Lavori Pubblici

Ecoreati, Realacci: il provvedimento era atteso, ora possiamo brindare

Giuseppe Latour

Associazioni ambientaliste e governo salutano con favore l'approvazione del ddl sugli ecoreati. E il ministro dell'Ambiente apre già a un "tagliando" nel prossimo futuro

Coro di reazioni positive. Il Ddl ecoreati è appena diventato legge, dopo l'approvazione in quarta lettura del Senato, e parlamentari, associazioni, ministri salutano la novità come un passaggio storico per il nostro sistema penale. Anche se non chiudono a correzioni e integrazioni future. L'impatto sulle imprese, soprattutto il capitolo dedicato al ravvedimento operoso, andrà misurato in maniera esatta. Laddove fosse eccessivo, potrebbero arrivare correzioni. Così come bisognerà lavorare su alcuni provvedimenti complementari, attualmente fermi in Parlamento, come quello in materia di agenzie ambientali.

Realacci e Braga
Il primo a salutare l'approvazione del disegno di legge è il presidente della commissione Ambiente della Camera, Ermete Realacci: «Possiamo finalmente brindare al varo della legge sugli ecoreati. Un provvedimento a lungo atteso che cambia in meglio l'Italia e ricorderemo nei prossimi anni. La legge sugli ecoreati consentirà infatti di contrastare l'illegalità in campo ambientale con nuovi e più efficaci strumenti, a tutto vantaggio di ambiente e salute dei cittadini. Siamo finalmente arrivati alla meta grazie a un lavoro ampio e comune di tutto il Parlamento e alla mobilitazione di venticinque associazioni guidate da Legambiente e Libera. La legge che introduce i reati ambientali nel nostro codice penale è un provvedimento importante che alza l'asticella della legalità e aiuta l'economia pulita. Grazie al quale sarà più facile evitare disastri come quelli di Bussi, dell'Eternit di Casale Monferrato, o della Terra dei Fuochi».
Soddisfazione anche dalla responsabile Ambiente del Pd, Chiara Braga: «È un momento che aspettiamo da anni: da oggi l'ambiente avrà più benefici. Si introducono i delitti ambientali che per loro natura sono particolarmente gravi - osserva -, vengono messe a disposizione di forze dell'ordine e magistrati strumenti di contrasto più efficaci». La critica che viene rivolta a questo provvedimento, spiega l'onorevole, «non sta in piedi: questa legge non vuole criminalizzare le imprese, che per la stragrande maggioranza sono imprese sane; ma colpisce solo chi crede ancora di poter fare concorrenza sleale colpendo l'ambiente». C'è poi, sottolinea, «un cambio culturale importante, perché si dice chiaramente che non si possono più fare profitti deturpando l'ambiente».

Wwf e Legambiente
Proprio dalle associazioni, impegnate da settimane in un pressing serrato sul Parlamento, arrivano altre reazioni positive. Il Wwf plaude all'approvazione della legge: «La magistratura, seppure con ritardo, può ora contare su strumenti adeguati per contrastare gli illeciti in campo ambientale. La guardia non può tuttavia essere abbassata, occorre recuperare il tempo perduto nei confronti di una criminalità in campo ambientale che non arresta la sua ascesa». Aggiunge il vicepresidente di Legambiente, Stefano Ciafani: «Abbiamo corso il rischio di non vedere approvate le nuove norme a causa di una polpetta avvelenata infilata in extremis al precedente passaggio in Senato. Il senatore di Forza Italia antonio D'Alì aveva proposto di introdurre il divieto dell'air gun, tecnica molto invasiva di ricerca petrolifera in mare, ma questo divieto ha allarmato le aziende petrolifere causando forti pressioni sul governo affinché stralciasse la norma». Tutto, però, è stato risolto con una quarta lettura del provvedimento.

Le parole del Governo
Al di là del coro di approvazione, però, il Governo è pronto a tornare sulla materia. Come spiega il ministro dell'Ambiente, Gian Luca Galletti: «Sappiamo bene che uno dei punti che ha destato le maggiori preoccupazioni delle imprese riguarda il cosiddetto ravvedimento operoso. E in particolare i tempi di realizzazione delle bonifiche dei siti inquinati. Ma dico che siamo di fronte a una riforma di sistema e, come per altre portate avanti da questo governo, c'è l'intenzione di effettuare un rodaggio e un successivo tagliando». In altre parole, «nulla esclude un ulteriore intervento su questo tema se nella pratica, qualcosa non risulterà funzionale rispetto agli obiettivi che ci siamo dati».
Fondamentale anche il ruolo dell'attuale ministro della Giustizia, Andrea Orlando: «Una vicenda come quella di Eternit con una legge come questa non sarà più possibile. Si tratta – ha spiegato il Guardasigilli – del frutto di un percorso travagliato, ma per me è una soddisfazione particolare perché ho seguito l'iter del provvedimento dall'inizio».

Bratti: proseguire l'azione sul fronte dei delitti ambientali
Ci sono, poi, altri capitoli che andranno immediatamente affiancati al Ddl ecoreati. «Ora dobbiamo andare avanti nella battaglia contro i delitti a danno dell'ambiente approvando al più presto il provvedimento sulle Agenzie ambientali, fermo a Palazzo Madama». È l'appello del deputato Pd Alessandro Bratti, presidente della commissione di inchiesta sui Rifiuti, che spiega: «L'obiettivo finale delle due leggi, quella sugli ecoreati e quella sulle Agenzie ambientali, non è di vessare le imprese o di aumentare i nodi della burocrazia ma di escludere dal mercato le imprese delittuose per dare spazio a qualità, a controlli più facili, a una maggiore semplificazione normativa».


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