniera tranquilla: blocchi e polemiche hanno prodotto un avanzamento assai lento della legge, che soltanto a inizio 2015 si è realmente messa in movimento, grazie alla presentazione formale di un nuovo testo base, preparato da Chiara Braga, relatrice per la commissione Ambiente, e Massimo Fiorio, relatore per la commissione Agricoltura. Negli ultimi mesi sono stati presentati 450 emendamenti, sui quali la discussione è iniziata ma si è quasi subito fermata.

Braga: «Chiudere entro l'estate»
Della situazione attuale proprio Chiara Braga: "La commissione ha deciso di procedere a un'analisi più attenta di tutti gli emendamenti, raccogliendo i pareri dei ministeri competenti. Quindi, non ci siamo fermati". I pareri sono stati raccolti la scorsa settimana. Adesso ci si prepara a dare il colpo decisivo. "Alla ripresa del lavoro parlamentare dopo le regionali, la legge riprenderà il suo iter in commissione e penso che, a quel punto, saremo in grado di chiuderla e portarla in Aula entro l'estate".
Oltre al voto delle proposte di modifica già presentate, stanno prendendo forma almeno due emendamenti dei relatori. "Stiamo pensando – dice Braga - di ritoccare il passaggio che riguarda la Legge Obiettivo". Al momento, nella fase transitoria, gli interventi che aumentano il consumo di suolo sono possibili in tutte le opere strategiche: anche seguendo la linea del ministro delle Infrastrutture, Graziano Delrio, questo catalogo dovrebbe essere ridotto. L'altro punto riguarda la definizione di suolo agricolo. "E' probabile che porteremo qualche ulteriore affinamento".


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